I due marò e le due Simone. L’Italia del piffero

due simonedi STEFANIA PIAZZO – A ripensare alla vicenda dei due marò ostaggio dell’imbecillità politica, mi viene da dire… Quasi quasi mi faccio sequestrare. Così potrò acquisire le nozioni che «i religiosi», come li hanno chiamati le due Simone, (ricordate le due ragazze sequestrate una decina di anni fa?) hanno impartito loro durante la prigionia didattica.
Costo della retta del collegio: 47.619 dollari al giorno. Si badi: li definirono religiosi, non fanatici, non terroristi, non criminali che usano le persone come merce di scambio. L’alone del mito, dell’eroe colto senza macchia impera. Buoni loro, non terroristi ma “resistenti”, anche davanti alla strage dei bambini in nome dell’islam. Cattivi noi, ovviamente “occupanti”, non forza di pace. Le due volontarie se ne erano tornate persino contente con la scatola delle istruzioni, quella che una di loro aveva in mano al momento della liberazione: «I rapitori ci hanno regalato dieci volumi di spiegazione del Corano in lingua inglese. Un regalo che ho molto apprezzato», aveva dichiarato una delle due donne. I ricordi del sequestro sono complessivamente positivi: «Ci hanno sempre trattato bene, dandoci anche libri da leggere, hanno avuto rispetto per noi e abbiamo ricevuto cura e attenzioni».

Perché, tutto sommato, «Il nostro è stato un sequestro lungo ma alla fine ci hanno chiesto perdono». Ma chi è quel ”timorato di Dio”
che non implora le scuse se incassa un milione di dollari? Potevano loro, i religiosi, «che ci hanno spiegato i loro princìpi e manifestato molta fede», lasciarle tornare a casa almeno senza un petit cadeau? E potevano loro, in questo abbraccio multiculturale, non ricordare di ringraziare innanzitutto il mondo pacifista, le comunità musulmane tutte, e non chiedere il ritiro delle truppe italiane dall’Iraq?

Chi non prova sconcerto alzi la mano. I due marò lottano ancora per la loro libertà. Per le due Simone si fece in un lampo. Chi vide  atterrare a Ciampino  due persone prostrate, terrorizzate da 20 giorni passati tra la vita e la morte alzi la mano. Chi crede a questa prova di sdoganamento dell’arabo “cattivo” in semplice povero, uomo di fede, che combatte per la libertà alzi la mano. La verità ci sembra ancora molto incappucciata, sostanzialmente imburqata. Soffocata da un’insopportabile cortina di buonismo, da un’inspiegabile
intontimento generale che plaude al salvataggio senza voler vedere il resto. Che passa ancora per beduini uomini capaci di comunicare meglio di Bill Gates tanto da riuscire a non farsi chiamare per aguzzini o carnefici.

Lo svolgersi della narrazione della vicenda delle Simone fu nello stile della fiction, «una carnevalata»,  dichiarò per noi   non sprovveduto come l’amministratore delegato (e psicologo della comunicazione) della Coesis Research, Alessandro Amadori. In cambio, nel pacchetto umanitario “barattato” per la liberazione, ci sarebbero stati anche interventi umanitari, ricoveri di iracheni in Italia. C’era bisogno di un sequestro?

E i due marò? Quanto vale la loro testa? Vale meno di altre pronte a dichiarare che bisogna «accarezzarli e rattarli come veri e buoni amici». Lo scrivevano i liguri, in una grida del 1558 per evitare il peggio con i pirati arabi che razziavano cose e persone. Ieri come oggi.

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

3 Comments

  1. Ric says:

    Un avvocato indiano , che pagavano all’incirca 50 mila euro , in quindici giorni li avrebbe fatti tornare a casa ; da quelle parti l’accaduto è paragonato alla stregua di un incidente sul lavoro . Quindi risarcivano in tutto altri 50mila euro per le famiglie delle vittime e stop. A meno che ……..

  2. renato says:

    Allah deve aver steso su di loro la sua mano protettrice; non si spiega altrimenti la fortuna che le ha baciate. Solitamente le donne che capitano tra le mani dei “combattenti per la pagnotta (dorata)” ,comprese le neofite, si trovano a dover frequentare un master in sessuologia comparata impartito dal capo della congrega. Il quale non è molto versato nello studio teorico e rimedia a questa carenza con frequenti dimostrazioni pratiche, come ebbero a testimoniare tutte le altre vittime. I due marò, oltre ad aver rifiutato certi corsi propedeutici o di aggiornamento, devono aver mancato di rivolgersi al giusto dio. I militari italiani, per definizione, non godono delle simpatie della sinistra italiana.

  3. Giancarlo says:

    Questa dei due Marò e delle spensierate Simone che in Veneto può voler dire Sì…mone !!!! (siete delle imbecilli) ha dell’incredibile, ma ciò fa ormai parte della solita prassi italiota dei due pesi e due misure.
    Fare altri commenti su queste due vicende è praticamente inutile, dato che essendo i politici che gestirono e continuano a gestire questa faccenda li considero dei veri cialtroni.
    Fu più onesto e corretto a suo tempo il ministro che si dimise perché non d’accordo con il governo sui modi e tempi e metodi per riportare i due Marò in Italia. Se non ricordo male, NON VOLEVA RIMANDARLI IN INDIA. Ma. interessi industriali, specie quelli di un certo Colannino, hanno condizionato pesantemente la faccenda riducendola ad un nulla di fatto e rimandando i due Marò in India.
    Ho parlato come molti Veneti di questa storia e tutti concordano che se fossimo stati indipendenti, noi con le palle, avremmo mandato almeno due Navi nelle vicinanze delle coste Indiane e dato un appuntamento come giorno ed ora notturna avremmo con tanto di altri “Marò Veneti” e canotti adeguati, riportato in Veneto i nostri militari. Invece qui in italia, niente palle, solo palloni gonfiati di parole e principi ma azioni o decisionismo…..nisba !!! niente !!!!
    Allora cosa pretendere da questo stato diventato un vero regime autoritario con i propri cittadini e debole, pusillanime e negletto con chi fuori da noi e capace di tutelare i propri interessi.
    Che mi frega se la questione è diventata un problema interno indiano. Io saei andato a portarmeli via…..
    WSM

Leave a Comment