I professionisti dell’accoglienza, senza scomodare celti, goti e longobardi

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di MARIO DI MAIO – I professionisti dell’accoglienza senza se e senza ma, per dimostrare l’ “ineluttabilità” degli arrivi dal NordAfrica e dintorni dei supposti protagonisti di un “esodo biblico” (sostenuto da continui anatemi contro chi non è d’accordo con questa tesi) ne reclamano da sempre la “spontaneità”, che sarebbe perfettamente in linea con gli accadimenti della Storia.

E per quanto riguarda l’Italia tirano in ballo Celti Goti Longobardi e chi più ne ha più ne metta.
Nel caso attuale però si tratta in maggioranza di poveri che vengono illusi da organizzazioni perverse con la promessa di una vita migliore altrove, che arricchiscono scafisti esosi, rischiano di annegare e una volta arrivati in prevalenza vengono sfruttati, quando non addirittura incorporati dalle mafie nostrane. La distanza da Odoacre re degli Eduli non è quindi soltanto secolare ma del tutto abissale.
D’altra parte le statistiche dimostrano che la percentuale di chi tra di loro ha diritto di asilo raramente supera il 10 per cento. Ha superato il 10 quando sono arrivati i siriani, peraltro prontamente e ” intelligentemente assorbiti dalla Germania che abbisognava di personale qualificato da impiegare nelle sue aziende.
Gli “esuberi” la Merkel li ha parcheggiati in Turchia pagando profumatamente Erdogan “intelligentemente” a spese di tutti i contribuenti europei.
Renzi e Gentiloni avevano risolto il busillis dell’accoglienza aumentando vistosamente il deficit di bilancio.
E’ così che bisogna ricominciare ad operare? Yunker e Moscovici sarebbero d’accordo?
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