I Limiti dell’accoglienza senza limiti

italia affondadi SERGIO BIANCHINI – Il proclamato obbligo di accoglienza senza limiti ci esime da un calcolo esatto e prudente delle attuali reali capacità di accoglienza dell’Italia. Calcolo di quantità e tempi che viene sempre evitato in nome dell’emergenza e della ineluttabilità. Il termine accoglienza è vago e non precisa la differenza tra disponibilità relazionale e disponibilità al mantenimento oneroso degli accolti.

La militanza prodotta dagli ambienti dell’accoglienza illimitata induce i nostri operatori all’estero a fare generose promesse che poi il nostro paese non è in grado di mantenere. Ciò genera illusioni e poi delusioni e perfino rivolte nei centri di accoglienza. La nostra proclamazione gioiosa dell’infinita bellezza e utilità dell’accoglienza dà al mondo più povero un’idea falsa del nostro paese che appare tutto lieto di ricevere stranieri senza reddito. Sappiamo che è esattamente il contrario e che in un eventuale referendum la grandissima maggioranza sarebbe per il contenimento dell’immigrazione assistita.

Il nostro presunto dovere di accogliere e sostenere, come nostri figli, i minori stranieri non accompagnati contraddice apertamente la moralità universale che proclama diritti e doveri della genitorialità. Si fa gioiosamente credere al mondo povero che mandare un minore da noi sia la soluzione dei problemi di tutta la famiglia. Famiglia che viene così esentata dal fare proprie responsabili valutazioni sulla capacità e possibilità di mettere al mondo un determinato numero di figli.

Questa prassi con il relativo concetto del “genitorialismo universale” nella psicologia del nostro mondo produce distorsioni e lacerazioni. Anzichè alimentare una genitorialità responsabile alimenta un generico spirito di responsabilità mondiale difronte al quale i doveri verso i propri figli decadono ad un livello secondario.

L’accanimento propagandistico e gli oneri economici ed organizzativi imposti dall’accoglienza senza limiti stanno generando una gravissima frattura nella nostra società. La quale diventa assolutamente incapace di concentrarsi su se stessa e sui giganteschi problemi economici ed organizzativi che la opprimono a tutti i livelli cominciando dalla catastrofe funzionale dello stato. L’opinione pubblica è sempre più allarmata e inquieta e ciò impedisce confronti sereni e civili ed inibisce la capacità di generare una guida di governo stabile ed efficace indispensabile al nostro paese.

 

 

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