I disinvolti della Regione Veneto

veneto

ENZO TRENTIN –  «Ho provato: sono andato al bar in piazza ed ho chiesto “Cosa ne pensi della governabilità?” Nessuno mi capiva. Siccome sono Consigliere comunale ho provato anche con altri Consiglieri, durante un pausa del Consiglio. Stessa reazione incuriosita: “Cosa è?”
Il vocabolo stesso non esiste nella lingua del posto. Devi creare un neologismo che comunque sistematicamente non viene capito e pertanto lo devi spiegare.
Dopo vari tentativi arrivi a dovere dire: “Si tratta di avere la ‘maggioranza sicura’ anche a prescindere da contenuti.”

A questo punto la reazione di sorpresa si trasforma in indignazione: “Ma quella è una dittatura!” Infatti. Sono italiano, ma vivo in Svizzera. Più precisamente nella Svizzera francofona. In questo paese nessuno dispone della “governabilità” ed il concetto stesso, una volta spiegato, fa pensare ad una dittatura.
Per “avere la maggioranza sicura” in quanto Consigliere dispongo di un solo metodo: devo proporre qualcosa che sicuramente ottiene il consenso dei Consiglieri riuniti in Consiglio.
E questo metodo non si può aggirare: non ho altre strade che questa. E può darsi che non basti ancora. Infatti, se in Consiglio decidiamo qualcosa che non piace ai cittadini, questi possono facilmente abrogare la nostra delibera.
Va precisato che quando dico “Consiglieri” intendo ciascuno di loro individualmente, non i “gruppi consiliari”. Infatti il “voto di squadra” non esiste. Quando una delibera è approvata o respinta i consensi ed i dissensi passano normalmente attraverso tutti i partiti. È normale che sia così: infatti su ogni tema della vita cittadina si trovano pareri concordi e discordi anche tra gli elettori ed i simpatizzanti di uno stesso partito. È quindi naturale che questi pareri si rispecchino nell’organo legislativo. Altrimenti questo organo non sarebbe “rappresentativo” dei cittadini, ma di qualcosa d’altro.»

 

Quanto sopra riportato è l’apertura di un intervento di Leonardo Zaquini, dal titolo: “La Governabilità, ma cos’è”
[http://www.rivoluzione-liberale.it/32101/cultura-e-societa/governabilita-ma-cosa-e-una-forma-di-dittatura.html ] lo riportiamo perché quando molti indipendentisti veneti affermano di voler uno Stato indipendente veneto, alla domanda sul come sarà istituzionalmente organizzato, rispondono di volere l’applicazione del federalismo svizzero. Naturalmente si tratta di buone intenzioni. Dicono che l’inferno ne sia lastricato.

 

Proviamo a vedere perché analizzando alcuni convincimenti politici di persone chiaramente impegnate nell’affermazione dell’autodeterminazione. Ed in ordine gerarchico non possiamo che partire dalle prese di posizione di alcuni Consiglieri regionali veneti.

 

La Risoluzione n. 19 “dichiarazione ed enunciazione dei principi e valori della sovranità e del futuro politico del Veneto” presentata il 3 maggio 2016 dal Consigliere Antonio Guadagnini, che consigliamo di leggere, [http://www.antonioguadagnini.eu/veneto-indipendente/wp-content/uploads/2016/05/risoluzione-19-sovranita%CC%80.pdf ] è un miscuglio di presunzione e di politichese.

 

Vi si dichiara tra l’altro: con la  Mozione 19 – 22 settembre 2015, e la  Mozione 29 – 1° dicembre 2015: «Il Consiglio Veneto riconosce in un ulteriore atto ufficiale il principio della inclusività ed esclusività del diritto di autodeterminazione dell’agente, e di conseguenza evidenzia l’inconferenza in materia di eventuali atti/condotte poste in essere da soggetti diversi da quello agente autodeterminante.» Ovvero si arroga il diritto esclusivo dell’azione tesa all’indipendenza del Veneto, ed aggiunge: «Il Consiglio Regionale Veneto dichiara inoltre che il futuro politico collettivo del Popolo veneto avviene in conformità ai seguenti principi:

SOVRANITÀ – Ogni cittadino è in qualsiasi momento titolare del potere di decidere le forme di governo dalle quali farsi governare, potere che viene esercitato collettivamente attraverso le istituzioni pubbliche che lo rappresentano».

 

Tradotto dal politichese, si tratta dello stesso meccanismo capzioso contenuto nella Costituzione italiana, dove al Comma 2, dell’art. 1 è scritto: «La sovranità appartiene al popolo…», princìpio contraddetto dai successivi articoli.

 

I disinvolti della Regione Veneto affermano che il cittadino «è in qualsiasi momento titolare del potere [esclusivo] di decidere», ma il «potere viene esercitato collettivamente attraverso le istituzioni pubbliche che lo rappresentano.» Ora, chi “occupa” attualmente le istituzioni regionali venete? Secondo le ultime elezioni chi ha ricevuto il consenso di 1 elettore sui 4 degli aventi diritto al voto! Il che è una singolare interpretazione della democrazia.

 

Eppure Tucidide II, 37 sosteneva: «Si chiama democrazia perché il potere non è nelle mani di pochi, ma dei più».     

 

Tuttavia, per mettere a fuoco la questione, è indispensabile sapere esattamente che cos’è una

Risoluzione, vale a dire uno strumento diretto a manifestare orientamenti o a definire indirizzi su specifici argomenti. Ed una Mozione è un mezzo di sindacato politico di cui dispone il Parlamentino regionale per provocare una discussione in determinate direzioni o nei confronti di problemi di pubblico interesse. Insomma, non si tratta di documenti legislativi, ma di orientamenti.

 

Ovverosia non quanto votato, per esempio, dal Parlament de Catalunya, che ha provocato la Corte costituzionale (TC) spagnola a sospende il processo di disconnessione della Catalogna. Inoltre, la decisione del Tribunal Constitucional, presa all’unanimità, avverte personalmente il presidente del Parlamento catalano, Carme Forcadell, e della Generalitat, Carles Puigdemont, della loro potenziale responsabilità, anche penale, se ignorano tale sospensione.

 

I disinvolti autoctoni non impressionano nessuno, è dimostrato dal fatto che la Corte costituzionale italiana non ha battuto ciglio, e Luca Zaia, Antonio Guadagnini & Co. non rischiano assolutamente nulla, avendo prodotto null’altro che delle “intenzioni” o ciàcole, non già atti legislativi.

 

Non basta: nella sua poliedricità l’ambito indipendentista veneto offre anche altre posizioni, e singolari personalità. Una di queste è Lucio Chiavegato. S’è fatto le ossa con il sindacalismo militando tra i Liberi Imprenditori Federalisti Veneti (LIFE). Nel suo profilo Facebook, il 2.08.2016 – h. 20,52, scrive tra l’altro: «…Mi ripeto. Informare e far conoscere l’indipendenza ai veneti. Lotta democratica contro i politici veneti asserviti al potere romano-italico, attraverso la cosa più facile e capibile dalla maggioranza di veneti che è anestetizzata da un partito che da 25 anni ha provocato disastri. Creare un unico partito veneto indipendentista. Vincere le regionali e creare la rottura con Mafia-capitale. Manifestazioni di piazza contro le quotidiane ruberie italiche e a favore del nuovo Stato veneto».

 

Analizzando queste dichiarazioni, si percepisce una premessa condivisibile, ma è la soluzione che non persuade altri indipendentisti altrettanto impegnati. Ovvero “conquistare” la Regione Veneto, e da lì cercare l’autodeterminazione, probabilmente in similitudine (sinora fallimentare) con quanto avviene ai giorni nostri in Catalogna. Per la Scozia è diverso, hanno già una sorta di indipendenza e vogliono ampliarla. Nulla di tutto ciò in Veneto.

 

Sui partiti politici abbiamo ampiamente argomentato qui: [http://www.miglioverde.eu/gli-indipendentisti-si-battano-lannientamento-dei-partiti/ ] «La’ dove i cittadini si manifestano in generale incapaci di affermare la loro personalità, i governanti li dirigono a modo loro come fossero marionette o li considerano come strumenti a loro disposizione.» sosteneva Moisei Ostrogorski già nel 1902, ed aggiungeva: «il moderno partito politico è una macchina centralizzata al servizio del leader, e della quale il leader non avrebbe potuto fare a meno per raggiungere i suoi scopi». Umberto Bossi docet!

 

Le conclusioni che possiamo trarre da tutte queste constatazioni sono:

 

  1. Quando gli pseudo indipendentisti veneti parlano di voler introdurre un sistema istituzionale simile alla Svizzera, con tutta evidenza non sanno di cosa trattano.
  2. Malgrado il discredito nei confronti dei partiti politici sia antico, ci sono persone che ancora pensano ad un grande partito.
  3. Il grande partito, poi, dovrebbe andare alla conquista della Regione Veneto, istituto della Repubblica italiana, per deliberare – forse – documenti che sarebbero immediatamente bloccati dalla Corte costituzionale. E questo senza avere il consenso popolare, né soprattutto un progetto istituzionale di cui godono i catalani e gli scozzesi.
  4. In ogni caso tutti costoro rimandano ad indipendenza ottenuta la progettazione di un nuovo assetto istituzionale, ignorando che proprio l’esperienza italiana concretizzata alla fine della II G.M. ha prodotto molte conflittualità per ottenere il potere, che sono sfociate nella Costituente (redigente e non deliberante, è bene sottolinearlo) che ha stilato una Costituzione dove senza spostare una virgola si può indifferentemente creare un regime comunista, o l’attuale regime partitocratico e pseudo democratico.

 

Di converso, altri indipendentisti auspicano la realizzazione – a priori – di una bozza, da proporre all’esercizio della sovranità popolare, dove alla «Base della costituzione democratica è la libertà. […] di qui è venuta la pretesa di essere sotto nessun governo o, se no, di governare e di essere governati a turno: questa via contribuisce alla libertà fondata sull’eguaglianza.» (vedasi Aristotele, Politica, Laterza, Bari, 1995, Libro V).

 

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6 Commenti

  1. lombardi-cerri says:

    Soluzione semplice : i candidati ad essere eletti devono dimostrare di avere un curriculum decente ; reggere per una sola legislatura; andarsene a casa col sorriso sulle labbra con la tranquillità di andare a mangiare la stessa quantità di polenta che mangiavano prima di essere eletti.

    • Castagno 12 says:

      SOLUZIONE IRREALIZZABILE nell’attuale contesto.
      Chi ha un curriculum privo di certe caratteristiche, DI NORMA, non arriva neppure a candidarsi.
      IL SISTEMA lo respinge, lo emargina.
      L’eventuale eletto, dotato di un curriculum decente – valutato da chi ? -, trovandosi poi IMMERSO IN UN AMBIENTINO NIENTE MALE, NON PUO’ COMCLUDERE NIENTE DI BUONO.
      Se la soluzione prospettata dal Senatore Lombardi-Cerri fosse VERAMENTE SEMPLICE, SAREBBE GIA’ STATA APPLICATA.
      CONTINUIAMO A PARLARE di bell’italia, UNA CAUSA PERSA.

  2. Castagno 12 says:

    AI SIGNORI CHE HANNO INDICATO DEI BLOG SPERANZOSI.
    I progetti, le richieste e le aspettative non rientrano nel settore “AZIONI DOVEROSE DI UN POPOLO PER CONTRASTARE E PER NON FAVORIRE CHI LO TIENE SOTTOMESSO”.
    Non porta alcun contributo alla causa comune LA SEGNALAZIONE DI CIO’ CHE ASPETTATE E CHE PENSATE DI REALIZZARE.
    Dare per scontata una risposta positiva alle richieste formulate serve solo per tentare una impossibile giustificazione dell’attuale INAZIONE DEL POPOLO INDOLENTE.
    Io ho fornito molte informazioni (indicando le relative fonti) che evidentemente non sono state capite.
    Progettare “Una nuova Europa confederata dei popoli sovrani” significa ignorare la vera storia dell’ “unità” d’italia, i motivi che hanno generato l’imposizione dell’Ue ed il suo fallimento dovuto all’assemblaggio di Paesi eterogenei..
    Il progetto di una Europa confederata è balordo e destinato al fallimento: non lo dico io, ma le tristi realtà sotto gli occhi di tutti.
    Evidentemente c’è chi confonde il termine ” SOVRANITA’ ” con lo slogan “PADRONI A CASA NOSTRA”.
    Il termine “SOVRANITA'” coinvolge anche il problema della Emissione di Valuta e quello della Banca Centrale di un Paese. E qui potete affermare “NEBBIA”.
    E il Governo Mondiale che ha in cantiere da decenni il dominio sull’Europa, che ha impedito alla Grecia l’uscita dall’Ue e che ha fatto ricorso ad ogni mezzo per non consentire il successo di BREXIT, dovrebbe riconoscere ” LA NAZIONE VENETA E LA SUA AUTONOMIA ” ?
    Ma cosa ” DOVREBBE SCUOTERE” IL PROGETTO N. 116 ? Avete già deciso la destinazione di tutti gli invasori che VI HANNO MESSO IN CASA ?
    NON AVETE NEANCHE IL SOSPETTO DELLA SITUAZIONE NELLA QUALE VI E CI HANNO CACCIATO,
    QUINDI NON FATE NIENTE E ASPETTATE. COME FANNO TUTTI GLI ITALIANI. “BRAVI” ! .

  3. Non hai parlato di quello che di fatto sta scuotendo alle fondamenta l’ambiente politico veneto, il progetto 116 http://istitutolinguaveneta.org/in-veneto-entro-luglio-autogoverno-fiscale-bilinguismo-gestione-flussi-migratori/

  4. Castagno 12 says:

    In verità il termine “DISINVOLTI” non è pertinente, lasciamo perdere, occupiamoci di altro.
    Una disquisizione sul termine ” GOVERNABILITA’ ” non porta alcun contributo alla soluzione dei problemi angoscianti che ci affliggono.
    Passando in rassegna, con il pc (NON acquisto giornali in edicola), alcuni quotidiani, ho trovato su “Libero- quotidiano.it” questi due articoli:
    1) “ATTENTI AL CIBO CHE STATE MANGIANDO: COSI’ I TERRORISTI ISLAMICI CI AVVELENANO” – di Pierangelo Maurizio – 28 Agosto 2016
    2) ” IL GENERALE JEAN, LA DRASTICA SOLUZIONE” – 28 Agosto 2016
    Lei potrà anche segnalare questi articoli ai suoi colleghi del Consiglio comunale, che certamente non li prenderanno in considerazione.
    Volendo sopravvivere sulla scena politica (chiamiamola così) non intenderanno assumere iniziative a favore del popolo che rappresentano perchè si sono messi AL SERVIZIO DELLA GLOBALIZZAZIONE.
    Andarle contro per intaccare il suo perverso meccanismo, SIGNIFICA FARSI BUTTARE FUORI DAL SISTEMA e PERDERE IL POSTO DI “LAVORO”.
    FARSI PAGARE DA (A) PER SERVIRE (B) NON PUO’ ESSERE DEFINITO LAVORO.

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