Identikit elettori grillini: 30-40enni di sinistra ed ex astensionisti

di REDAZIONE

Prevalentemente di sinistra ed ex astensionista, di istruzione medio-alta, occupato per oltre il 57%. Molti giovani e ultrasessantenni ma prevalentemente 30-40enni. E’ questo l’identikit, elaborato dal Censis, dei partecipanti alla manifestazione del Movimento 5 stelle del 22 febbraio a piazza San Giovanni a Roma. Un ‘popolo’ di protesta per quasi il 40% e per il restante portatore della speranza di una risposta diversa al superamento della crisi. Approfondendo la collocazione politica dei presenti alla manifestazione, di cui ben l’85,6% intervistati dal Censis si sono dichiarati intenzionati a votare 5 Stelle (55,1% elettori dichiarati, 14,2% militanti, 16,3% indecisi ma orientati a votarlo), emerge che il 48,6% si proclama estraneo a una collocazione definita, il 32,7% si dichiara di sinistra, il 7,9% di centrosinistra, il 10% di destra o centrodestra. Alla richiesta di come avevano votato alle elezioni del 2008 la maggioranza (27,5%) si era astenuto, il 25,3% aveva votato Pd, il 14,5% IdV e il 10,5% Pdl. Quote minori riguardano Sinistra Arcobaleno (5%) e Fiamma tricolore (2,1%). Bisogna considerare che circa il 70% dei partecipanti alla manifestazione proveniva da Roma e dal Lazio. Sotto il profilo sociale il 29,1% dei partecipanti alla manifestazione sono laureati, il 56% diplomati; il 57,9% occupati (di questi 26,6% nella P.A. e 30,6% in imprese private, il 27,6% lavoratori autonomi, artigiani, professionisti, imprenditori, commercianti). Un quarto dei presenti ha avuto esperienza di vita all’estero. Per la stragrande maggioranza (65%) internet e i social network sono i princiali veicoli informativi per entrare in contatto col movimento; il 2,1% dichiara di aver partecipato a consultazioni on line.

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10 Comments

  1. Nereo Villa says:

    Anche se non sono andato a votare, sono contento della vittoria di Grillo, in quanto essa è un passaggio necessario verso l’idea della triarticolazione sociale di Steiner: con le idee di Grillo, ancora stataliste in quanto Grillo vuole ancora una volta uno Stato protettore che accentri in sé scuola pubblica ed economia, tutto sarà ancora una volta, nonostante l’auspicabile pulizia interiore della maggior parte dei grillini, in balia della corruzione (inevitabile per uno Stato così concepito, cioè concepito ancora una volta in modo imperialistico). Allora ci si accorgerà che la vetusta questione sociale deve essere studiata nei suoi tre punti essenziali…

  2. luigi bandiera says:

    E continuano a chiamarlo VOTO DI PROTESTA..!!

    Allora la va piu’ o meno cosi’:

    se votano loro (i vecchi partiti ma che sono RIMASTI) allora la gente il popolo ecc. sono e’ intelligente.
    se votano altri, un tempo fu la lega nord, allora e’ì per PROTESTA.

    Non dicono mai: il popolo sovrano ha scelto tizio al posto di kaio.

    Oppure che ha prevalso, per orientare il voto, quelle promesse e non le loro che sono le solite e stantie.

    La vecchia politica o il modo di esercitarla ha fallito. E loro se ne fregano della volonta’ popolare e pensano, da bravi rimasti di cui i partiti, al voto di protesta. Ma essere campioni del mondo in tasse, disoccupazione e altro e’ per loro (i rimasti intendo) un motivo per gioire..?

    Pare di si…

    Ad ogni modo si sono fatte le tre macroregioni con i komunisti di DX di SX e di CENTRO.

    Basterebbe far votare il popolo per vedere la diapositiva, in negativo come su pellicola, che ne risulta.

    E’ sempre stato cosi’: l’italia e’ gia’ su pianta stabile a tre macroregioni.

    Salam

    .

  3. Luca says:

    Avete dimenticato una caratteristica dell’elettore grillino: meridionale. Mentre al nord si aggira intorno al 15-17%, nelle regioni del sud Grillo va dal 20 al 30%. Ovvio, promette di regalare soldi a chi non lavora (reddito di cittadinanza e altre balle simili), e a certe latitudini corrono a votarlo. Fermare il declino invece, unico partito che sosteneva seriamente una riduzione della spesa pubblica, e che al nord è a circa il 2%, al sud non arriva neanche allo 0,5%. Insomma, nessuna sorpresa. Ennesima dimostrazione che votare alle politiche di questo paese è una perdita di tempo.

    • gianluca says:

      Beh non mi pare che il 24,3% in Veneto e il 25 in Piemonte siano il linea con la sua analisi. Solo Lombardia e Trentino tengono Grillo sotto il 20%

      • Luca says:

        Ha ragione: avevo guardato solo gli esiti in Lombardia, pensando che nelle altre regioni del nord fossero simili, e invece mi sbagliavo. Addirittura in Liguria Grillo ha superato il 30%. Resta comunque vero il ragionamento sul Fid: al sud non ha speranze.

      • andrea says:

        Corretto Gianluca, però in Veneto è da sottolineare come sia un voto soprattutto ex leghista!
        Cioè in altre parole , tutti voti che potrebbero diventare facilmente indipendentisti.

        • gianluca says:

          Questo mi trova abbastanza d’accordo, ciò su cui sono molto dubbioso è invece l’idea di un partito indipendentista che cancelli liste e listini e si presenti come unico soggetto politico. Ripeto, il caso della Catalogna ci insegna che l’indipendentismo è divenuto maggioranza assoluta quando ha preso i voti da destra e sinistra

  4. andrea says:

    Il 60% di chi ha votato Grillo è di destra,
    il 10% di chi partecipa al M5S è di destra, secondo me ci sarà da divertirsi.

    Alberto me despiase ma me sa che sarà forse peso de che altri.

  5. Alberto Pento says:

    Mi no go votà ma so contento par luri e par naltri.
    Tra tuti li xe el mancomal.

    • Secessione imminente says:

      Ragazzi, da segnalare il grande successo di indipendenza veneta che ha guadagnato più del 1% in Veneto, 29.600 voti. Secessione oramai imminente. Molto bene liga veneta e veneto stato con lo 0,5% dei voti. Con il nostro 0,09 % su base nazionale ci faremo comunque sentire.

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