PUTIN: UN MERCATO UNICO DA LISBONA A VLADIVOSTOCK

di SANDRO KNOS

Anche da Est guardano all’aggravarsi della crisi economica europea. Nonostante ieri la Germania abbia votato, in Parlamento, il sì agli aiuti per il salvataggio della Grecia l’aria che tira sul Vecchio continente continua ad essere sferzante.

Da qui un’idea: la Russia e la Ue devono creare uno spazio economico comune contro la crisi economica e per favorire lo sviluppo: lo scrive il premier e candidato presidenziale Vladimir Putin in un articolo elettorale sulla politica estera pubblicato oggi sul Moskovskie Novosti: “La Russia fa parte integrante e in modo organico della Grande Europa e della civiltà europea. I nostri cittadini si considerano come degli europei. Noi non siamo affatto indifferente alla situazione in Unione Europea”, osserva il capo del governo russo, che ribadisce: “Per questo la Russia propone di creare una spazio economico e umanitario comune dall’Atlantico al Pacifico. Il livello di cooperazione attuale tra la Russia e la Ue non corrisponde alle sfide globali, in particolare nel quadro dell’ aumento dlela competitività del nostro continente comune.

Putin suggerisce quindi nuovamente di collaborare per creare una comunità economica armoniosa da Lisbona a Vladivostok, cosa che permetterà in futuro di formare una zona di libero scambio e anche dei meccanismi più avanzati di integrazione, al punto da ottenere “un mercato continentale comune del valore di miliardi di miliardi di euro”.

Il premier e candidato alle elezioni presidenziali, però, rilancia anche l’accusa agli Usa di interferire nelle elezioni russe e nei processi politici interni di regioni importanti per Mosca, in primis i paesi dell’ex Urss.

Le relazioni con Washington, ha scritto sempre sul Moskovskie Novosti, sono guastate dagli “abituali tentativi Usa di fare ingegneria politica, anche nelle regioni che sono tradizionalmente importanti per noi, e nelle campagne elettorali in Russia”. In un recente passato Putin ha più volte criticato gli Usa, accusando gli americani di finanziare e pilotare le manifestazioni di protesta, in stile “movimento arancione”. Da qui, è partito poi per criticare anche la presenza di basi Nato dislocate in Afghanistan.

 

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4 Comments

  1. luca pozzoni says:

    ci sarebbe anche un altro potenziale mercato unico di dimensioni planetarie: Ue + Commonwealth

    • Filippo83 says:

      Concordo: almeno loro sono europei emigrati.
      I russi, invece, checché ne dica Putin, sono asiatici, certamente bianchi e cristiani (così come i boeri sono africani bianchi) ma non europei: al più possono rappresentare un ponte attraverso l’Eurasia, ruolo che non sarebbe affatto secondario. Inoltre, non sarebbe la Russia ad entrare in Europa, ma l’Europa ad entrare in Russia: a buon intenditor…

      • Antonio Baldini says:

        No, un’area di libero scambio non significa affatto integrazione politica. Sarebbe ora che l’Unione Europea abbattesse le vergognose barriere che continua a mantenere con la Russia e gli altri paesi dell’Europa orientale, che affamano ucraini, moldavi, bielorussi (impossibilitati a sviluppare le loro agricolture) e che favoriscono i regimi dittatoriali o semi-dittatoriali di queste repubbliche. Putin non si rende conto che l’apertura economica dell’Europa occidentale sarebbe un primo passo per farla finita con i regimi degli ex burocrati e sfruttatori riciclatisi dopo il crollo dell’Urss, dei quali è il primo e più evidente rappresentante. Basta con le barriere, i confini, le chiusure. Basta con l’ideologia di Bruxelles!

        • Filippo83 says:

          Qui però parliamo di altro: di libero mercato e di libertà individuale – nonché di una UE, liberista nei servizi quanto dirigista nell’agricoltura, aperta all’interno quanto chiusa all’esterno, di fede democratica e di governo burocratico.
          Non credo che sia quello che ha in mente Putin, non a breve termine quantomeno: a lui interessano un buon mercato per le proprie materie prime, ed un grosso spazio vitale (sic…) per riproporsi come superpotenza globale.

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