Hollande: la Zona Euro quasi fuori dalla crisi. Se lo dice lui…

di REDAZIONE

“La zona euro è sul punto di uscire dalla crisi”: usa toni ottimistici il presidente francese, Francois Hollande, che ieri ha ricevuto a Parigi i leader delle grandi organizzazioni internazionali, dal Fmi fino alla Banca Mondiale, per parlare dei mezzi per lottare contro la crisi e rilanciare la competitivita. Lincontro ha visto riuniti intorno allo stesso tavolo il capo dello Stato insieme con i numeri uno dellOcse, Angel Gurria, della Banca Mondiale, Jim Yong Kim, del Fondo Monetario internazionale Christine Lagarde, dellOrganizzazione mondiale del commercio, Pascal Lamy, e dellorganizzazione internazionale del lavoro, Guy Rider.
Nella conferenza stampa conclusiva, Hollande si e mostrato rassicurante anche sul processo di risanamento dei conti pubblici. La Francia  rispetterà i suoi impegni in materia di riduzione del deficit, ha detto, tracciando un parallelo tra il lavoro intrapreso da Parigi e quello dellItalia di Mario Monti, che continua a fare sforzi considerevoli per rimettere in sesto le finanze pubbliche.
Piu in generale, il capo dellEliseo e tornato ad insistere sulla necessita di un miglior coordinamento delle economie al livello  mondiale, nella prospettiva di una globalizzazione regolata al servizio della crescita e delloccupazione. “Se lasciamo solo ai mercati la risoluzione della crisi, c’è da temere che la crisi continuerà ancora a lungo”, ha avvertito, aggiungendo: “Abbiamo bisogno di meccanismi, regolazione e azione”, ha spiegato linquilino dellEliseo. Quanto alla Grecia, alla prossima riunione dellEurogruppo vedremo le modalita piu efficaci per trovare una soluzione durevole, se Atene rispetta gli impegni, ha precisato.
Tornando a parlare della Francia, anchessa colpita da una situazione piuttosto preoccupante, con gravi problemi legati al costo del lavoro e una valanga di tagli nelle aziende, Hollande, ha annunciato, entro novembre, nuove misure che si tradurranno in un patto di competitività” per rilanciare la crescita e loccupazione.
In Francia, lincontro tra il presidente della Repubblica e i big delle grandi organizzazioni economiche internazionali, che Hollande auspica di trasformare in un appuntamento annuale, e una prima assoluta. E invece diventato una tradizione in Germania, dove la cancelliera tedesca Angela Merkel ne organizza uno simile oggi a Berlino.

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6 Comments

  1. Dan says:

    La Zona Euro quasi fuori dalla crisi. – Hollane 2012

    Non si tratta di armi segrete, ma di «armi nuove», che, è lapalissiano il dirlo, sono segrete sino a quando non vengono impiegate in combattimento. – Mussolini 1944

    Ogni epoca ha i suoi conta cazzate ma soprattutto gli imbecilli che ci vanno dietro

  2. gibuizza says:

    Ma nessuno riesce a chiedere a Hollande su quali dati basa questa sua valutazione? I casi sono due: o esistono dati incoraggianti e allora ce li comunichi oppure si sta comportando come una Vanna Marchi qualsiasi!

  3. Mauro Cella says:

    Ho già spiegato in passato perché l’intero mondo politico (che include i grandi banchieri come Mario Draghi) continua a martellare il pubblico con un ottimismo completamente fuori posto.
    Loro non vedono le fabbriche che chiudono e la gente che resta a spasso. Loro vedono i dati ufficiali, dati che vengono legalmente “ripuliti” prima di essere diffusi. Dal 1975 ad oggi i metodi per il calcolo della crescita del PIL, l’IPC (Indice Prezzi al Consumo, spesso impropriamente e ingannevolmente chiamato “inflazione”) e l’IPP (Indice Prezzi alla Produzione), non tanto per riflettere una diversa situazione, quanto per dare un’idea di grande stabilità. L’esempio più eclatante. ISTAT ha tolto dal suo “paniere” prodotti di largo consumo come le zucchine, la lattuga etc e vi ha sostituito servizi che la maggior della popolazione non utilizza, quali le tariffe dei saloni di abbronzatura. Se la scelta (avvenuta sotto Berlusconi) può fare sorridere, la motivazione è che i prezzi di questi servizi tendono a crescere assai di meno rispetto agli alimentari, aiutando a mantenere un IPC molto “addomesticato”. Non contenti di avere truccato legalmente i dati, quando ci lamentiamo ci danno pure degli stupidi parlando di “inflazione percepita”, quasi non fossimo in grado di fare i conti.
    E inoltre, ricordo ancora una volta, per la classe dirigente europea ed americana l’attuale depressione (perché è questo, non una semplice “crisi”) è solo dovuta alla mancanza di fiducia di investitori e consumatori. Debito pubblico e privato fuori controllo? Tassazione eccessiva e legislazione invasiva? Politica invadente e sorda ai bisogni di industria e cittadini? Instabilità nel Medio Oriente? Costi del lavoro senza relazione agli investimenti? No, no: la gente non spende perché non ha fiducia per via di alcuni piccoli guai, già risolti.
    Non escludo che il prossimo anno i metodi di calcolo macroeconomico vengano ulteriormente alterati per presentare una situazione molto migliore di quanto non sia in realtà.
    Problema: il trucco non ha mai funzionato se non nelle dittature che hanno il completo controllo sul flusso di informazioni che arriva alla cittadinanza e che possono permettersi di sopprimere la libertà di parola e di pensiero. Nel mondo moderno solo la Corea del Nord riesce a mantenere una simile condizione: anche a Cuba le informazioni oramai riescono a filtrare e stanno obbligando Raoul Castro a muovere i primi passi sulla strada delle riforme. In Europa il sistema sarebbe inapplicabile, nonostante i sogni di una cospicua fetta della classe politica, che vuole ciò che Solzhenitsyn aveva astutamente definito come “l’URSS con negozi ben forniti”.

  4. francescopd says:

    E’ fuori di testa, non dalla crisi!,.. ovvero grazie per la battuta mattutina, oltre ai pagliacci nostrani si aggiungono i transalpini,.. sempre professori comunque, che non sia mai.
    Il 2013 sarà ancora recessione profonda come quella del 2012 nel 2014 ancora un po di recessione e per vedere un dato positivo (di uno sputo) si dovrà arrivare al 2015, altro che fuori dalla crisi…
    E tra l’altro la Francia andando avanti avrà più guai dell’italia perchè è meno industrializzata.

  5. Borderline Keroro says:

    Secondo me Hollande ha ragione.
    Stiamo per uscire dalla crisi.
    Per entrare in una situazione di povertà diffusa ed assoluta.

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