I Balcani chiudono ai migranti. Mentre noi discutiamo di primarie

PEOPLE WAIT FOR A TRAIN IN KOSOVOdi GIULIO ARRIGHINI – Chiuso. Austria, Slovenia, Croazia, Serbia, Macedonia, e Ungheria, ma già da mesi…. Il fronte dei Balcani si è chiuso e l’unica di via accesso dei migranti ora resta, nell’inerzia dell’Europa e, vi ricordate, di quell’ente che si chiama Onu, l’Albania per far rotta in Italia.

La Macedonia infatti ha chiuso i suoi confini per i migranti, e dalla mezzanotte non si accettano più profughi nel centro di accoglienza di Gevgelija. Le autorità a Skopje hanno spiegato che ciò fa seguito alle decisioni di Slovenia Croazia e Serbia di non accettare più migranti senza documenti validi e di ripristinare il regime delle regole Schengen.

La Turchia intanto alza il prezzo e il ventre molle di Bruxelles sta a guardare. Cosa ci resta? Barricarci in casa aspettando che tutto si consumi? Assistere alle pietose scene delle primarie dei partiti di governo e opposizione?

Ora in Slovenia si entra solo in possesso di documenti validi per accedere all’area Schengen. Il  premier Miro Cerar, riferendosi alle conclusioni del summit di Bruxelles, aveva detto che la rotta balcanica non esiste più. “Il vertice ha lanciato un chiaro messaggio a tutti i trafficanti di profughi e ai migranti illegali sul fatto che la rotta balcanica non esiste più'”, aveva affermato Cerar. E con un effetto domino, anche la Serbia si è immediatamente adeguata.. “Non possiamo consentire che la Serbia si trasformi in un campo profughi”, aveva detto il ministero dell’interno a Belgrado.

E noi? Noi li prenderemo tutti, senza chiedere chi sono, dove vanno, perché sono entrati. D’altra parte col governo che abbiamo, in nome della solidarietà che ci schiaccerà, e con una Chiesa, Romana, che non ha gli attributi morali come quella ortodossa, siamo già spacciati. Godiamoci questi scampoli di autosufficienza.

*Segretario Indipendenza Lombarda

Print Friendly

Articoli Recenti

Lascia un Commento