I nuovi “mongoli” arma contro i kamikaze

MONGOLIdi PADANUS MAGISTER – La parola Assassino deriva dalla parola araba Hashishijja (letteralmente uomini dediti all’hashish: noto allucinogeno “dopante” che si ricava dalla canapa indiana).
Questi uomini, nell’antico Medio Oriente, appartenevano tutti ad una antichissima setta segreta, nata in Persia (ora Iran) alla fine dell’undicesimo secolo d.C.. Era questa una setta sanguinariamente e barbaramente cristiana gli attribuiva, a quei tempi, l’appellativo di Vecchio della Montagna poiché il suo rifugio era collocato su altissime montagne, inaccessibili ed impervie: guarda caso più o meno le stesse dove oggi si annida e si nasconde il principe post-moderno del terrore islamico.

Gli adepti dell’antica setta, per commettere al meglio i loro efferati delitti, si riempivano, appunto, di hashish e riuscivano così ad ubbidire ai nefandi ordini del loro Gran Maestro. La setta degli assassini è nota agli storici per essere stata artefice di gravissimi
atti di sangue. Il primo dei loro gran maestri fu l’ismailita persiano Al Hassan ibn ab Sabbah; il più cruento ed il più sanguinario di tutti i
gran maestri.

Col tempo la setta degli assassini si organizzò in cellule locali autonome e si dedicò a moltissimi atti terroristici nei confronti dei musulmani ortodossi e anche nei confronti dei Cristiani di Oriente, senza nessuna distinzione. Solo le orde mongole guidate da Gengis Khan riuscirono a disperderli del tutto; questo accadde intorno alla seconda metà del tredicesimo secolo d.C., quando i successori di Teumucin (soprannome di Gengis Khan) conquistarono le terre oggetto della loro cruenta influenza.

Ora c’è un altro Vecchio della Montagna che agisce e fa agire con metodi post-moderni ed innovativi e che manda uomini, per lo più imbottiti di droga, a farsi uccidere per uccidere per una causa che – sotto ogni latitudine normale – è barbara e nefanda e che determina lutti per la morte di persone inermi e senza colpa. Ancora una volta la storia insegna.
Anche se il trascorrere di quasi dieci secoli da quei tempi cruenti ha certamente sopito tutto nel mito di un passato remoto. Eppure la storia, pur con aspetti legati ai nostri tempi, sembra ripetersi. Purtroppo la violenza chiama violenza e non solo fisica: a quando le prossime orde mongole?

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1 Commento

  1. luigi bandiera says:

    E senza tanto girarci attorno ripeto:
    “leggi bene il presente ed avrai in mano passato e futuro.”
    L’homo l’e’ sempre lo stesso e dara’ sempre e per sempre il suo unico frutto: pianti, stridor di denti e stragi di innocenti.
    amen

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