La secessione della Lega dal Nord. Salvini, il prototipo di lombardo che non libera nessuno, come i suoi avi

Marignanodi STEFANIA PIAZZO –  Ve lo ricordate il referendum greco per accettare o meno i tagli imposti da Bruxelles? Sembra storia antica ma è dell’altroieri.  In realtà, i Varufakis e gli Tsipras così come il ministro all’economia che poi arrivò, erano l’alta borghesia che ha studiato a Cambridge,  l’importazione greca della chiacchiera  della sinistra che socializza le perdite. Somigliavano ai Vendola e ai Crocetta.

I lombardi allora gioirono per la vittoria del referendum greco. Gioirono per una vittoria altrui, come quella di Atene. D’altra parte i cambiamenti li hanno sempre vissuti così, perché sono sempre arrivati da fuori. Di quale cambiamento sono stati protagonisti i lombardi? Vediamo. Lasciamo da parte per un momento il referendum del 22 ottobre sull’autonomia.

Dopo la battaglia di Marignano, nel 1515, che segnò la sconfitta degli Sforza, Milano venne consegnata alla Francia. Poi passò in mano spagnola nel 1535. Visse tempi splendidi sotto gli Asburgo dal 1714 in poi, con le loro riforme, liberando i milanesi dalla monarchia iberica. Poi tornarono i francesi con Napoleone!  Infine nel 1814 qualcosa accade!  I milanesi si ribellano al ministro delle finanze Prina… Ma si arrivò al crollo del regime napoleonico grazie all’intervento congiunto di russi e austriaci, che ripresero il controllo della città, cuore del lombardoveneto. Il resto della storia è recente.

Ma i milanesi subiscono ancora un’altra volta. Inglesi e francesi decidono che l’Italia deve essere unita. E i lombardi subiscono ancora. Arriva anche il fascismo, per evitare che il paese esploda in tutte le sue contraddizioni dopo la prima guerra mondiale.

Cade anche il fascismo, ma Milano non si libererà anche questa volta da sola. Ci vorranno gli alleati, pronti poi a imporre il sistema DC e lo Stato centrale in funzione anticomunista. Poi si convertì anche il comunismo, ma solo dopo la caduta del muro, un altro cambiamento che arrivò da fuori. Come tutti gli altri.

Oggi la massa d’urto che sta cambiando i lombardi è l’onda migratoria. Un altro elemento che arriva da fuori. Non ci furono, in Lombardia, le insorgenze né le pasque veronesi.

Insomma, l’ultimo esito referendario del 22 ottobre, forse è il primo segnale di vita dei lombardi dopo secoli. Ma attenti bene, Milano non è andata a votare. Colpa, dicono, della globalizzazione e della multietnicità della capitale del Nord. Mah, non crediamo sia andata così. Ora Matteo Salvini annuncia l’addio del Nord dal simbolo della Lega. Fatti due conti, anche questa volta la Lombardia dei Salvini non libera la Lombardia, ma parte a liberare altro per liberare casa sua dal centralismo di Roma, passando per Roma. La liberazione del Nord, spiega la storia, non arriva da questo prototipo di lombardi.

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2 Comments

  1. FIL DE FER says:

    Sino a quando esisteranno gli stati nazionali così come li conosciamo oggi…cioè con una falsa democrazia e una libertà individuale che esiste finché non contesti il sistema vigente, allora , solo allora si potrà avere un nuovo rinascimento europeo.
    Purtroppo coloro che si dichiarano di sinistra sono ideologicamente malati di protagonismo culturale.
    Hanno ragione loro, loro sono i custodi della democrazia, loro consentono tutto a chiunque, loro sono buonisti per principio, loro sono…loro sono diventati dei mostri !
    Sì, dei mostri che vogliono uniformare tutto e tutti, magari, come fanno da diversi anni anche contro i cittadini italiani e per che cosa ? Per lucrare come al solito su tutto e tutti e tenere in piedi la famosa macchina allegra, la ditta !!!!
    cooperative, sindacati, Onlus, Ong, banche, assicurazioni, insomma di tutto e di più per tenere in mano questo paese e farne quello che a loro, solo a loro aggrada e giudicano buono per loro.
    Non finirò mai di criticarli aspramente perché questi signori non vivono in mezzo alla gente ma solo tra di loro e magari talvolta in riunioni “riservate” per discutere come meglio sopraffare un avversario politico o chiedere aiuto alla magistratura o quando capita anche a certa malavita collegata a qualche sindaco o assessore, specie del sud italia. Abbiamo visto casi del genere.
    Non sono più convincenti come una volta poiché oggi molti loro appassionati elettori hanno capito con chi hanno a che fare…meglio tardi che mai.. e gli volteranno le spalle come ho avuto modo di capire parlando con diverse di queste persone di sinistra.
    Adesso incriminano un’altra volta B…..Che pena dover assistere ad una magistratura così politicizzata e degradata eticamente. Non tengono vergogna né pudore….continuano ad incriminare e poi ad assolvere, l’importante è tenere in scacco B…. al momento delle elezioni, poi chi si accorgerà o sentirà parlare delle assoluzioni ????????
    Berlusconi, come Napolitano ed altri ultra ottantenni dovrebbero andare in pensione e restarci.
    A quando una legge che preveda l’impossibilità di rielezione agli ultra 70 enni ???
    Sarebbe il caso di dire: ” largo ai giovani”..o no ?
    WSM
    WSM

  2. mumble says:

    La via catalana all’indipendenza in queste ultime ore si sta dipanando per via diplomatica e secondo i canali del diritto internazionale: incriminazione e richiesta di asilo politico probabilmente pianificata in anticipo. E’ una strada…. Certamente questo insegna che ogni piccola patria seguirà la propria linea e che non esiste una ricetta valida per tutti per arrivare alla libertà. La Lombardia seguirà probabilmente una sua strada ed un’altra il Veneto ed un’altra ancora l’Emilia e così via. Proprio questa molteplicità di azioni manderà in crisi i sistemi repressivi degli Stati Nazione che, come dimostra la vicenda Catalana, sono rigidi e dimostrano di non essere adattabili a tattiche flessibili.

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