I PARTITI: LA RAI E’ “COSA NOSTRA”. E ALLORA PAGATEVELA VOI

di GIANMARCO LUCCHI

Pronuncia la parola Rai e sei sicuro di far scoppiare la bagarre politica. L’azienda televisiva pubblica è sempre stata vista come la cartina di tornasole della politica italica e nemmeno in tempo di governo tecnico si smentisce la tradizione.  Dopo una giornata di scontro palese tra i partiti sul tema Rai, mentre sembrava che nulla fosse cambiato dopo il vertice con Monti, è arrivata come un fulmine a ciel sereno la notizia che quell’incontro non era stato proprio privo di contenuti, anzi. Sul tavolo dei leader il premier Mario Monti aveva messo la sua importante proposta: rafforzare i poteri del direttore generale della Rai tanto da farlo somigliare ad un commissario risanatore in grado di rimettere a posto i conti della tv pubblica.

Si tratta di un’ipotesi che trova la rabbiosa opposizione del Pdl. Eppure Alfano, Bersani e Casini, avevano detto per tutta la giornata di aver lasciato l’incontro con il presidente del Consiglio Mario Monti e alcuni suoi ministri, nonostante la foto sorridente postata su Twitter, con un nulla di fatto in tema Rai che lasciava immutato, anzi aveva complicato, lo scontro tra Pd e Pdl su Viale Mazzini. “Sulla Rai se ne riparlerà”, spiegava  in mattinata un agguerrito Pierluigi Bersani, che insisteva nel chiedere “una nuova governance, nel frattempo si nomini un commissario, ma si cambi passo. Se non si fa così e non si mettono fuori i partiti noi non partecipiamo”. Ma il segretario Pdl Angelino Alfano non si faceva attendere nella risposta: “Fare la riforma della Rai per mettere le mani sulla Rai è contro il senso di questa vicenda. Penso che i partiti dovrebbero applicare le leggi esistenti senza pretendere di cambiarle a proprio beneficio”. Toni miti ma che alla lettura di fine giornata apparivano decisamente contrari all’ipotesi del commissariamento anche quelli usati oggi dal leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini: “Come ha detto Alfano  siamo arrivati alla fine un pò stanchi. Ci sarà tempo”.

Insomma, toccare la Rai e rischiare di morire è più o meno la stessa cosa. Per i partiti il Cavallo morente è “cosa loro”, è il bastione che non sono disposti a mollare per sentirsi ancora al centro del potere, dopo essere stati estromessi dalla stanza dei bottoni del governo ed essere precipitati nella considerazione dell’opinione pubblica. Se non gli si lascia neppure il giocattolo Rai, che ci stanno a fare in Parlamento, a parte il non trascurabile particolare dei lauti stipendi che percepiscono i parlamentari e degli straricchi rimborsi elettorali che i partiti si dividono per poi investirli chissà dove e magari rubarseli pure? Che la Rai anziché col canone dei cittadini se la pagassero loro e se ne facessero ciò che credono. Tanto per il servizio che offre, salvo qualche rara e pregevole eccezione…

Intanto ha rimandato al mittente la voce di una sua ipotesi di presidenza Piero Angela: “Tutti mi stanno chiedendo se voglio fare il presidente della Rai. No, grazie. Penso che posso servire meglio la Rai continuando a fare il lavoro che faccio”.

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2 Comments

  1. cavallini says:

    Ma poi cè anche la tv ipnotica. Mi piacerebbe sapere il parere dei pochi ascoltatori di Quello che Regioni. Esempio di televisione leghista. Ascolti infimi e dormite bestiali dei telespettatori (quelli che dormono sono gli unici che non cambiano canale) ma si può, con tutta la compresnione del mondo, fare ogni puntata sei minuti di intervista senza domande a Castiglione????? ma io mi domando se in Rai guardano quello che fanno?

  2. MaIn says:

    Piero Angela ha capito la fregatura e si è tirato giustamente fuori.
    la RAI andrebbe privatizzata come referendum e fabbisogno economico richiederebbe.
    non è tutta da buttare comunque, il tg scientifico e quello regionale, rainews e rai4, quark e geo, i film di cose-mai-viste sono programmi di ottima qualità e ascolti orientati a target precisi(e benestanti).

    poi ci sono programmi che reggono il mercato come ad esempio i programmi sportivi e la-prova-del-cuoco.
    io richiamerei anche santoro visto gli ascolti.

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