Francia, un “viagra” difettoso per tutta l’Europa

di MATTEO CORSINI

Le ultime parole famose di Hollande, prima che uscisse la copertina dell’Economist sulla triste condizione economica della Francia, sono state: “La mia missione è ripristinare la crescita e ridurre la disoccupazione”. Francois Hollande, che pare inizi ad avere un vistoso calo di consensi tra i francesi a pochi mesi dalla sua elezione alla presidenza della Repubblica, ha ben pensato di tenere una lunga conferenza stampa nella quale ha usato tutto il frasario da piazzista politico di ultima categoria. Roba da talk show italiano, tanto per intenderci. E’ arrivato perfino a dire che “una Francia debole equivarrebbe a un’Europa impotente”, quasi che il suo Paese avesse un “effetto viagra” sul vecchio continente. Come ho osservato anche pochi giorni fa, in realtà la Francia ha mostrato, (quantomeno) dall’inizio della crisi, una tra le dinamiche peggiori tra le economie europee, con il Pil tenuto faticosamente a galla allargando il deficit e facendo salire il debito; e lo spread tra i rendimenti dei suoi titoli di Stato e quelli tedeschi provvidenzialmente aiutato dagli acquisti della banca centrale svizzera, che in qualche modo doveva pur impiegare gli euro che comprava stampando franchi per evitare che la moneta domestica si rivalutasse.

Dunque, per Hollande la missione è “ripristinare la crescita e ridurre la disoccupazione”. Nulla di nuovo e di originale: si tratta di ciò che ogni capo di Stato o di governo racconta ai cittadini per giustificare il potere di cui dispone. Si tratta, però, di due vane pretese in generale e nel caso di Hollande in particolare, a mio parere.

Se il perseguimento degli obiettivi della sua missione deve avvenire aumentando la tassazione (con aliquote marginali da rapina a mano armata), assumendo dipendenti pubblici e abbassando l’età per andare in pensione, come pure ha promesso in campagna elettorale, i risultati non potranno che essere, nella migliore delle ipotesi, effimeri. Salvo poi constatare che le cose sono peggiorate dopo qualche tempo.

Per tutto questo, in ogni caso, basta aspettare: vedremo se la missione sarà compiuta o se, come temo, la Francia si rivelerà un viagra difettoso per l’Europa.

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One Comment

  1. Roberto Porcù says:

    I francesi se lo sono voluto e che se lo tengano.
    Sono cazzi loro!
    Noi meditiamo su quello che potrebbero fare i suoi omologhi italiani.

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