I poli tecnologici usa e getta per queste multinazionali

EXPOdi MARIO DI MAIO – Sarà tardi comunque quando il pifferaio di palazzo Chigi andrà a casa. E se non fosse intervenuto Draghi in tempo, il Paese sarebbe a carte e 48 da un pezzo. Inutile snocciolare ancora i suoi fallimenti, a partire dall’immigrazione, dall’aumento della pressione fiscale e da quello della spesa pubblica. Anche perché esistono danni che, con la complicità dei media, diventano successi. Uno dei più gravi è l’ingresso massiccio di capitale straniero nell’economia padana, che favorisce i concorrenti europei ed extra,e indebolisce ulteriormente il nostro tessuto produttivo. E anche il polo tecnologico “area Expo”sarà purtroppo a servizio di Ibm,Google e delle altre multinazionali di quel calibro mentre l’idea era che le nostre università e gli enti di ricerca lavorassero per l’innovazione e lo sviluppo delle nostre imprese medie, supertassate e decimate da una crisi ancora da domare. In realtà il premier andava sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio quando per la prima volta aveva riparlato de ponte sullo stretto di Messina. Ma avanti così…..

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