I giudici della Cassazione: Rackete ha rispettato dovere di soccorso

Correttamente in base alle disposizioni sul “salvataggio in mare”, la comandante della Sea Wacht Carola Rackete è entrata nel porto di Lampedusa perché “l’obbligo di prestare soccorso non si esaurisce nell’atto di sottrarre i naufraghi al pericolo di perdersi in mare, ma comporta l’obbligo accessorio e conseguente di sbarcarli in un luogo sicuro” . Lo afferma la Cassazione nelle motivazioni depositate ieri e di conferma del ‘no’ all’arresto di Rackete con l’accusa di aver forzato il blocco navale della motovedetta della Gdf per impedirle l’accesso al porto.

Secondo gli ermellini legittimamente è stata esclusa la natura di nave da guerra della motovedetta perché al comando non c’era un ufficiale della Marina militare, come prescrivono le norme, ma un maresciallo delle Fiamme Gialle. Dunque Rackete ha agito in maniera “giustificata” dal rischio di pericolo per le vite dei migranti a bordo della sua nave.

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2 Comments

  1. Ormai siamo alla follia giuridica.
    I nemici li abbiamo in casa nostra. Siamo rimasti ancora al periodo del dopo guerra…. i partigiani comunisti si nascondono dappertutto ma nessuno li smaschera perché sono sempre ai posti di comando.
    Siamo diventati un paese bordello e amico della confusione e del disordine costituito.
    WSM

  2. Questa si’ che e’ bella! Che l’unico luogo sicuro sia l’Italia non l’aveva detto ancora nessuno! Non lo sapevamo, guarda un po’… ce l’hanno detto i soloni della giustizia…

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