I censori ipocriti di Cecil il leone

di ROSANNA MARANIcecil_leone_zimbabwe

La banalità della rete è deprimente. I tuttologi, grandi mistificatori, quei tipi che ostentano indebitamente competenze nei campi più disparati della società, si sprecano in aut aut ridicoli quando vogliono stigmatizzare le inclinazioni morali altrui per mettere il bavaglio al sentimento altrui. Fermo restando che loro, si quelli che si domandano per esempio, “perché tanto clamore per Cecil il leone decapitato a pagamento e “ non tanto clamore per un bimbo siriano?” oppure, “chi salveresti tuo figlio o un topo?” o ancora “perché dedicarsi all’ambiente o agli animali e non agli anziani o ai disoccupati?”, sono i primi a fermarsi sulla cresta dell’onda, vogliono vincere like facili sulle loro bacheche, ma sono assolutamente incapaci e restii a tuffarsi nel mare del male. Il male non ha confini, non ha schemi ma una sola radice, la crudeltà verso la vita. Quindi della crudeltà verso l’uomo, le donne, i bambini, i vecchi, i disoccupati, gli animali, l’ambiente. La vita non la si sminuzza in tante sottocategorie, ovvero non si lotta per la sua bellezza a capitoli o a parametri. Se ci si impegna alla sua tutela, si prova empatia, compassione, pietà, amore per ogni vita e per l’ambiente dove questa vita vive. Ma tant’è. Inutile sprecare suggerimenti per queste coscienze che vanno a stantuffo e soprattutto vanno, per catechizzare i comportamenti simili al proprio (che si sa i comportamenti più popolari sono quello massificati di chi non agita le onde cerebrali ma le patisce, anzi, quel chi, sta bene attento a non smuoverle, perché potrebbe addirittura avere una erezione di pensiero), dove porta la notizia del momento. E la notizia del momento è sempre quella che urta l’intelligenza emotiva di colui che fortunatamente la prova e soddisfa invece, gli istinti più ipocriti di chi si erge a censore ben visibile, a tante bocche spalancate, sul predellino del nulla.

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3 Commenti

  1. Grazie ragazze. Sono molto felice di avere la grande Stefania Piazzo come direttore e tu Raffaela come amica.

  2. Raffaela Vergine says:

    Una Verità di cui non andar fieri.
    Brava Stefania Piazzo come sempre le tue considerazioni sono obiettive e corrispondenti ad una realtà che a te non sfugge, l’amara realtà

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