I giovanissimi: nessuna fiducia nel governo e voglia di scappare

di REDAZIONE

Nessuna fiducia nel governo e tanta voglia di andare all’estero. Sono i Millenials italiani, i giovani nati tra il 1991 e il 2001, ‘fotografati’ da una ricerca di Viacom International Media Networks condotta in 24 Paesi nel mondo attraverso oltre 15.000 ragazzi e presentata a Milano. Rispetto ai loro coetanei del resto del mondo, i giovani italiani sono molto piu’ sfiduciati dalle istituzioni e in generale e meno felici: il lavoro e la crisi economica sono le prime fonti di preoccupazione, 7 ragazzi su 10 (la media piu’ alta al mondo) preferirebbe vivere all’estero e l’orgoglio verso il nostro Paese scende di oltre 10 punti rispetto alla media globale (82% orgoglio a livelo Globale, 70% in Italia). Inoltre
solo il 45% si definisce felice, la quarta percentuale più bassa in assoluto, l’ultima in Europa.
L’unico punto di riferimento rimane la famiglia, con la quale hanno un legame forte sia a livello emotivo, sia perche’ negli ultimi anni si e’ trasformata in cuscinetto sociale ( 1 ragazzo su 3 sotto i 35 anni e’ tornato a casa dai genitori perche’ non riusciva piu’ a sostenersi da solo). Se si fidano molto della famiglia (mamma 79%, papa’ 67%, fratelli e sorelle 48%, nonni e amici 47%), sono totalmente sfiduciati delle istituzioni in generale (governo del mio Paese 0%, leader del mio Paese 2%, Leader religiosi 6%, 13% dottori, 15% insegnanti e polizia).
Sono meno numerosi (12 milioni, il 20% della popolazione italiana) rispetto agli altri paesi dove costituiscono il 34% della popolazione e hanno meno fiducia che potranno guadagnare più dei loro genitori (21% contro 28%). Ma nonostante tutto, sono determinati e convinti che lavorando duramente possono raggiungere i propri obiettivi (65% a livello globale, 79% a livello italiano) e il 29% (cifra più alta in assoluto) e’ convinto che ”il successo passa attraverso la possibilita’ di diventare la persona che vorrei essere”.

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18 Comments

  1. ben says:

    Sono decine d’ anni che arrivano in Veneto “professori” da varie regioni del sud ItaGlia perchè pieni di punteggi per cagate di corsi fatti solo per loro…così hanno vinto questi INCREDIBILI CONCORSI PUBBLICI fatti appositamente per loro, per dare un posto di lavoro ben restribuito, sicurezza del posto e portare IGNORANZA NEL NORD…Che ne dite ad esempio di un prof:(sic) meridionale che non sapeva scrivere correttamente il suo nome? Caso successo a mio figlio… e il suo lavoro lo faceva un CRETINO VENETO che era ASSISTENTE di questo infame? ma il nord dorme da tempo…troppo tempo…ora i nostri giovani si sono meridionalizzati nel vero senso della parola…

  2. maurizio says:

    Quanti sapientoni…ma Voi ed io appartengo alla vostra categoria cosa avete da insegnare? Il nulla, zero tondo spaccato. Almeno la decenza di tacere…perchè se siamo a questo punto, non è certo degli ignorantoni giovani leve. Le capre l’Italia le ha fatte studiare e siamo esattamente quelli della nostra generazione. Lo schifo prodotto è davvero tanto…e non possiamo tirarci fuori come dele verginelle. Silent please.

  3. Albert Nextein says:

    Conosco gente di 18-19 anni , e non sono pochi, che fa fatica a leggere,che ha una capacità di concentrazione da lombrico, che per fare una semplice moltiplicazione da tabellina ci pensa sù.
    Gente che non conosce termini di italiano corrente, e che la storia preferita è gossip.

    L’ignoranza di queste nuove leve ha un’origine nel sistema pubblico di insegnamento.
    Un sistema pubblico che ti toglie in malafede la possibilità di conoscere tutte le versioni e le idee alternative.
    Appunto quella scuola che trasforma gente diversa in tutti piccoli automi uniformi e col cervello unico.
    Una specie di comunità Borg (star trek).

    Sono questi ignorantoni che,dotati del diritto di voto e portatori di ignoranza instillata, determinano anche i nostri destini.

    Istintivamente vorrebbero cose semplici,non capiscono le complicazioni della burocrazia, le parole dei politici, i partiti, capiscono solo la loro libertà naturale.
    Ci pensano i vecchi in malafede a trasformarli in ipocriti buonisti e integrati in una società castrante e illiberale.

    Una volta si diceva Panem et Circenses.
    Oggi la cosa è diventata molto più complicata ed articolata.
    Ma è lo stesso.

    In sintesi occorre far capire ai giovani che lo stato e non solo quello vuole metterti in catene e pelarti,per tutta la vita.
    Io nel mio piccolo tento di aprire gli occhi a più ragazzi possibile.
    Molti mi trovano un’originale e recepiscono, altri ridacchiano, altri ancora,non capendo le pur semplici cose che dico, mi vedono come un matto di cui diffidare.

    • Dan says:

      Lo vedevi sulle iene lo sconvolt quiz ? Da una parte divertentissimo dall’altra la triste fotografia del QI medio della gioventù odierna.

  4. Roberto Porcù says:

    Hanno ragione e mi fa piacere che l’abbiano capito.
    Chi oggi lavora versa contributi e gli ritardano sempre più l’età pensionabile. Chi ha investito il Tfr nei canali ben pubblicizzati si troverà con un pugno di mosche ed i giovani la pensione non la riceveranno mai.
    Si salvino alla svelta prima che il governo metta i vopos per non far uscire nessuno.

  5. al says:

    Putroppo dipende tutto dall’ambiente in cui cresci, poi c’è la scuola, con la sua “istruzione” burocratizzata per allevare deficenti che fa il resto, ma se non hai un moto di orgoglio e cominci a dar retta prima di tutto alla tua coscienza non ne uscirai mai dall’appiattimento, e in periodi neri come questi non saprai a che santo votarti perchè non ne vedrai l’ombra.

  6. Dan says:

    Tutti sti giovani devono svegliarsi e dare il giro a questo sistema con le brutte.
    Lo vogliono capire si o no, che il cuscinetto sociale dato dalla loro famiglia reggerà fino a quando entrerà almeno una pensione in casa ?
    Credono davvero che mamma, papà se non addirittura nonni saranno eterni ? Che loro potranno tirare avanti ancora a lungo ?
    Credono tutti di scappare all’estero ma cosa da loro da pensare che là fuori li attendono a braccia aperte ?
    Credono davvero di essere così eccezionali e validi da potersela giocare con i giovani di altri paesi, spesso cresciuti ed istruiti meglio di loro ?
    E’ ora che si sveglino tutti quanti e demoliscano questo paese a cominciare dai responsabili di questo scempio che stanno a roma.

    • mario says:

      Si, se la possono giocare con i giovani di altri paesi.
      Soprattutto in paesi come l’Inghilterra o la Germania, dove in 30 minuti si è già in regola per partire con una attività imprenditoriale (non mesi e numerosi permessi come in Italia) e la pressione fiscale è molto più bassa rispetto all’Italia (es. Uk è al 20% contro il 70% italico). Poi li non è che lavori se sei amico o parente di, ma solo se hai talento. Chi emigra spesso non lo fa per fare il dipendente ma l’imprenditore, data la facilità di aprire una attività. Ho amici davvero aspettati a braccia aperte (dato l’indotto che porteranno in quei paesi….ehehe)

      • Dan says:

        Sognare è sempre lecito, ma per vivere si deve concretizzare.

        Si parla sempre dell’estero come di un eldorado, una cornucopia che non esaurisce mai i propri doni ma la verità è ben diversa. Anche gli altri paesi sono vicini al punto di saturazione quindi se si libera un posto è ben difficile che venga dato a degli stranieri.
        Poi, certo, ci sono i casi speciali, persone veramente capaci che vengono accolte a braccia aperte, ma per favore, non facciamo come i brasiliani delle favelas che vivono nella speranza di diventare tutti Adriano o Belen.

        • mario says:

          Proprio per non sognare e concretizzare si va all’estero. Di fatto io ho solo clienti stranieri, in italia 0 (non sono ruffiano dei politici). Ovvio che la casa preferisco comprarla a Berlino, dove me la cavo con 70mila euro (in Italia quella cifra non mi basta per uno sfigatissimo monolocale).

          • Dan says:

            Come ti dicevo prima, il punto di saturazione è imminente.
            Dovunque ci giriamo, il cesso è sempre pieno di merda: quello italico poi sta traboccando. E’ giunto il momento di tirare l’acqua.
            Dico solo che se invece di scappare ci rivoltiamo di brutto e svuotiamo la tazza, dopo l’eldorado ce lo troviamo in casa.
            Un gregge non va mai seguito: o lo si conduce o lo si lascia andare.
            Oramai sono troppi quelli che espatriano.

    • lorenzo s. says:

      È vero, un giovane italiano che va all’estero, a meno che non appartenga alla ristrettissima cerchia dei cervelli in fuga, dovrà accettare i lavori considerati in quel paese più umilianti. In quanto lo accetteranno?

  7. Riccardo says:

    Questa accozzaglia di delinquenti ha ratificato la pensione minima dei 50enni di oggi a 70 anni, come se tutti quanti lavorassero in un comodo ufficio. Mi auguro solo che la rabbia li travolga presto.

  8. Albert Nextein says:

    Se tutti questi giovani avessero la possibilità di studiare la storia di quello che è davvero successo dal dopo guerra ad oggi,senza i filtri ed i paraocchi politici , sarebbero tutti dei rivoluzionari incazzatissimi.
    Gli hanno tolto soldi,tempo,futuro e verità.

    • al says:

      Ce l’hanno la possibilità, attraverso internet. È la voglia che gli manca, quindi non si lamentino per la loro condizione e la “mancanza di futuro”. Sono ancora convinti che sia lo stato a dovergli garantire tutto questo? Benissimo, crepino con il loro stato. Un fesso che si ribella è conta su se stesso innanzitutto ha rimediato alla sua fesseria, un fesso che si abbatte, piagnucola, fa i cortei in piazza a suon di slogan da fessi e continua a credere di essere povero con l’iPhone in mano e la famiglia che continua a mantenerlo riccamente, merita la disoccupazione e tutto quello che di male gli capita.

      Alla fine è la persona a fare la differenza, questi sono piagnoni nati. Si fottano.

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