I politici puniti nell’urna per le loro porcate

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di SERGIO BIANCHINI – Di fronte al crescente distacco dell’opinione pubblica dalle tesi mondialiste tendenti a sopprimere non le barriere tra i paesi europei ma tra l’Europa ed il resto del mondo, in primo luogo l’Africa, i sapientoni si consolano dicendo che ciò è il frutto di un sentimento meschinissimo, secondo loro: la paura.

Assodato che il coraggio non è più da decenni, con la diffusione generalizzata del pacifismo e lo scioglimento degli eserciti obbligatori nazionali, un valore fondamentale nei nostri territori proviamo a riflettere sulla “meschinità” della paura.

Quando guidiamo un’automobile la paura ci consiglia la prudenza e l’attenzione. La visione dei risultati di un incidente stradale ci allerta ed alimenta proprio quel sentimento, la paura, madre della prudenza e dell’attenzione.

Certo la paura non è il panico paralizzante che a volte è, se non è patologico, è comunque un indicatore da prendere a posteriori in serissima considerazione. Tutte le procedure riguardanti la sicurezza degli assembramenti umani considerano gli spazi, le vie, e gli accorgimenti per impedire drammi.

Questo distacco dell’opinione pubblica dalle tesi e dalle prassi mondialiste non è comunque frutto di una paura aprioristica. In Italia poi un generico mondialismo ed una diffidenza verso la retorica nazionalista è stato ed è ancora maggioritario .

Quindi se c’è un pregiudizio per ora è a vantaggio del mondialismo.

Questo pregiudizio però sta crollando, non a causa di paure oscure, profonde e irrazionali, ma a causa dell’evidenza dei danni economici e sociali che la gestione irresponsabile dell’immigrazione sta producendo. Cose grandi, sotto gli occhi di tutti, tragiche o con promessa di tragicità.

Chi non vede  ormai davanti ad ogni centro commerciale, o chiesa , o crocicchio , un giovane questuante a maggioranza ormai di provenienza africana?

Chi non vede ovunque venditori abusivi sotto gli occhi della polizia che svolgono tranquillamente la loro attività?

Potrei drammatizzare molto di più ma voglio soffermarmi solo su questi due fattori. E’ chiaro che si tratta di centinaia di migliaia di persone che operano assolutamente fuori della legge e del livello esistenziale normale da noi.

Il primo pensiero che tutti hanno di fronte a queste cose è: dove è la legge, la magistratura, l’obbligatorietà dell’azione penale tanto esaltata? Ma allora questo stato dice le bugie! Perché minimizza ciò che a tutti appare strano o folle?  Ci sorride ma cinicamente ci spoglia e ci immette in condizioni generalizzate di pericolo.

E da questa considerazione nasce la paura. Scoprire che lo stato e la classe politica che lo dirige non sono sincere e sintonizzate con noi e quindi……. non meritano più la nostra fiducia. Personalmente io l’ho persa dalle bombe di piazza Fontana. Ma la maggioranza delle persone ha continuato ad avere fiducia, proprio gratuitamente, nello stato.

La realtà della vita quotidiana, con lo sgomento che le visioni ed i fatti determinano anche su chi ha o aveva una ideologia mondialista, sta abbattendo proprio la fiducia storica nello stato e nei media e prepara svolte gigantesche e forse traumatiche se il senso di responsabilità non prevarrà.

 

 

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