Identità e indipendenza camminano insieme

ebrei itadi MARCELLO RICCI – Gli  ebrei nel mondo sono circa 13 milioni e 6 milioni vivono in Israele. Una minuscola minoranza quantificabile nello 0,002 per cento della rispetto  popolazione dell’intero globo. Tuttavia, su 740 Premi Nobel, ben 164 sono stati conferiti agli ebrei; dunque il popolo ebraico vanta ben il 22% dei Premi Nobel su scala mondiale:
53% dei Premi Nobel in economia sono ebrei
38% dei Premi Nobel in fisica sono ebrei
29% dei Premi Nobel in medicina sono ebrei
28% dei Premi Nobel in chimica sono ebrei
27% dei Premi Nobel in letteratura sono ebrei
11% dei Premi Nobel per la pace sono ebrei

C’è una spiegazione?  L’etnia ebraica, pur nella diaspora ha gelosamente preservato e mantenuto la propria identità, fisica e intellettuale.
S’è voluto porre l’accento sulla diaspora, sulle caratteristiche somatiche e sulle capacità intellettuali: gli ebrei hanno conservato più di altri usi costumi e matrimoni nell’ambito della propria etnia. L’esatto contrario di quanto accade nel resto del mondo occidentale.
Le culture debbono confrontarsi, le fusioni forzate non producono unità, ma somma dei difetti. L’esempio è l’unità d’Italia, celebrata ma non realizzata è riuscita però a esportale le mafie nel nord, ma non a portare la capacità imprenditoriale nel sud. I falsi invalidi proliferano anche in Padania, come i truffatori e i lazzaroni.
Questo spiega  perché in tutti i modi si intendono cancellare le identità relegandole riduttivamente al ruolo di questioni di campanile. La difesa della territorialità può anche essere affiancata e allargata all’esportazione di un modo di governare. Nulla osta e nulla toglie alla Confederazione Elvetica che altri paesi copino e si ispirino a modi di governare e legiferare in essa in uso. E’ dannoso invece, se per conquistare il meridione si diluiscono o alterano i principi fondanti dell’ideologia federalista di Cattaneo, di Miglio,  rilanciata da Bossi che per questo ha creato un movimento di successo.
Nella decadenza del Nord molto ha giocato l’importazione di modelli lontani dalla propria cultura.
L’immigrazione imposta ha lo scopo di diluire ulteriormente le identità che in dissolvenza finiranno nel grigio  e indefinito globale. La morte annunciata di una civiltà, di una cultura, di molte culture, per far tutto confluire nel freddo, indecifrabile , massificante futuro mondo globalizzato.
In un Europa fatta di Regioni Federate, c’è  posto per Padania, Italia del Sud, Sicilia , Sardegna. Ciascuno con le proprie identità, culture, risorse. La conquista del potere non deve essere lo specchietto  che induce a rinunciare alla primaria esigenza di indipendenza. Senza indipendenza non c’è autonomia, libertà, democrazia.
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