I pieni poteri sono arrivati davvero. Parlamento non serve più al Governo

di Luigi Basso –  L’altro giorno è stato pubblicato il Decreto Legge n. 18 che dovrebbe contenere “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid 19”.
Il decreto pone svariati problemi di illegittimità costituzionale (per esempio quello sulla sussistenza di ragioni di urgenza e necessità alla data del 25 marzo, stante l’annunciato decalage dei contagi, quello sulla retroattività delle sanzioni amministrative, quello sulla successione nel tempo di decreti amministrativi, etc.), ma il dilemma più gravido di conseguenze che qui preme evidenziare è quello relativo alla evidente violazione del principio di riserva di legge posto dagli articoli 13 e 16 della Costituzione, tra tutti.

Senza entrare troppo in tecnicismi, gli articoli della Costituzione che riconoscono i diritti fondamentali della persona tollerano limitazioni a condizione che i termini e le modalità di queste ultime siano individuati e disciplinati con Legge.
E’ il principio introdotto dai Costituenti proprio per evitare ed impedire che in materie tanto delicate il Potere fosse lasciato nelle mani dell’Esecutivo (che è, appunto, ciò che sta accadendo).

La tecnica legislativa utilizzata nel DL n. 18 non pare soddisfare i requisiti costituzionali per procedere ad una limitazione dei diritti inviolabili delle persone: il Governo ha infatti utilizzato lo strumento di per sé discutibilissimo del “rinvio mobile”, per giunta un rinvio mobile ad atti normativi di livello secondario e sub-legislativo, e, come se ciò non bastasse, ad atti neppure esistenti, perché ancora da adottare.

Oltretutto, in sede di conversione parlamentare, i DPCM emanati in attuazione del DL n. 18, ovvero gli Atti che in concreto prevederebbero termini e modalità della limitazione dei diritti costituzionali, neppure sarebbero esaminati dal Parlamento, proprio perché Atti Amministrativi.

Per usare una immagine, l’Esecutivo ha utilizzato un Decreto Legge contenente una norma che demanda all’Esecutivo l’adozione di misure di limitazione dei diritti della persona, saltando come uncCanguro il voto del Parlamento sulla disciplina “concreta” ed “operativa” delle limitazioni della Costituzione.
L’Esecutivo ha chiesto, in altre parole, una delega in bianco al Parlamento e, questo, non è esattamente ciò che intendevano i Costituenti con l’introduzione della “riserva di Legge”.

 

Photo by Brandon Morgan

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