I fatti di Desio, quando alla sinistra non piace più la democrazia

di GIORGIO CALABRESI

Cos’è successo domenica a Desio, nella Brianza tristemente urbanizzata e ‘ndranghetizzata? Con un ritardo di anni, evidentemente anche la sinistra sindacalista e “antagonista” (per capirci quella democraticamente antirazzista, antifascista, anticapitalista, antimafia, anti-chinonlapensacomeme…) si è accorta che nel “profondo Nord” oltre la TAV, c’è un’altra battaglia che si può cavalcare e rovinare. Tanto per fare un po’ di contestazione gratis: il progetto dell’autostrada Pedemontana Lombarda.

Allora decidono di organizzare una manifestazione per gridare il loro “forte no” (senza se e senza ma?) al consumo di suolo, alla cementificazione, al traffico e allo smog… E invitano tutti i comitati e movimenti ad unirsi a questo pacifico corteo per dimostrare che la popolazione non ci sta a farsi inghiottire dal monossido di carbonio.

E siamo alle solite. Perchè sono arrivati fuori tempo massimo e perchè prima di loro c’erano già tante persone per bene che della Pedemontana qualcosina sapevano da un decennio e che – nonostante tutto e tutti – decidono di non fare un passo indietro, anche quando hanno incontrato sulla loro strada i “soliti ignoti” dei centri sociali.
Di chi stiamo parlando? Loro risponderebbero ‘Solo Noi’, ma lo fanno rigorosamente in lingua: “Domà Nunch”. Il ‘Moviment Econazional per l’Insubria Domà Nunch’ primo tra tutti si era mosso contro la macchina cementificatrice e ha organizzato varie manifestazioni, conferenze, pubblicazioni contro la Pedemontana, per un Insubria rispettosa di quella Terra martoriata che i militanti chiamano ‘loro Madre’. Sono anche quelli che denunciavano il rischio di infiltrazioni della mafia nel progetto e esponevano striscioni ai bordi delle strade del Varesotto e del Comasco con frasi del tipo “Pedemontana regalo all’Ndrangheta”. Così, domenica, scendono anche loro in piazza a Desio, inquadrati dietro uno striscione che recita ‘FOEURA LA MAFIA DA L’INSUBRIA’.

Ma bastano pochi metri e i paladini “antagonisti” si allarmano, incominciando a lanciare i loro strali da retorica sessantottina: ‘Fascisti!! Non c’è posto per voi!’, ‘Voi non avete diritti’ e via discorrendo. Le celeri forze dell’ordine italiane si frappongono tra i due schieramenti per evitare il peggio, ossia che “i ragazzi dei centri sociali’ (i cui volti irradiano pacifismo e senso democratico) forzino i ‘razzisti’ a lasciare il corteo. Dall’altra parte i militanti insubristi fermi e sordi alle pressioni stesse dei militari che li invitano ad andarsene per il bene comune dell’Italica Patria.

Dopo un’oretta di tensione il portavoce di Domà Nunch comunica alla polizia che loro proprio non se ne vogliono andare.Segue l’occupazione della centrale piazza Conciliazione, cominciando così un presidio attivo. Tutto sotto gli occhi della gente comune di cui vi lasciamo immaginare l’entusiasmo di aver ospitato nella strada principale della loro città un bel gruppo di squatter metropolitani.

E’ questo il destino di chi ha fede nella propria identità, nella propria terra, nella propria cultura. Ma per quanto ancora gli indipendentisti e gli ecologisti veri dovranno incrociare questi parassiti che vivono di sovvenzioni erogate dallo stesso Stato che dicono di combattere? Per quanto ancora dovremo vedere la sinistra sfilare con i vessilli storici dei Paesi Baschi, della Catalogna e della Sardegna per poi neanche riconoscere lo sventolare della bandiera ducale nel cuore della nostra Insubria?

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5 Comments

  1. fabio ghidotti says:

    ma quale sinistra?
    Quei provocatori sono italioni. Figli di quei fascisti che nel 1943 hanno indossato la camicia rossa per evitare che i vincitori della guerra li processassero a Norimberga. Credendo di avere ingannato gli americani, adesso credono di prendere in giro anche noi. E molti ci cascano…

    • Dan says:

      “Figli di quei fascisti che nel 1943 hanno indossato la camicia rossa per evitare che i vincitori della guerra li processassero a Norimberga.”

      Cioè praticamente tutti visto l’assunto che i veri comunisti, come i veri cristiani, erano già stati spazzati via da tempo

  2. Dan says:

    “Per quanto ancora dovremo vedere…”

    Fino a quando non si reagirà in maniera decisa. Certa gente non se le merita le buone maniere

  3. Diego Tagliabue says:

    Non erano “facinorosi isolati”. Era GENTE DELLA CGIL!!!

    Essendo di sinistra, possono permettersi tutto, in nome di un poco definito “antifascismo”.

    È la vecchia storia, secondo cui tutto ciò, che non è di sinistra, sarebbe una perdita di tempo o una forma di fascismo.

    Così lorsignori “ripropongono” il pensiero di George Lukacs, il quale vedeva persino in Schelling un precursore del nazismo.

    Da notare che Lukacs fu un “moderato” e antistalinista… Sém a póst!

    In realtà, questi sono squadristi spartachisti da repubblica di Weimar!

  4. Roberto Manzoni says:

    Regressione consapevole ?

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