I soldi dei ricchi in Ticino. Ricchi italiani….

di STEFANO PIANCAticino

Montagne russe in cima alla graduatoria dei più ricchi del Ticino: i fratelli Sergio e Geo Mantegazza sono entrati in un vuoto d’aria e in un anno sono planati dal primo al quarto rango tra i Paperoni nostrani. Se la tendenza dei grossi patrimoni ad ingrossarsi di anno in anno è una costante, poiché di regola soldi fanno soldi, la decrescita del patrimonio dei due magnati, tra aviazione e immobiliare, spicca perciò nell’annuale classifica appena pubblicata dalla rivista Bilanz.
Sgombriamo il campo dagli equivoci, i due fratelli non passeranno un Natale al risparmio. Ma la loro ricchezza, in dodici mesi, è smagrita come neanche accade in un centro Méssegué: dagli oltre 4 miliardi di franchi, che la rivista economica svizzera indicava a fine 2013, sono scesi a “soli” 2,5-3 miliardi. L’improvviso impoverimento coincide con l’anno di turbolenze che la famiglia ha vissuto in uno dei settori faro della loro attività: l’aviazione. Finora, perché proprio a inizio novembre Sergio Mantegazza, 87 anni, ha ceduto la sua compagnia aerea, la britannica Monarch, che aveva fondato nel lontano 1967. Negli ultimi anni Monarch si è rivelato un giocattolino costoso, con le ali sempre più zavorrate di fronte alle più snelle compagnie low cost. Tanto che, per appianare i buchi, l’anziano imprenditore era stato costretto immettervi capitali importanti. Decisamente più floridi appaiono i loro investimenti nell’immobiliare: la famiglia possiede alcune proprietà gioiello, dal Palazzo Mantegazza a Paradiso alla Residenza Grand Palace a Lugano.
Altre retromarce così significative nel 2014 non ce ne sono state: tanto che se le quindici persone (o famiglie) più facoltose del Ticino mettessero i loro capitali in un unico, enorme, salvadanaio si otterrebbe l’astronomica cifra di 27,5 miliardi di franchi. Poca cosa comunque rispetto agli averi posseduti dai 300 più ricchi della Svizzera: quasi 589 miliardi (sempre secondo i calcoli di Bilanz). A sud hanno decisamente pigiato sull’acceleratore i magnati dei dolciumi: la famiglia Perfetti – coi fratelli Giorgio, 67 anni, e Augusto, 63 (da decenni accasato a Bioggio), proprietari del gruppo italiano che produce Chupa Chups, Mentos e Golia – da tempo stagnava sui 2,5 miliardi. Finché l’azienda, fondata a Lainate nel 1946, ha trovato il suo nuovo Eldorado nel mercato asiatico. Adesso ha 19mila dipendenti e il patrimonio s’è gonfiato, come neanche capita alle sue Brooklyn: i due fratelli con 4-4,5 miliardi sono adesso i più ricchi del Ticino.
Al secondo posto troviamo i coniugi tedeschi Erich e Helga Kellerhals, fondatori del primo Media Markt: a Melide hanno una villa e da parte una sostanza di 3,5-4 miliardi. Medaglia di bronzo tra i Re Mida nostrani gli imprenditori del tessile e della moda, Ermenegildo (Gildo), Anna e Paolo Zegna. I loro averi (stimati a 2,5-3 miliardi) quest’anno non si sono smagliati, anzi la famiglia ha potuto permettersi il lusso di acquistare in Australia una tenuta con 12.500 pecore merinos. Al quarto posto, appunto, sono scesi i Mantegazza, che comunque distanziano di una fortuna gli altri nomi illustri della pecunia cantonale: come Silvio Tarchini e famiglia, la cui forza, concentrata nel Foxtown e nell’immobiliare, raggiunge i 350-400 milioni (sono al 13. posto).
Chiude al 15. rango Stefan Breuer, asconese d’adozione, che guida dei locali del gruppo Seven. Spesso gira a piedi scalzi, eppure possiede 100-150 milioni franchi. Manca invece all’appello il finanziere Tito Tettamanti sparito dal Club dei 300. Chi l’ha visto?

spianca@caffe.ch
@StefanoPianca

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