I pilastri del caos: burocrati inetti come i politici

di GIAN LUIGI LOMBARDI CERRIdue-maro

E’ inutile rimenarla! La situazione è di una chiarezza adamantina: in Italia la baracca non solo non funziona, ma addirittura è in disfacimento perché sono ben tre i pilastri del caos ( e li do in ordine di importanza):

-Leggi e Regolamenti disastrosi

-Politici per la maggior parte incapaci o inesperti

-Burocrazia troppo potente e non adeguatamente preparata.

 Vediamo di sviscerare il primo punto

Le Leggi non funzionano perché:

-invece di trattare organicamente un intero settore (Leggi Quadro e Testi Unici) affrontano problemi in modo assolutamente spezzettato  con Leggi quasi mai collegate tra di loro.

Per di più appaiono spesso in evidente contrasto anche con le Leggi Regionali.

– perché da sole le Leggi non possono essere applicate se non sono supportate ed validate dai Regolamenti attuativi, rimanendo così vaghe , anche se regolamentate, da poter essere interpretate addirittura in maniera opposta.

A completare il caos vengono emessi , dal primo burocrate che passa, circolari esplicative ( che hanno forza di Legge) e che spesso spiegano così bene, da  cambiare in tutto o in parte le Leggi cui si riferiscono.

Il tutto condito dalla solita mediterranea incertezza” basata sul  vetero-concetto  del “non si sa mai”.

Vediamo il normale iter di una Legge

Un parlamentare o un gruppo di parlamentari si svegliano una mattina e decidono della necessità di una nuova Legge su un determinato argomento.

Mettono giù una bozza e la passano pari pari ad un gruppo di burocrati specificatamente addetti, gruppo denominato (non si sa perché) Ufficio Drafting il quale prepara l’articolato.

L’articolato va ad essere discusso in Commissione specifica e dopo i più o meno numerosi aggiustamenti effettuati dai parlamentari, aggiustamenti che tengono conto di tutto tranne di una logica sintonia con le leggi esistenti viene discusso in Parlamento.

Il risultato è spesso un ignobile pastrocchio che grida vendetta al cospetto di Dio e degli uomini.

Questo malloppo viene inviato ad altri gruppi di burocrati che , dopo averlo fatto maturare più del vino di alto pregio (il vino non la Legge) mettono mano alla Regolamentazione che , alla fine dell’opera rappresenta più il pensiero e i desideri dei burocrati e dei parlamentari e poco o niente del popolo.

Non tiriamo in ballo a questo punto le Circolari Esplicative poiché ne abbiamo parlato male più sopra.

Vi domanderete a questo punto: e i parlamentari che ci stanno a fare?

A risolvere qualche problemino del paese natio (principalmente alla ricerca di soldi) e , soprattutto, a obbedire agli ordini del partito che li dirige, nonché a farsi conoscere il più possibile per accaparrarsi voti per la prossima elezione.

Infatti il giochetto sembra che funzioni così : mi do da fare a parole per essere eletto. E quando sono eletto?: mi do da fare, sempre a parole , per essere rieletto: E il FARE? E’ un piccolo, noioso dettaglio operativo!

Evidentemente al coacervo di Leggi mancano alcune cose essenziali. Prodotte in genere da “dilettanti allo sbaraglio”.

-Manca un feeling organizzativo.

-Manca una logica conduttrice

E, sopratutto manca la chiarezza che limiti, dato che non lo potrà mai impedire, le interpretazioni più fantasiose quando non addirittura assurde, che troppo spesso ci troviamo schiaffate sulla schiena (e sopratutto sul fondo schiena).

Avete presente i motori a reazione dei jet che vediamo in ogni momento?

Bene! se le Leggi avessero avessero il 5% del rigore con cui sono scritte le Regole di fabbricazione di uno di quei reattori potremmo dormire sonni tranquilli.

E’ che per fare queste cose occorre che agiscano persone di vasta conoscenza e acuta intelligenza. Cosa che sembra proprio non ci siano, a giudicare dai risultati.

La voluta vaghezza delle Leggi fa si che quasi mai si riesce ad identificare il responsabile di un certo guaio.

Volete un esempio? Eccolo! La vicenda Marò

I marò sono militari di carriera e, come tali eseguono soltanto ordini dati da altri. Ed ecco la serie di domande cui nessuno ha mai risposto.

-chi a dato loro ordine di imbarcarsi?

-chi a dato loro le “regole di ingaggio“?

Quando hanno ritenuto di essere assaliti da pirati sicuramente hanno telefonato al “capo” chiedendo ulteriori istruzioni.

– chi era il “capo” piazzato in Italia?

– chi ha ordinato alla nave e ai marò di uscire dalle acque territoriali e di consegnarsi?

Quando i marò sono rientrati in Italia in occasione delle elezioni:

– chi ha dato l’ordine di rientrare in India?

Sembra che tutti questi ORDINI dati a due “poveri Cristi” siano scesi leggiadramente dall’aria! Ricorderò sempre a me ed a tutti la frase della DONNISSIMA Golda Meyr :”dietro mia unica ed esclusiva responsabilità……..”. Proprio come succede da sempre a Roma!

 

 

 

 

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2 Commenti

  1. gl lombardi-cerri says:

    @GPaolo è un chiaro indice di scarsità culturale generale. Basta vedere in che stato escono dalle scuole (scuola di italiano in testa)

  2. GPaolo says:

    Avessero i nostri politici almeno il buon senso di copiare le leggi dei nostri paesi confinanti (Austria o Svizzera o altri) i burocrati dei ministeri si ridurrebbero di molto e così anche il debito pubblico. Si complicano persino le cose più semplici pur di tenersi le poltrone.

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