Identità veneta, stiamo insieme per i soldi o c’è dell’altro?

di CATTOLICI PER L’INDIPENDENZAleonesanmarco

Indipendenza ed autodeterminazione implicano la ridefinizione matura e consapevole delle ragioni dello “stare insieme”.
In quella che è stata chiamata da autorevoli sociologi: “società liquida”, si tratta di una grande opportunità di approfondimento, sul piano personale e famigliare, prima ancora che comunitario.
E’ infatti l’indebolimento del moderno individuo “atomizzato” e slegato da ogni appartenenza che non sia quella evanescente di “cittadino-consumatore-elettore”, nonché aggiungiamo noi la perdita del “senso religioso” così com’è avvenuta nelle società secolarizzate, ad aver permesso la riduzione in schiavitù di persone e popoli, lasciati in balìa di organizzazioni politiche, sociali ed economiche violente, artificiali e liberticide.
Il processo non è banale poiché richiede il superamento di una moltitudine di luoghi comuni e modi di pensiero abitudinari, che senza nemmeno farci caso diamo per scontati nella nostra vita di tutti i giorni.
“Stiamo insieme” perché abbiamo interessi comuni?
“Stiamo insieme” per lo “stile di vita”, o per i “comuni valori”?
“Stiamo insieme” perché abbiamo la stessa identità, cultura, lingua?
Perché abbiamo la stessa “storia” o perché desideriamo condividere una comune prospettiva futura?
Ognuno di noi dovrebbe interrogarsi e cercare le sue risposte, ogni risposta d’altro canto implica ulteriori domande e motivi di approfondimento. E’ altresì facilmente comprensibile come assai probabilmente siano molteplici le ragioni ed i livelli dello “stare insieme”: identità ed interessi, per esempio, non sono necessariamente dimensioni escludenti.
Karl Popper riteneva inapplicabile il principio di autodeterminazione nazionale, specialmente in Europa, ove i gruppi nazionali e linguistici sono spesso mischiati. In verità Popper considerava l’autodeterminazione dei popoli una specie di istinto tribale, un’idea puramente romantica e reazionaria.
Ciò che sta accadendo in questi mesi in Europa occidentale dimostra invece lo stretto legame tra la matura domanda di autodeterminazione dei popoli e l’esercizio democratico degli inalienabili diritti naturali della persona.
Lo “spirito tribale” si manifesta viceversa nella prevaricazione violenta dei diritti naturali dell’uomo da parte di statisti che, a Madrid come a Roma, sembrano disposti a difendere in tutti i modi le loro “terre di conquista”.
Ma è proprio questo fortissimo legame tra autodeterminazione e democrazia, che rende così attuale, post-moderno e certamente vincente l’indipendentismo, a richiedere uno sforzo “costituente” aggiuntivo, innanzitutto personale e che per quanto ci riguarda attraversa il “senso religioso” dell’identità veneta.

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3 Comments

  1. caterina says:

    dobbiamo ritrovare la compattezza che ebbero i nostri avi nell’affrontare battaglie fondamentali come quella di Lepanto in questi giorni rievocata a Venezia da Raixe Venete… uniti si vince e quando c’è un nemico le cui forze sembrano sovrastare non è tempo di discutere..si accordarono perfino gl’imperi di allora, e furono condotti alla vittoria sui turchi dalle milizie di mare al comando di Venezia…oggi si disquisisce all’infinito, ed è facile perdere di mira l’obiettivo, che è la sopravvivenza della nostra civiltà e dei nostri valori, aggiornati pure nell’ottica moderna che punta sulle persone da salvare dai grandi mercanti del mondo…
    La Repubblica Veneta questo si propone oggi: salvaguardare una società fondata sui valori della nostra tradizione e nello stesso tempo permettere a tutti di partecipare alla vita sociale in una Democrazia Diretta:
    attratti da questo unico obiettivo oggi dobbiamo essere uniti.

  2. CrisV says:

    Carissimi fratelli Indipendentisti,

    E’ da tempo che non scrivo in questi spazi e diverse ne sono state le ragioni.
    Desideravo tuttavia comunicarvi, che dopo aver rinunciato, per mezzo di notifica di dimissioni irrevocabili, anche all’ultimo ruolo ricoperto in seno a Plebiscito.eu, le strade tra lo scrivente e il Presidente Busato divergono in modo netto, per ragioni sostanziali, prettamente riconducibili alla gestione strategica del movimento politico.

    Non nego tuttavia di aver vissuto momenti straordinari, indimenticabili in seno al gruppo e non rinnego certamente l’eccellente lavoro, che con il contributo di ogni appartenente, dal primo dei vertici, all’ultimo dei volontari, è stato prodotto, con impegno, dedizione, e investimento di tempo, denaro e amicizie personali, verso l’obiettivo primario : L’indipendenza del popolo Veneto, da conseguire in modo democratico, pacifico e civile.
    Per dette ragioni, non parteciperò al congresso Plebiscitario del 12 ottobre a Montegrotto.

    Sia ai numerosi che hanno abbandonato il gruppo, sia a coloro che rimangono, vorrei augurare i miei migliori auspici, affinchè il conseguimento dell’Indipendenza avvenga nei modi sopraindicati, per mezzo della partecipazione popolare per Democrazia Diretta ( D.D.).

    Mi è gradita l’occasione per salutare tutti cordialmente, unendo il celeberrimo WSM !!!

    Ad Maiora

    CrisV 🙂

  3. caterina says:

    finalmente una voce che si discosta da certe posizioni falsamente buoniste di certi alti burocrati della cattolicità.

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