I turchi sfidano l’islamismo di Erdogan. Cariche ed arresti

di REDAZIONE

E’ tregua armata fra la protesta turca e Recep Tayyip Erdogan, almeno fino a lunedi’: cosi’ prevede la stampa turca, secondo la quale il premier avrebbe ordinato di tenere la polizia lontana dai dimostranti per il week end. Nel cuore di Ankara pero’ la ‘tregua’ e’ stata rotta nella notte, ci sono stati duri scontri a Kizilay vicino agli uffici del premier. Manifestazioni di solidarieta’ con i giovani di Gezi Park si sono svolte oggi in diverse citta’ occidentali, da Berlino a New York. Da giovedi’ grazie all’intervento del capo dello stato, Abdullah Gul, non ci erano stati incidenti significativi, con l’eccezione di Gazi, un quartiere alevita di Istanbul, dove la polizia era intervenuta ieri con brutalita’ contro dei manifestanti. Ad Ankara, che ogni notte per una settimana ha respirato i lacrimogeni, era rimasta calma per due giorni. Fino a questa notte. I reparti anti-sommossa hanno caricato, usando abbondantemente i lacrimogeni e i cannoni ad acqua, circa 5 mila manifestanti che si avvicinavano pacificamente agli uffici di Erdogan cantando ”’Dittatore, dimissioni”. Ci sono stati numerosi feriti fra i manifestanti.

Ad Adana invece c’e’ stata una nuova retata anti-twitter. Cinque giovani sono finiti in manette – e altri 7 sono ricercati – per dei tweet di appoggio ai manifestanti. Almeno 34 ragazzi sotto i 20 anni erano stati arrestati a Smirne martedi’, pure per dei tweet. Un’operazione che aveva suscitato proteste in Turchia e all’estero. Lunedi’ Erdogan aveva definito le reti sociali, usate in massa dai manifestanti, ”una cancrena”. Oggi gli indignados turchi hanno approfittato della tregua relativa per consolidare le loro cittadelle simboliche del Gezi Park di Taksim a Istanbul, e nel Kugulu Park di Tunali a Ankara. Anche qui come a Gezi, fra tende variopinte, albero della liberta’, mensa rivoluzionaria, biblioteca dei ”capulcu” (vandali) e prato dell’ AgitProp, si e’ cantato ”Mustafa Kemali Askerleriyiz!” (Siamo i soldati di Mustafa Kemal!) e ”Tayyip Istifa!” (Tayyip vattene!). Il braccio di ferro fra manifestanti e premier non si placa. E non si sa che cosa succedera’ lunedi’. Alcuni giornali dicono che Erdogan potrebbe ordinare l’attacco alle cittadelle degli indignados. I ragazzi di Taksim oggi hanno rinforzare le barricate attorno alla piazza. Anche oggi decine di migliaia di giovani e meno giovani sono scesi in piazza, pacificamente, per chiedere le dimissioni di Erdogan, sfidando il premier che ieri aveva intimato loro di cessare ”immediatamente ” le proteste. La raffica di condanne piovuta da tutto il mondo per la ferocia della repressione pero’ sembra avere per ora imposto una linea piu’ prudente.

Il sindaco Akp di Istanbul, Kadir Topbas, ha tentato una timida apertura, affermando che al posto di Gezi Park non si costruira’ un centro commerciale, ma forse un museo. Ma il parco non si salvera’. Erdogan ha convocato nel pomeriggio un vertice di crisi dell’Akp per studiare le prossime mosse. Domani dovrebbe esserci una manifestazione di massa del partito islamico a Ankara di appoggio al premier. Una dimostrazione di forza per l’opinione interna e internazionale. Erdogan rivendica di essere stato votato nel 2011 dal 50% degli elettori. Non e’ certo, pero’, che l’Akp sia ancora a questi livelli. Il numero 2 del partito Huseyin Celik dopo la riunione ha negato che si pensi a elezioni anticipate e ha sostenuto anche che il governo ”controlla la situazione”. a Kizilay questa notte non sono d’accordo.

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2 Comments

  1. GeertWilders4president says:

    Un turco che ho incontrato online mi ha detto che mentre molti turchi vogliono libertà e democrazia, altri vedono erdogan come troppo democratico e vorrebbero la dittatura nuda e cruda (dicasi anche shariah).
    In Europa piano piano le destre prendono più potere e i musulmani piano piano perdono i loro pretesi diritti (recentemente la Svizzera ha vietato il porto di burqa e niqab)

  2. carolus says:

    L’Europa è diventato un continente di vigliacchi e infingardi.
    Mentre in Turchia i cittadini dimostrano il coraggio delle loro opinioni contrarie all’islam, in Europa continuiamo a accogliere islamici, a dare loro moschee, diritti che non hanno, e a non impedire loro di portare il velo, burka e simili segni di una barbarie storica.

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