I disoccupati non cercano più lavoro. Record europeo di depressi

di ANDREA TURATIcollocamento

L’Italia è record in Europa per il numero di lavoratori potenziali che non cercano un’occupazione. Sono infatti il 13,6% gli italiani che sono disponibili a lavorare e che però sono inattivi, e di questi ben il 60% sono donne. In altre parole, hanno smesso di cercare lavoro. Quello che c’è è pagato male o semplicemente non cerca i profili dei disoccupati. E’ quanto emerge dai dati Eurostat per il 2014. Gli altri paesi ‘maglia nera’ sono Croazia (9,6%), Bulgaria (7,6%) e Finlandia (7,4%), contro una media Ue del 4,8% di cui il 57% e’ ‘rosa’. Sul fronte opposto, invece, a livello Ue il 22,2% di lavoratori occupati part-time (9,8 milioni di persone sui 44,1 assunti con contratti a tempo parziale) avrebbero preferito lavorare di piu’. Anche di questi, oltre i due terzi sono donne (67%). Il record di sottoccupati spetta alla Grecia (72,1%), seguita da Cipro (65,9%) e Spagna (57,3%). L’Italia registra invece appena il 18,3% di lavoratori part-time sottoccupati (sotto la media Ue), di cui il 61% donne. Per fortuna però c’è il Job’s act.

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One Comment

  1. Dan says:

    Date un motivo ad un disoccupato per trovare lavoro.
    Quello che sa fare non va mai bene, non basta mai e anche fosse, si scopre che alla fine ciò che non va bene è lui stesso se non può rientrare in qualche categoria speciale avvataggiata fiscalmente.
    Non parliamo poi di quelli che non sono disposti a lavorare a condizioni cinesi e magari hanno dovuto studiare uno sproposito di anni (costi per corsi e libri non prendiamoli neanche in considerazione, facciamo finta di abbuonarli).
    In realtà tanti disoccupati stanno in proprio ma in nero perchè l’eccessivo carico fiscale di fatto scoraggia non solo il lavoratore a mettersi in regola ma anche gli eventuali clienti a cercarne uno a posto: di mezzo scorrono solamente sciochezzuole come prezzi anche dimezzati per le prestazioni e la gente ha smesso di cacare soldi da un bel po’ di tempo.
    Cosa rimane… ah si i contributi per la pensione. Questo vale soprattutto per i giovani: vedono che i loro genitori hanno lavorato tutta la vita e quando è stato il momento di incassare l’hanno preso in culo grazie a mater lacrimarum. Adesso date una ragione ad un giovane per avere ancora voglia di cercare, di entrare nel giro “corretto” delle cose.

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