I writers caritatevoli del Corriere della Sera

furgone caritas writer

di SERGIO BIANCHINI – Interessante l’articolo del Corriere della Sera riguardo i writers criminali tra cui il figlio del direttore della Caritas ambrosiana che andavano in giro col furgone, appunto, della Caritas.

Rende chiaramente l’idea della deriva che la carità, separata dall’interesse nazionale e dalla legalità nazionale, prende diventando uno spirito perfino eversivo. Questa mutazione della storica bonarietà cristiana, di cui tutte le generazioni che ci hanno preceduto sono state permeate, è evidente, palpabile e sotto gli occhi di tutti.
Il caritasman moderno vede con ostilità ogni aspirazione della gente comune ad una vita tranquilla ed ordinata. Vede con disprezzo “l’egoismo protetto dalle barriere nazionali” e si identifica con il “giusto e moralmente legittimo” assalto del mondo povero ai paesi della società opulenta.
Lo squallore che ormai da noi sta assumendo la vita quotidiana non interessa il caritasman anche perchè spesso è figlio di alti funzionari della chiesa e dello stato, cioè di coloro che per primi dovrebbero proteggere la vita dei cittadini.
C’è da dire che in Italia il mondialismo, l’universalismo, il cattolicesimo, sono assolutamente prevalenti. A parte la presenza del vertice romano della Chiesa Cattolica con tutte lo sue capillari, storiche ramificazioni territoriali , la cultura socialista fu ed è mondialista. Solo il comunismo, ma in una frazione minoritaria, ebbe al suo interno un’attenzione all’interesse nazionale. Era la conseguenza della svolta del 1934 fatta dall’internazionale comunista dopo la vittoria di Hitler in Germania. Il settimo congresso comunista mondiale del 1934 condannò il trotzkismo e dette il via al nazional-comunismo staliniano e togliattiano.
Questa linea è stata molto efficace ed è riuscita a radicare i comunisti profondamente nelle vicende nazionali, ad esempio in Itali, spagna, francia, cina ,vietnam ecc.
Il presidente Napolitano è uno dei prodotti del nazionalcomunismo. La sua corrente, definita “migliorista” fu comunque sempre minoritaria, anche se autorevole, nel PCI.
L’Italia è quindi, per ora, organicamente incapace di definire concettualmente una propria fisionomia  ed un proprio interesse nazionale vivaci ed attivi al di fuori dell’assistenzialismo mondialista abilmente  trasformato in business. Chiagni e fotti dicono a Napoli. “Ama e raccogli” potrebbe essere lo slogan attuale della dirigenza Italica.
La nostra presenza militare in tutto il mondo, il nostro attivismo sulle coste libiche, protetti dal miele umanitario sono la prova evidente di questa doppiezza organica della classe dirigente e dello stato.
Una doppiezza che va compresa e confutata teoricamente definendo, speriamo, le caratteristiche di un interesse nazionale onesto ed anche generoso ma difeso apertamente e coerentemente.
Print Friendly

Recent Posts

Leave a Comment