I faciloni del liberismo, ma la cronaca chiede altri sbocchi morali

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di SERGIO BIANCHINI – Su IL Giornale del 28 marzo c’è una pagina intera sulla lussuria. Anche perché preannuncia l’offerta del libro del filosofo Giorello sullo stesso tema. Nel primo terzo di pagina si mostra la resistenza antichissima alla lussuria, citando Gilgamesh che però viene presentato come un eroe del nulla, difensore pauroso di una causa persa.

Nei successivi 2/3 di pagina c’è un’intervista a Roberto Gervaso che tra le altre attività di giornalista e scrittore è presidente onorario della «European sexual dysfunction alliance» (ESDA). Ebbene, l’intervista a Gervaso è un gioioso inno alla lussuria che però non viene spiegata.

Si tratta di un’adorazione della lussuria per nulla argomentata dando per scontata la “becerità” della condanna tradizionale (ma c’è ancora?) della morale cattolica. 

La lussuria,dice Gervaso, “è il condimento della vita, il nettare dei libertini, l’ambrosia di Don Giovanni, il sale dell’esistenza”. Al giornalista che avanza l’idea del peccato risponde ”è considerato tale dalla chiesa. Non era affatto un peccato nell’antichità: un uomo di rango, un senatore come Cesare aveva la moglie, l’amante e il guaglioncello….comunque nell’antica grecia e a Roma la lussuria era la norma” Affermazione ardita e facilmente confutabile.

Basta pensare alla proibizione, da parte del senato, dei baccanali. Nel 186 a.C. il Senato, dietro iniziativa di Marco Porcio Catone, emise un ordine, noto come Senatus consultum de Bacchanalibus al fine di sciogliere il culto, con distruzione dei templi, confisca dei beni, arresto dei capi e persecuzione degli adepti. In seguito i baccanali sopravvissero come feste propiziatorie, ma senza più la componente misterica e orgiastica.

Certamente si può parlare di una lotta permanente tra lussuria e governo della stessa nel corso di tutta la storia antica e medievale. Augusto esiliò la figlia lussuriosa e fece , con scarsi risultati, campagne a favore della procreazione. Costantino fece uccidere la moglie Fausta ed il figlio di primo letto Crispo per presunta relazione adulterina.

In realtà la lotta alla lussuria è la lotta non contro la soddisfazione dell’eccitazione sessuale ma per incanalarla nel matrimonio.

Una lotta durissima e perfino eroica come proprio la citazione di Gilgamesh dimostra. Ma come dimostra anche la vicenda di San Bendetto, il costruttore dell’Europa medievale che a 17 anni fuggì da Roma e impiegò tre anni per dimenticare una donna. Aveva deciso, dopo le tormentate vicende amorose urbane, che “voleva piacere solo a dio”.

Certo il matrimonio doveroso, costruito non sulla base della reciproca attrazione dei coniugi ma delle fondamentali e ultra legittime esigenze di sopravvivenza sia delle famiglie che degli stati, produceva anche continui e numerosi deragliamenti. Dante cita alcuni tragici amori extraconiugali mostrando compassione per gli amanti trucidati, ma senza esitazione alcuna li colloca all’inferno, condannati per l’eternità.

 La lotta contro la sessualità primitiva è durata millenni. Oggi abbiamo raggiunto da pochi decenni la libera scelta del partner nel matrimonio. 

 Senza alcun dubbio Gervaso dichiara” …Naturalmente il grande amore della mia vita è mia moglie ma sono stato un marito infedelissimo……belle, brutte, non facevo distinzioni sul piano erotico. Tutte. Pure frigide, antipatiche, perfino una che a letto vedeva solo i cavalli; una muta, una che parlava con Gasparri, belle brutte, giovani, vecchie, colte, analfabete, contadine, commesse, contesse, principesse, ma soprattutto per le commesse ho avuto un debole.. Ho avuto perfino una gobba, una zoppa, una balbuziente ed una asmatica”.

Mi sembra di capire che qui non si tratta più di erotismo ma di collezionismo patologico.   Però non voglio pontificare. Vorrei che su questo tema e sulla sua vera portata si lavorasse davvero. Per ora dominano ancora, sui media, i faciloni del liberismo. Ma secondo me non dureranno a lungo come dominatori. Le tragiche vicende quotidiane, sia nazionali che mondiali, richiedono ben altri sbocchi.

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