I soldi dei frontalieri usati dall’Inps per pagare l’invalidità agli immigrati?

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Il tesoretto dei frontalieri utilizzato per finanziare le pensioni d’invalidità degli stranieri, anche a quelli senza permesso di soggiorno di lunga durata? L’interrogativo se lo sono posti in Svizzera, in Canton Ticino, da dove provengono i trasferimenti delle aziende per le indennità di disoccupazione ai frontalieri, proprio quei 270 milioni di euro che la risoluzione votata martedì dal Consiglio regionale impegna la Giunta di Regione Lombardia a chiederne al Governo la restituzione. Il “Pirellone” chiederà che quei soldi tornino ad essere impiegati per il loro scopo originario, ma nel frattempo su questo tesoretto “sparito” si è aperto un altro fronte che preoccupa non poco gli esponenti della Lega Nord a livello territoriale e parlamentare.

L’ipotesi che sta circolando in Svizzera non è passata inosservata agli onorevoli Nicola Molteni e Massimiliano Fedriga, così come al senatore Jonny Crosio, i quali attraverso due interrogazioni distinte hanno avanzato richiesta di chiarimenti al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Enrico Giovannini. Nell’interrogazione degli onorevoli della Lega Nord Molteni e Fedriga si fa esplicito riferimento alla notizia riportata dai media svizzeri circa la possibilità che ” l’Inps avrebbe deciso di versare le pensioni d’invalidità agli immigrati, anche senza permesso di soggiorno di lunga durata, con i soldi versati dalla Svizzera per le indennità di disoccupazione dei frontalieri”. E ancora: “sembrerebbe, infatti – prosegue l’interrogazione – che la Svizzera continui a pagare all’Inps le indennità di disoccupazione per i frontalieri italiani, ma che l’Ente previdenziale non utilizzi tali soldi a beneficio dei frontalieri italiani, bensì per il pagamento delle pensioni di invalidità agli immigrati, anche quelli privi di permesso di soggiorno CE di lungo periodo”.

Il documento – che parla di una somma di 300 milioni e non di 270 – chiede al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali se la notizia riportata “corrisponda al vero, sia in termini di quantificazione della somma versata dalla Confederazione elvetica all’Inps e sia in termini di utilizzo irregolare della stessa da parte dell’istituto previdenziale”. Non un’accusa quindi, ma una richiesta di chiarimento finalizzata a far luce sulla vicenda. Una pronta risposta si attende anche a Varese, territorio di confine in cui le migliaia di frontalieri presenti seguono con estremo interesse la questione dei fondi di disoccupazione.

“Proprio l’altroieri il Consiglio regionale ha votato all’unanimità una risoluzione che impegna Regione Lombardia a chiedere al governo la restituzione dei 270 milioni destinati all’indennità speciale di disoccupazione – commenta la consigliera regionale leghista Francesca Brianza -. Se la notizia che sta circolando in Canton Ticino fosse vera, saremmo davanti a un autentico scandalo che richiederebbe una mobilitazione da parte di tutti i cittadini”. “Attendiamo lumi dal ministro Giovannini – spiega Matteo Bianchi, segretario provinciale della Lega Nord Varese -. Deve chiarire velocemente la situazione avvalorando o smentendo la notizia. Se fosse vera, e utilizzo il condizionale, ci troveremmo davanti a un furto bello e buono ai danni dei lavoratori lombardi. In questo caso la Lega Nord sarebbe pronta alla guerra contro questo provvedimento”.

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7 Comments

  1. Garbin says:

    qui si passa da schifo in schifo.

  2. lory says:

    sinistri e destri farabutti e maledetti !!!!!!

  3. Raoul says:

    Le solite truffe da governo borbonico.Sicuramente c’è qualche cosa di vero,staremo a vedere!

    • caterina says:

      credo che ai Borbone non sarebbe mai venuto in mente un simile imbroglio, loro che hanno pensato di istituire pensioni ai dipendenti dell’amministrazione e ai lavoratori di San Leucio e delle ferriere di Mongiana…cari miei, certi raggiri sono dei giorni nostri, e governi e banche ne sono i maestri…ne inventano una al giorno!

  4. mv1297 says:

    Cari lombardi, è stato grazie ad uno di voi che dandomi dell’estremista (prontamente riferito al suo titolare, per coprire le cazzate che faceva sul lavoro) solo perché gli stavo dicendo di noi veneti che vorremmo diventare indipendenti, ho perso un lavoro.
    Purtroppo la storiella è vera, chissà se cominceranno a capire in che razza di Stato stiamo vivendo. Ben gli sta.

    • giorad says:

      Lekkii traditori cene sono dappertutto, magari anche in Veneto. Sicuramente a Padania é piena digente che, er ignoranza sui nuemeri (furto dei residui fiscali) e/o altro (cosa?) dell’indipendentismo se ne impippa.

      • Gianfrancesco says:

        beh, basta vedere cosa ha detto la Puppato per rendersi conto che anche in veneto non sono tutti indipendentisti, e aggiungiamoci Tosi…

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