I GRILLINI ESULTANO. TONFO DELLA LEGA. LA LOMBARDIA AL PD

di REDAZIONE

Il vincitore anche mediatico della tornata amministrativa è il Movimento 5 Stelle che conquista la sua “Stalingrado” come l’aveva definita Beppe Grillo, cioè Parma con Federico Pizzarotti che sbaraglia il candidato del Pd. Ma i grillini conquistano anche Mira (Venezia) e Comacchio (Ferrara), mentre perdono i ballottaggi di Garbagnate Milanese e di Budrio (Bologna) sempre a fabore di un esponente del Pd. A Genova prevale Marco Doria (centrosinistra) e a Palermo Leoluca Orlando (Idv), al suo quarto mandato.

Sette candidati al ballottaggio, nessun eletto: si chiude cosi’, con una sconfitta piena, il secondo turno elettorale che vedeva la Lega Nord alla prova del voto tra Lombardia e Veneto, tradizionali serbatoi di preferenze per il Carroccio. In Lombardia, sconfitta netta a Senago (Mi), dove Riccardo Pase si ferma al 38,87% lasciando il Comune a Lucio Fois, candidato del centrosinistra; a Cantu’ (Co) ha vinto la lista civica capitanata da Claudio Bizzozzero (Lavori in corso), con il 54% circa dei voti, contro il parlamentare Nicola Molteni. Sconfitta amara, per un solo voto, a Meda (Mb) per il sindaco uscente Giorgio Taveggia. A Tradate (Va), il leghista Gianfranco Crosta raccoglie il 47,40% delle preferenze e cede il passo a Laura Fiorina Cavalotti, candidata del centrosinistra e nuovo primo cittadino con il 52,59% dei voti; completa il quadro della Lombardia Palazzolo sull’Oglio, nel bresciano, con il leghista Alessandro Sala (47,51%) sconfitto ancora una volta dal centrosinistra. Il quadro non e’ migliore nei due Comuni veneti al ballottaggio: a Thiene (Vi) trionfa Giovanni Battista Cesarotto, sostenuto da alcune liste civiche e dal Pd, mentre Maria Rita Busetti della Lega chiude al 40,49%. A San Giovanni Lupatoto (Vr) e’ testa a testa, ma alla fine Federico Valentini del centrosinistra vince con il 51,15% sul candidato leghista Fabrizio Zerman, sindaco uscente.

Per Roberto Maroni,  presente in sala stampa a Via Bellerio, i risultati delle elezioni amministrative “non sono stati positivi. Abbiamo pagato un prezzo altissimo – ha continuato il triumviro leghista – alle vicende che hanno coinvolto la Lega dal punto di vista mediatico-giudiziario negli ultimi tempi”. L’ex ministro dell’Interno si riferisce in particolare alla “notizia di tre giorni fa degli avvisi di garanzia a Umberto Bossi e suoi figli, non ha certo aiutato, anzi ha determinato un ulteriore allontanamento di consenso alla Lega. Con questa sconfitta voglio dire che si conclude la ‘traversata del deserto’ e si apre la stagione dei congressi, 1-2-3 giugno in Lombardia e Veneto, 30 giugno e 1 luglio congresso federale”.
Durante quest’ultimo verra’ eletto il nuovo segretario della Lega Nord. Maroni sposta l’attenzione sulle elezioni legislative del 2013 con “l’obiettivo di recuperare tutto il consenso” attraverso “il modello di Verona”. Poi Maroni ha accennato alla vittoria del candidato grillino a Parma e ha sottolineato che “l’impeto e’ lo stesso della Lega” ma cio’ che interessa al partito di via Bellerio e’ “la questione settentrionale che aspetta ancora tante risposte”.

La debacle alle comunali ha però  riacceso lo scontro interno. I maroniani puntano il dito proprio contro i cerchisti, responsabili degli scandali che infangano il partito e quindi colpevoli per la sconfitta. I cerchisti se la prendono con la decisione, a loro dire suicida, di correre da soli al voto. Qualcuno si spinge oltre: «Altro che Lega 2.0 – scherza – ma Lega 7 a 0, o al massimo la Lega 2.0 per cento. Le cose così non vanno». Sulle alleanze, Maroni chiarisce i motivi della scelta di correre da soli: «Non era pensabile fare un accordo con il Pdl – spiega il triumviro – Sono stati loro a sbagliare ad appoggiare il governo Monti, noi siamo stati coerenti». Di fatto, nel partito le divisioni sono forti.

Pdl e Lega Nord hanno perso i pezzi nel loro terra d’origine. Dopo i risultati deludenti del primo turno, la Lombardia si conferma la Caporetto per gli ex alleati del centrodestra. Il bilancio finale, comunque, e’ da cappotto: su 23 Comuni al voto, 20 saranno governati da una maggioranza di centrosinistra, uno (Cantu’) da un sindaco espressione di una lista civica, nessuno dalla Lega e soltanto due (Erba e Melegnano) dal Pdl.

Significativo il caso di Monza, terra berlusconiana per eccellenza. Nel capoluogo brianzolo a nulla e’ servito l’impegno di Berlusconi e di Bossi, che ci hanno messo la faccia in prima persona: il leader del Carroccio aveva deciso di chiudere qui la sua campagna elettorale prima del primo turno, e Berlusconi anche aveva scelto proprio Monza per il suo unico comizio elettorale di questa tornata amministrativa. Tutto inutile: il sindaco uscente, il leghista Marco Mariani, e’ stato sconfitto al primo turno e i voti andati al ballottaggio al candidato del Pd, Andrea Scanagatti, sono quasi il doppio (63% delle preferenze) di quelli ottenuti dall’avversario Andrea Mandelli (37%) in corsa per Pdl e La Destra. Stesso scenario a Como (dove mai la sinistra aveva governato da quando è stata introdotta l’elezione diretta del sindaco): anche nel capoluogo lariano la Lega non e’ riuscita a superare il primo turno, con i voti ottenuti al ballottaggio da Mario Lucini, schierato dal Pd, pari al 75%, circa 3 volte quelli andati a Laura Bordoli, in campo per il Pdl (25%). Ancora piu’ consistente il vantaggio ottenuto dal centrosinistra a Sesto San Giovanni, centro industriale alle porte di Milano che si conferma la Stalingrado d’Italia: Monica Chitto’, assessore uscente candidato dal Pd, ha ottenuto il 69% dei voti contro il 31% andato all’avversaria Franca Landucci in campo per il Pdl.

Il Pd, percio’, conquista la Lombardia. Saranno espressione del centrosinistra i sindaci di Abbiategrasso, Buccinasco, Castiglione dello Stiviere, Cernusco sul Naviglio, Cesano Maderno, Crema, Desenzano sul Garda, Garbagnate Milanese (dove il candidato grillino ha portato comunque a casa il 48% dei consensi), Legnano, Lissone, Magenta, Meda, Palazzolo sull’Oglio, Pieve Emanuele, San Donato Milanese, Senago e Tradate.

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23 Comments

  1. luigi bandiera says:

    E i grillini, a proposito del senno di poi, sono gia’ sotto mira…

    Vedremo sicuramente la reazione dei KOMUNISTI e di DX e di SX e di CENTRO… tra non molto…

    Non si faranno portare via lo scettro nemmeno per sogno.

    Kax se ne vedremo delle belle.

  2. Pao says:

    L’esperienza di tutti i giorni insegna che quando viene meno la FIDUCIA, viene meno tutto.
    La Lega Nord in passato é stata votata dalla gente NONOSTANTE le mirabolanti giravolte politiche e verbali di Bossi, nonostante le volgarità, nonostante le alleanze improbabili, nonostante il Trota (tanti hanno digerito e giustificato pure quello…) perché ancora la fiducia nel capo o nel progetto c’era.
    OGGI non é più possibile dire “li voto nonostante….”: la gravità dei fatti che parrebbero stati messi in atto, e, ancor peggio, l’incostistenza delle giustificazioni che lorsignori stanno sciorinando, hanno generato un senso di irrimediabile SFIDUCIA.
    Neppure le parole di Maroni, a parer mio, rinfrancano, perché la classe dirigente é ancora lì, e tenta sempre di rialzare la testa, dando l’impressione di tentare in qualche modo di salvaguardarsi da qualche altra valanga di fango in procinto di cadere (… perché al peggio non c’é mai fine…).
    Inoltre, non può rinascere alcuna fiducia nella Lega perché, secondo me, Maroni crede “poco” alla causa indipendentista. Straparla di alleanze, di Alfano, di minestre riscaldate…E allora che razza di Lega vuole? Forse ce lo spiegherà ai Congressi. Se qualcuno avrà ancora la pazienza di stare ad ascoltarli…
    Che dire? Il danno storico fatto da Bossi & Co. é incalcolabile. Molti lo hanno detto meglio di quanto possa dirlo io.
    Dico solo che la “mazzata” data ai movimenti indipendentisti che esistevano ben prima del signor Bossi (veneto, lombardo, piemontese ecc..) é sotto gli occhi di tutti.
    E dato che a questo punto avrei parole troppo amare da esprimere, preferisco fermarmi qui.

  3. Giorgio Milanta says:

    A Lissone il nuovo podestà si chiama Concettina.

  4. Veritas says:

    Commento allìultimo paragrafo ” Lombardia conquistata dal PD”: naturalmente, quelli si rimonteranno la testa e ricominceranno la guerra a Formigoni !!

  5. Arcadico says:

    Se Lecco è lo specchio di ciò che è o era la Lega degli ultimi anni questo risultato non mi stupisce!!

    Sarei rimasto stupito di un dato contrario!!!

    Voglio e continuo a ripeterlo:

    il problema VERO della Lega non è la bufera mediatico -giudiziaria in cui è finita ma la metastasi del suo gruppo dirigente / digerente locale!!

    Lo si vuol capire o no che quelle da togliere dal cesto non sono le mele buone ma quelle Guaste?

    Qualcuno ha detto BASTA con i ciarlatani!

    Contrordine prima i Congressi !

    I congressi definiscono la linea di potere non certo la selezione delle persone perbene!!!

    Ergo … se tutto … va bene … siamo rovinati!!!

    In giro vedo: … poche idee … molto confuse!!

    Mi sa che la pulizia … continueranno a farla … (noi) gli elettori!!

    C’est plus facile!!!

  6. Albert1 says:

    Già che ci sono, vorrei fare i più vivi complimenti alla redazione de “L’Indipendenza”, e a tutti i suoi collaboratori! Ho sempre desiderato leggere un quotidiano che coniugasse gli ideali indipendentisti e quelli liberali. Mai e poi mai avrei pensato di apprezzare tanto un quotidiano online: sono – ero – un patito della carta!

  7. Simone says:

    La cosa deprimente secondo me nn è la sconfitta della Lega.(se la sono cercata)
    Ma la gente che continua a votare il Pd o Pdl.
    Mah?

  8. Albert1 says:

    La Lega dovrebbe affidare la propria riorganizzazione a Goldman Sachs, la quale quasi certamente sposterebbe i rimanenti assets del Carroccio verso quello che le ultime vicende han dimostrato essere il suo core business: l’assistenza agli anziani! Le famiglie che si impegneranno a corrispondere un congruo numero di voti in occasione delle varie elezioni potranno, infatti, garantire ai propri vecchi un’assistenza di prima qualità nel confortevole ospizio di Via Bellerio. Come evidenziato da numerosi benchmark indipendenti, la professionalità delle badanti leghiste non teme confronti! La dieta, ricca di pesce (trota), assicurerà agli ospiti la giusta razione quotidiana di fosforo.

  9. Bresà öm liber says:

    Gli indipendentisti DEVONO ASSOLUTAMENTE coordinarsi fra loro e formare un unico fronte (Jesolo capita al momento giusto); la voragine lasciata dalla Lega non puo e non deve essere colmata dal PD o il M5S; la gente deve sapere che c’ è un’ alternativa al sistema e soprattutto gli indipendentisti DEVONO CAPIRE che non possono proporsi alla gente, smarrita e arrabbiata, sotto 35 simboli diversi tra loro confondendola ulteriormente con il conseguente risultato di creare paura per un voto “sprecato”. E’ il momento propizio vediamo di non mandare tutto a puttane.

  10. Daniele Roscia says:

    L’invincibile armata della Padania si e’ sciolta come neve al sole. Sia chiaro la ridicola rappresentazione della questione settentrionale, confusa con le mirabolanti carriere politiche di rappresentanti meschini, infidi e maestri della millanteria piu’ bieca, ha fortemente danneggiato l’immagine della gente dell’altaitalia. Non sara’ facile ricostruire l’immagine di credibilità, progetto, serietà e caparbietà che ha sempre contraddistinto l’identità di chi ama assumersi le responsabilita’ del governo delle nostre famiglie e collettività. Tocca a noi riprendere le redini del progetto settentrionale, senza infingimenti, finalmente i mentitori arabi stanno lasciando il campo, anche se pieno di rovine e risentimenti.

  11. Albert1 says:

    Orlando “nuovo” sindaco di Palermo! Questo credo la dica lunga sul tanto sbandierato desiderio di rinnovamento del Sud! Segnale di fumo per i capi indiani che, a Jesolo, fumeranno (si spera) il calumet della pace: piantiamola con improbabili alleanze con ancor più improbabili indipendentisti meridionali! Sono, in gran parte, questuanti solo un po’ più creativi! Anche perché incontrarsi a metà strada vorrebbe dire fare come la Lega: sbracarsi a Roma!

  12. LS4giovanni says:

    E questi sono convinti che sia colpa delle vicende giudiziarie e degli avvisi di garanzia a Bossi e Family ! Ma va là.
    Usciti dal guado? Si dalla parte opposta !

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