I comunisti non mangiano i bambini ma la proprietà privata sì. Immorale, si tassi la casa

di CASSANDRAtasse casa

L’altro giorno è stata la volta di Fassina, ora di Miguel Gotor ma tanto la solfa non cambia. Pagare le tasse sulla casa è bello, è semmai immorale tagliarle.

Fassina non è però nuovo a questa filosofia, Già nell’agosto 2013 sull’Huffington Post affermava che è sbagliato togliere la tassa sula prima casa “Non per sadismo comunista, ma per evitare di tagliare servizi fondamentali o caricare ulteriormente sul piano fiscale i produttori, ossia il reddito da lavoro e di impresa”.

Come se il carico da 90 del fisco su chi produce e fa reddito non fosse la burocrazia o il troppo Stato. Macché, è la casa senza tasse.

E ora c’è il rilancio di Gotor: “Chiedere all’Ue flessibilità sul 3% del deficit per tagliare le tasse sulla prima casa sarebbe “errore da principianti che rischia di diminuire la credibilità dell’Italia agli occhi degli altri Paesi europei e che Bruxelles non tarderà a segnare con la matita blu”. Lo dice Miguel Gotor, senatore della minoranza del Pd, facendo eco a Fassina. Gotor, in una dichiarazione, ricorda la freddezza dei renziani nel 2013 quando il governo Letta tagliò l’Imu sulla prima casa. “Rispetto ad allora – prosegue Gotor – noi non abbiamo cambiato idea: piuttosto ci chiediamo come sia possibile promettere di togliere la tassa sulla prima casa pensando di chiedere all’Europa flessibilità sul 3 per cento del deficit come prospettato da Yoram Gutgeld. In verità, la flessibilità potrebbe essere ottenuta (e andrebbe richiesto con maggiore decisione) – conclude il senatore – soltanto per realizzare investimenti produttivi, ma non certo per ridurre le tasse”. Insomma, le tasse al 54% vanno bene così. Lo Statalismo cambia casacca ma non l’anima. La sinistra è e resta comunista dentro.

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