FRANCIA: HOLLANDE 28,6%, SARKOZY 27,08%. LE PEN TERZA

di SALVATORE ANTONACI

Tutto come previsto quasi esattamente nelle dimensioni attese l’esito del primo turno delle elezioni presidenziali francesi. Il favorito della vigilia, il socialista François Hollande ha, infatti, conquistato la prima piazza con un buon margine e con essa il ruolo di favorito obbligato per il ballottaggio che si svolgerà fra due settimane.

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I RISULTATI DOPO LO SCRUTINIO

Mancano solo i voti dei francesi all’estero per completare il quadro dei risultati definitivi del primo turno delle presidenziali in Francia. Lo scrive Le Monde citando il ministero dell’Interno di Parigi. Con il 99% dei voti scrutinati, Francois Hollande è primo con il 28,63%, Nicolas Sarkozy alle sue spalle con il 27,08%, a seguire Marine Le Pen (18,01%), Jean-Luc Melenchon (11,13%), Francois Bayrou (9,11%), Eva Joly (2,28%). Sotto al 2% si sono piazzati Nicolas Dupont-aignan (1,8%), Philippe Poutou (1,15%), Nathalie Arthaud (0,57%), Jacques Cheminade (0,25%).

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A sfidarlo sarà il capo di stato uscente, Nicolas Sarkozy, che dovrà tentare di recuperare nelle due settimane supplementari di campagna elettorale parte del consenso accumulato dagli altri candidati. Non un ‘impresa facile visto che l’elettorato centrista che ha suffragato François Bayrou è spaccato esattamente a metà sulle preferenze nei confronti dei duellanti e che i frontisti elettori di Marine Le Pen non mostrano eccessivo entusiasmo verso l’ipotesi di appoggiare l’attuale inquilino dell’Eliseo. E questo nonostante lo stesso abbia tentato, con il ritorno ai temi identitari caro a questi ultimi, di accaparrarsi le simpatie della destra radicale. Dal lato opposto Hollande dovrebbe riuscire senza particolari problemi a cooptare i fans di Jean Luc Mélanchon, alfiere del Front dela Gaucheuscito dalla contesa con uno score importante anche se forse non così formidabile come lui stesso ed altri si attendevano.

La battaglia per il terzo posto è stata quindi vinta dalla figlia del vecchio leader frontista capace, se non di impensierire la piazza d’onore di Sarkozy, perlomeno di ottenere il miglior risultato di sempre per la formazione nazionalista, sui livelli della incredibile performance del 2002, se non addirittura oltre. Ma se, per quel che concerne la LePen la valenza del voto ha ormai una rilevanza meramente simbolica, non così può dirsi per il risultato racimolato da Mélanchon che potrà far pesare il proprio appoggio ad Hollande soprattutto in previsione delle ormai vicine elezioni legislative. Il fatto quasi certo è che nella prossima Assemblea Nazionale ci saranno molti più esponenti della sinistra radicale e che in un ancora eventuale riedizione del governo della “gauche plurielle” il FdG giocherà un ruolo di primaria importanza.

Non così sarà per Europe Ecologie, i verdi d’oltralpe. Zavorrati da una candidatura non particolarmente carismatica, quella della ex-giudice Eva Joly, gli ecologisti si sono fermati ad un misero 2-3…%, una disfatta epocale che oltre a ridimensionarne il peso in sede di trattative azzera o riduce ad un ruolo puramente ancillare il progetto lanciato anni fa da Daniel Cohn-Bendit. A risentire gli effetti della batosta sarà anche la piccola galassia di movimenti e partiti autonomisti delle varie regioni francesi che avevano sposato di buon grado l’accordo con i verdi rappresentati per l’appunto dalla Joly, sensibilità piuttosto attenta alle istanze federaliste ed anticentraliste di contro al tradizionale giacobinismo delle classi dirigenti francesi. Detto di Bayrou e del suo non entusiasmante score, lontano dai fasti del 2007, poco altro da riferire se non il certificato di morte ufficiale per il movimento trozkista locale capace in passato di raggiungere, pur se cumulato fra due candidati, un vertiginoso 11%.

Ora gli epigoni del NPA e di LO (Nouveau Parti Anticapitaliste e Lutte Ouvrière) veleggiano a stento attorno all’1 e non sembrano lasciare troppi rimpianti nemmeno negli animi più infervorati dalla retorica gauchiste. Ora tutti concentrati sul secondo tempo della contesa che, viste le premesse, potrebbe confermare ampliamente il canovaccio di stasera anche se l’esperienza ci ammonisce a non attribuire alla scontatezza i crismi della certezza assoluta.

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3 Comments

  1. Diego Tagliabue says:

    La disfatta dei verdi è da festeggiare… con il chinotto, in tempi di foraggiamento dei parassiti.

  2. lafayette says:

    Purtroppo non me la sento di darti torto…

  3. alberto says:

    i veri sconfitti sono gli indipendentisti e chi vorrebbe rivendicare i diritti dei popoli su quelli delle tecnocrazie, ecco quello che avverrà in grecia e in italia l’anno prossimo

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