Homo Sapiens, la svolta / Secondo consigliere leghista le denunce per stupro sono false per il 90%. Anche i femminicidi?

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Della serie: homo sapiens, la svolta. Ed ecco la notizia: “Il 90% delle denunce di violenza di uomini su donne sono false e vengono archiviate intasando Procure e Tribunali. Ma questo non fa notizia”. A scriverlo, in un post su Facebook è Umberto La Morgia, Consigliere comunale della Lega a Casalecchio di Reno, paese alle porte di Bologna. Il passaggio ha immediatamente causato le proteste del Pd: “Parole inaccettabili, una follia”, secondo la segretaria cittadina dei dem, Alice Morotti.
Poi ieri ha corretto il tiro, ed eccolo a rimediare l’irrimediabile: “In merito al post di ieri, mi dispiace molto di essere stato approssimativo e inopportuno nel
giorno dedicato alla tutela delle donne e mi scuso se qualcuno si possa essere sentito offeso”. Ed ecco la fonte di La Morgia. “I dati che ho citato mi sono stati forniti dalle associazioni di genitori separati. Io, per indole e inclinazioni, sono particolarmente vicino alle persone che subiscono violenza di ogni tipo e
auspico politiche – ha sottolineato La Morgia sempre su Facebook – capaci di superare le contrapposizioni ideologiche e di promuovere alleanze tra i generi e le generazioni. Sono,
inoltre, fiero – ha concluso il consigliere comunale del Carroccio – che la Lega abbia introdotto il ‘Codice Rosso’ a tutela delle donne, come ho sempre ampiamente comunicato nei
miei post nel periodo in cui detta legge era in discussione”.

Basta ricordare a La Morgia i femminicidi. Giusto per rammentare all’illuminato consigliere i dati ufficiali…. L’Ansa del 22 novembre 2019. L’altro giorno. Ma ci aspettiamo che qualche lettore possa dissentire.

(Ansa) – Violenza di genere ancora in crescita nel 2018: sono state 142 le donne uccise (+0,7%), 119 in famiglia (+6,3%). È quanto si legge nel rapporto Eures 2019 su “Femminicidio e violenza di genere in Italia”. Nel rapporto si sottolinea che non si è mai registrata una percentuale così alta di vittime femminili (40,3%). ‘Gelosia e possesso’ sono ancora il movente principale (32,8%). In aumento anche le denunce per violenza sessuale (+5,4%), stalking (+4,4%) e maltrattamenti in famiglia (+11,7% nel 2018).

Secondo i risultati della banca dati dell’Eures sono 142 le vittime di omicidio di sesso femminile censite in Italia nel 2018, una in più dell’anno precedente. In percentuale, le vittime femminili raggiungono nel 2018 il valore più alto mai censito in Italia, attestandosi sul 40,3%, a fronte del 35,6% dell’anno precedente (29,8% la media del periodo 2000-2018). Sono invece 94 gli omicidi con vittime femminili censiti in Italia dall’Eures nei primi 10 mesi del 2019.

Ad aumentare nel 2018 sono soprattutto i femminicidi commessi in ambito familiare/affettivo (+6,3%, da 112 a 119), dove si consuma l’85,1% degli eventi con vittime femminili. Anche nel 2018 la percentuale più alta dei femminicidi familiari è commessa all’interno della coppia, con 78 vittime pari al 65,6% del totale (+16,4% rispetto alle 67 del 2017): in 59 casi (pari al 75,6%) si è trattato di coppie “unite” (46 tra coniugi o conviventi), mentre 19 vittime (il 24,4% di quelle familiari) sono state uccise da un ex partner.

Ancora in aumento, nel 2018, anche il numero delle donne anziane vittime di femminicidio (48 le ultrasessantaquattrenni uccise nel 2018, pari al 33,8% delle vittime totali), “confermando la fragilità di tale componente della popolazione”. Si attesta infine al 24,4% la percentuale delle donne straniere tra le vittime di femminicidio (35 in valori assoluti, di cui 29 in ambito familiare). Nel 28% dei casi “noti” sono stati inoltre riscontrati precedenti maltrattamenti a danno delle vittime (violenze fisiche, stalking, minacce), spesso conosciuti a terze persone. Il Nord conferma anche nel 2018 la più alta presenza di donne uccise (66, pari al 45% del totale italiano, di cui 56 in famiglia), mentre il 35,2% dei femminicidi si registra al Sud (50 casi, di cui 42 in famiglia) e il 18,3% nelle regioni del Centro (26 casi, di cui 21 in famiglia).

Secondo l’Eures, “il principale movente dei femminicidi familiari risulta quello della gelosia e del possesso (impropriamente definito ‘passionale’), riscontrato nel 32,8% dei casi; seguono, con ampi scarti, le liti e i dissapori (16%) e il disagio della vittima (15,1%)”. Sono invece le armi da fuoco il principale strumento di morte, con 46 vittime a fronte delle 22 del 2017 e delle 33 nel 2016.

In costante aumento negli ultimi cinque anni, poi, le violenze sessuali denunciate, che raggiungono nel 2018 le 4.886 unità, con una crescita del 5,4% sul 2017 e del 14,8% sul 2014. Di queste ben 1.132, pari al 25,9% del totale, risultano minorenni.

Sono le regioni del Nord a registrare la crescita maggiore dei reati denunciati (+8,3% nell’ultimo anno) insieme a quelle del Centro (+8,5% sul 2017), mentre al Sud il fenomeno si presenta in leggera flessione nell’ultimo anno (-2,7%).

Anche il reato di stalking presenta una crescita costante negli ultimi anni, raggiungendo nel 2018 le 14.871 denunce, con una crescita del 4,4% tra il 2017 e il 2018 e del 19,5% rispetto al 2014. Secondo gli ultimi dati disponibili, le vittime femminili di stalking rappresentano il 76,2% del totale (83% in Trentino Alto Adige), in crescita rispetto al 73,9% del 2017, mentre le vittime straniere si attestano sull’11,6%. Nel 2018 nel Sud si conta quasi il 44,7% delle denunce registrate in Italia, così come l’indice di rischio più alto (32 denunce ogni 100.000 abitanti).

Tra i reati ascrivibili alla violenza di genere sono i maltrattamenti in famiglia a registrare il maggiore incremento nel 2018, attestandosi a 17.453 delitti denunciati, il valore più alto dell’ultimo quinquennio. Anche per questo reato la componente femminile delle vittime risulta elevata, rappresentando nel 2018 l’81,6% del totale (in crescita rispetto all’80% del 2017).

Alta risulta inoltre la percentuale delle vittime femminili straniere, attestandosi nel 2018 sul 23,2% (come nel 2017), presentando tale componente “indici di rischio” indicativamente tre volte superiori a quelli delle donne italiane.

“Molto significativa” la presenza di vittime minori (1.965 in valori assoluti, pari a circa 6 al giorno nel 2018), che rappresentano l’11,1% delle vittime totali, con una crescita del 14% sull’anno precedente.

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2 Comments

  1. Cosa si intende per femminicidio?
    Perché se si intende “i casi di omicidio doloso o preterintenzionale in cui una donna viene uccisa per motivi basati sul genere”, allora sono molto meno.
    Se invece si intende, sic et simpliciter, tutti i casi di omicidio in cui la vittima è di genere femminile (e i dati riportati sono relativi a tale accezione), faccio presente, come riportato nell’articolo, che le vittime di genere maschile sono quasi il doppio (64.4 vs 35.6% nel ’17, 59.7 vs 40.3% nel ’18).
    Insomma, devo concludere che per lo scrivente la vita di un maschio valga meno della metà di quella di una donna?

    • Pubblico il suo commento perché la gente sappia cosa c’è in giro. Persone che ancora la pensano come lei. Inutile dire che le donne non ammazzano gli uomini a suon di botte o bruciandoli o sfigurandoli con l’acido. io credo che la civiltà non abiti qui, neppure dalle sue parti, ma d’altra parte si sa, siamo indietro. Molto, e c’è da vergognarsi o forse, da nascondersi.

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