I governi vogliono saper tutto di noi. Controllano e non vogliono controlli

di JULIAN ASSANGE*

“Tutti gli uomini per natura desiderano conoscere.” Aristotele, quando scrisse questo, stava dicendo che ciò che rende gli esseri umani diversi dalle altre creature, la cosa che ci definisce, è la ricerca e l’acquisizione della conoscenza. Questo non significa soltanto che noi come esseri umani siamo creature curiose; questo vuol dire che la nostra capacità di pensare e influire sul nostro mondo è strettamente connessa alla nostra capacità di conoscere. Essere vivi in quanto esseri umani dipende dall’essere capaci di conoscere nello stesso modo in cui dipende dall’avere un cuore che batte. Tutti noi comprendiamo questo in modi empirici. Noi comprendiamo ad esempio che parte dell’essere un adulto pienamente indipendente che compie delle scelte per la propria vita è comprendere il mondo intorno a noi ed elaborare delle scelte grazie questa conoscenza. Nel libro dei proverbi è scritto che una casa viene costruita attraverso la saggezza e attraverso la comprensione viene consolidata. Ma attraverso la conoscenza le sue stanze si riempiono di rari tesori di bellezza.

Ma c’è dell’altro in tutto questo. Il proverbio immediatamente successivo recita: “i saggi sono più potenti di forti”. Questa, che io sappia, è la prima comparsa di un’idea ormai diffusa: conoscenza è potere. Mantenere ignorante una persona equivale a chiuderla in una gabbia. Da questo consegue che i potenti, se vogliono mantenere il loro potere, cercheranno di conoscere quanto più possibile sul nostro conto e cercheranno di farci sapere il meno possibile sul loro. Vedo ovunque evidenza di questo: sia negli scritti religiosi che promettono emancipazione dalla repressione politica, sia negli scritti rivoluzionari che promettono la liberazione dai dogmi repressivi della Chiesa e dello Stato.

I potenti in tutta la storia hanno compreso questo aspetto. L’invenzione della stampa trovò l’opposizione dei vecchi poteri dell’Europa perché segnò la fine del loro del sapere e dunque la fine del loro monopolio del potere. La riforma protestante non fu soltanto un movimento religioso ma una lotta politica, la lotta per diffondere una conoscenza ristretta attraverso la produzione e la disseminazione. Attraverso il sistema della confessione la Chiesa cattolica spiava le vite dei suoi fedeli, mentre la messa in latino escludeva la maggioranza delle persone che non parlavano latino dalla comprensione della radice stessa del pensiero che li univa. Il sapere è sempre fluito verso l’alto, verso vescovi e re, e non verso il basso, verso servi e schiavi.

Il principio rimane lo stesso nell’era attuale. I documenti pubblicati dal whistleblower dell’NSA Edward Snowden dimostrano che i governi osano aspirare, attraverso le loro agenzie investigative, ad una onniscienza divina circa le vite di ciascuno di noi, ma allo steso tempo nascondono le loro azioni dietro la segretezza ufficiale. Mentre governi e corporazioni apprendono sempre di più sul nostro conto, noi sappiamo ogni giorno di meno sul loro. Come sempre, la politica è quella di veicolare le informazioni più sensibili verso l’alto, mai verso il basso. Oggi ricordiamo che è buona cosa vedere cosa accade tra un potere e l’altro, e portare alla luce del giorno le macchinazioni dei potenti. Non dobbiamo sentirci in colpa per il fatto di covare il più umano tra i desideri umani: quello di conoscere.

I potenti farebbero bene a ricordare le parole di uno dei più grandi attivisti della storia, come riportato nel Vangelo di Matteo: “Non c’è nulla di occulto che non sarà rivelato, nulla di nascosto che non sarà reso pubblico. Ciò che avete detto nell’oscurità verrà udito alla luce del giorno, E ciò che avete bisbigliato in un orecchio in una stanza nascosta verrà un giorno proclamato da un tetto all’altro”.

FONTE ORIGINALE: http://www.bbc.co.uk/news/uk-politics-25573643 –

Traduzione di Giacomo Consalez: “Il 2 gennaio 2014, il fondatore di WikiLeaks Julian Assange, confinato all’interno di un’ambasciata nel centro di Londra, ha parlato a proposito della conoscenza e della sua relazione con il potere in un breve componimento scritto per il quarto canale della BBC. Questa è la mia traduzione letterale del testo”.

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

6 Comments

  1. Pedante says:

    http://www.telegraph.co.uk/news/politics/6383879/Thousands-of-BNP-members-named-in-document-posted-on-internet.html

    Wikileaks non vede di buon occhio i partiti identitari, quelli che sono fuori dell’establishment.

  2. Pedante says:

    http://www.ingannati.it/2013/02/09/attenti-ai-complottisti-lo-dice-topolino/

    Lo dice anche il presunto campione della libertà, Mr. Assange.

    L’autentica minaccia all’ordine attuale viene da assoluti sconosciuti come Facco, e fonti di informazioni emarginate o osteggiate come questo giornale. È possibile che giornali come il NYT, The Guardian rappresentino un minaccia al sistema? Sono parte integrante dello stesso ordine.

  3. Pedante says:

    http://www.charityperformance.com/charity-details.php?id=17426

    Il fatto che Mark Stephens, avvocato difensore di Assange, offre anche consulenza legale al Waddesdon Trust non desta qualche legittimo sospetto?

    Wikileaks ha davvero sconfortato i poteri forti o solo messo in imbarrazzo qualche governo (rafforzando così la fiducia popolare che i media siano una forza indipendente che vigili sull’abuso del potere politico e che abbiano a cuore gli interessi della gente comune)?

  4. Posso solo aggiungere che il governo britannico esce con le ossa rotte da questa vicenda? Tre anni di confino a una persona per il solo fatto di avere detto la nuda verità su alcuni fatti vergognosi che il governo americano ha cercato in ogni modo di nascondere alla pubblica opinione, proteggendo chi li ha commessi.

  5. Albert Nextein says:

    A me piace questo Assange.
    Non conosco che poco di lui.
    Anzi pochissimo.
    Ma solo il fatto che metta alla berlina governi e tirapiedi pubblici di ogni tipo me lo fanno apprezzare.
    E quello che ha scritto qui sopra non fa una piega.

Leave a Comment