I cavalli della politica, chi muore e chi no

di ROBERTO BERNARDELLI*

Per una volta, non vi scrivo di politica. Ma di cavalli. Sono animali superbi, sono animali di razza, decisamente migliore e più nobile rispetto alla stirpe politica che offende la scena del Paese.

Il cavallo ha accompagnato l’uomo nella storia. Il politico la storia la distrugge, la dissemina di miserie, umane.

Il cavallo è stato a fianco dell’uomo fino all’arrivo dell’industrializzazione. Ha arato, combattuto, trasportato, ha permesso al genere umano di conoscere i continenti. Era lui il nostro facebook, il nostro cellulare, il nostro mezzo per trasportare,conoscere, comunicare. Il politico è a fianco dell’uomo per derubare, sottrarre, spezzare, interrompere.

Eppure, il cavallo continua ad essere fedelmente vicino, a condividere con noi tutto. Noi, che amiamo la tradizione, la cultura che erditiamo, siamo però così stupidi e sciocchi da farne un arnese da divertimento, un passatempo da Colosseo, da panem et circenes. C’è voluta un’ordinanza sui palii, e ancora non è bastata, per cercare di arginare i metodi di corsa e di fondo per nulla ortodossi. Per fermare le corse clandestine o le manifestazioni che mettono a rischio l’atleta e il cavallo, il pubblico che assiste… Abbiamo dovuto scoprire la vile arte del doping alla Quintana di Foligno, e la morte di un cavallo infilzato dal palo di metallo durante le gimcane nella verde ridente umbria francescana. Che sfortuna… Che fatalità, doping compreso.

Tutto regolare…. Eccome! Quest’anno, un altro cavallo è morto, a Foligno. Fatalità. E un altro, in nome della tradizione, domenica ad Asti. In nome del folklore, della tradizione. Cultura di vita o cultura di morte? Panem ed circenses.

Sfilano i cavalli, sfilano i politici…

I giornali titolano: palio sfortunato. Morire è sfortuna? Se l’è cercata il cavallo, la morte, o la corsa a tutti i costi voluta dall’uomo?

Se questa è la civiltà della tradizione, lasciate perdere i cavalli, e fate correre i politici. Siate certi che la cabina elettorale li impalerà come non era mai accaduto prima. Imbizzarriti, innervositi li vogliamo vedere cadere e stramazzare al suolo, per la gimcana del volere popolare che non consente alla politica di restare folklore e palio delle scommesse. Ai cavalli una prece, ai politici ronzinanti proprio non so.

* presidente Indipendenza Lombarda

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One Comment

  1. Dan says:

    No no, facciamo correre i politici al palio. Tutt’attorno spettatori col frustino wireless: premi un pulsante e il pungolo elettrico scatta dritto in culo all’onorevole galoppatore di turno.

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