I sostenitori di Monti ora se la prendono con Napolitano

di TONTOLO

Guardate cosa compare sul sito www.fiduciainmonti.com

«Dobbiamo esser grati al presidente della repubblica per avere, un anno fa, contribuito in modo decisivo, con la nomina di Mario Monti e la formazione del suo governo, a dare nuovo prestigio all’Italia sulla scena mondiale e ad avviare l’indispensabile opera di stabilizzazione dei conti pubblici e a realizzare quel minimo di riforme che consentissero di guardare al futuro con un po’ di speranza. È comprensibile dunque un suo intervento per portare a termine senza eccessive scosse questo scorcio di legislatura ed evitare crisi premature con l’evocare scenari futuri che scuotano intanto l’equilibrio precario fin qui mantenuto.
Comprendendo le buone intenzioni del presidente, non si può tacere tuttavia sul fatto che gli argomenti da lui avanzati non sono persuasivi, rischiando di apparire un’intromissione nella campagna elettorale e fornendo a Bersani un assist prontamente raccolto. Lo prova la stessa successiva nota della presidenza del repubblica, che suona come una rettifica: “Il presidente non sponsorizza alcuna soluzione di governo per il dopo elezioni. Ha solo richiamato in modo inconfutabile i termini obiettivi in cui il problema della formazione del nuovo governo si porrà una volta concluso il confronto elettorale”.
Inconfutabile? Il presidente Napolitano ha fatto le due seguenti dichiarazioni che ci sembra difficile definire inconfutabili. Prima: “Innanzitutto il senatore a vita Monti, come si sa, non si può candidare al parlamento perché è già parlamentare. Questo non è un particolare da poco, qualche volta lo si dimentica”. Sarebbe discutibile, questa affermazione, anche se il presidente avesse detto: “non si può candidare al senato perché è già senatore”. Ma perché mai Monti non potrebbe candidarsi alla camera dei deputati e optare, una volta eletto, per l’una o per l’altra camera? Senatori che, nella tornata successiva, si sono candidati a deputato ce ne sono nella storia repubblicana a decine. I senatori a vita hanno meno diritti dei senatori di elezione? Secondo il Corriere della Sera non lontano dagli uffici del premier si ascoltavano ieri pomeriggio le seguenti parole: “Non ci sembra che un senatore a vita non si possa candidare alla camera e optare per questa se eletto”. (Un senatore sia pure a vita – scrivevamo ieri -, non potrebbe candidarsi alla camera dei deputati?).
Un conto è quello che ha più volte dichiarato lo stesso Monti: “Non ho bisogno di candidarmi, sono già senatore a vita”; altro è dire che non può. Una cosa non si può fare se è vietata dalla legge; se la si fa è prevista una sanzione. Dov’è la legge che vieta ai senatori a vita a candidarsi alle elezioni per la camera dei deputati? E qual è la sanzione? Comunque, Monti non ha mai espresso l’intenzione di candidarsi alle elezioni e nessuna forza politica, a nostra conoscenza, glielo ha mai chiesto. Qual è dunque il senso di affermare che non si può fare ciò che nessuno vuol fare? Il senso è nel seguito di ciò che ha dichiarato il presidente della repubblica.
La seconda affermazione di Napolitano è quanto meno confusa: “Ci sono alcune forze politiche le quali pensano che Monti potrebbe continuare a fare o meglio potrebbe fare, in un nuovo contesto politico e non di governo tecnico, il presidente del consiglio”. Pensarlo “è naturalmente un diritto, una facoltà che ha qualsiasi partito”. Pensarlo sì, sembra dire Napolitano, ma non farne il simbolo di una competizione elettorale. Aggiunge infatti: “Dopo le elezioni il presidente della repubblica, il mio successore, farà delle consultazioni per poi dare l’incarico per la formazione del governo: quella è la sede in cui ogni partito può esprimere una sua preferenza, una sua proposta per quello che riguarda il conferimento dell’incarico”.
Oggi si svolgono le elezioni primarie del centro-sinistra per indicare il candidato premier, non il segretario del Pd, precisa a ogni pie’ sospinto Bersani. D’altra parte la presenza tra i candidati a quelle primarie di Vendola e Tabacci chiarisce che si tratta di una competizione per la carica di capo del governo. Il 16 dicembre si svolgeranno (forse) le elezioni primarie del centro-destra, anch’esse per indicare il candidato di quello schieramento alla guida del Paese?
Centro-destra e centro-sinistra si apprestano dunque alla competizione elettorale con i rispettivi schieramenti a sostegno di un proprio candidato primo ministro. Indicano, legittimamente, fin d’ora chi vorrebbero per quell’incarico. Non sono dunque, per loro, le consultazioni del futuro presidente della repubblica “la sede in cui ogni partito può esprimere una sua preferenza”. Solo i sostenitori di Mario Monti devono, per pronunciarsi, aspettare di essere convocati dal nuovo presidente?»
Io credevo di essere Tontolo, ma davvero c’è qualcuno che lo è molto più di me.

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2 Comments

  1. gigi ragagnin says:

    indifferente !

  2. gio says:

    certo nessuna legge vieta ad un senatore a vita di candidarsi, ma il presidente “lanciamoniti” ha ben chiaro che Monti mai più sarebbe riconfermato col voto, per cui da un lato sarebbe senatore per “nomina divina”, dall’altro sfiduciato dal “voto plebeo”… che facciamo, tiriamo la monetina per decidere “senatore si o no”??? Lasciamo stare, di pasticci abnormi causate da leggi così perfette e minuziose da essere quasi inapplicabili ne abbiamo a sufficienza, pensiamo invece a qualche modo per uscire da questa fogna in cui ci ritroviamo, ammesso di essere ancora in tempo…

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