Ho sbagliato mestiere, dovevo fare l’idraulico a Verona

di GIULIO ARRIGHINI*

Che tombola a Verona. Un vicesindaco, ex s’intende, del progetto modello bavarese alla Tosi, finito nei guai. Persino agi arresti. E poi nello stesso giorno in cui la stampa locale mette in croce l’ex amministratore del sogno scaligero, si scopre persino che là, dove scorre l’Adige, gli idraulici pubblici comunali, anzi, i capi idraulici, guadagnano un botto. Persino 240mila euro l’anno, 20mila al mese.

Quando si dice…. ho sbagliato mestiere, dovevo fare l’idraulico.

Insomma, ricapitoliamo: l’argine del fiume viene giù… Vito Giacino, ex Pdl sospeso per aver aderito alla Lista Tosi, l’esperimento che tanto piaceva ed è piaciuto come stile politico a Roberto Maroni, è finito nell’inchiesta su appalti e altro, il solito superpacchetto d’inchiesta all’italiana, cifre iperboliche. Ma lo scandalo, mica sta lì. Sta nello stipendio della casta veronese: per esempio, al direttore generale di Acque Veronesi, la struttura pubblica che gestisce sul territorio l’erogazione, vanno 242mila euro di stipendio, più gli accessori. Tagli in periodo di crisi? Ma figurati. Insomma, arrivare lì è meglio che fare il parlamentare.

Complimenti a Verona, al sindaco e a tutti. E agli altri manager, signori amministratori, quanto va ogni anno, giusto per capirci? La stampa locale ha paragonato lo stipendino dell’idraulico una sorta di tombola, un win for live. Ma certo. Una botta così chi se la può permettere? Verona, modello bavarese? E’ questo il termine di paragone? Un gratta… gratta e vinci? Complimentoni.

E comunque. non abbiamo mai creduto che i matrimoni d’interesse così come le coppie miste potessero durare per sempre. E infatti qualcosa non deve aver funzionato a Verona. Vuoi per sfiga, vuoi per il destino. Vuoi perché magari la magistratura persegue qualcuno e ti ferma un progetto di prospettiva politica, ti azzoppa una giunta. Poi i processi stabiliranno i fatti. E così, la spalla destra del sindaco Tosi, anzi, l’ex spalla destra, Vito Giacino, è da oggi anche un ex uomo libero. Lui, una delle colonne dell’esperimento scaligero della Csu bavarese, l’inglobare forze politiche diverse per una gestione comune del territorio, (gestione idraulica compresa?, ndr)non ha portato fortuna. Il listone Tosi aveva questa funzione di nave rompighiaccio. Altre cose si sono rotte prima del tempo. E così, le agenzie hanno lanciato la triste notizia: “L’ex vice sindaco di Verona, Vito Giacino, è stato arrestato nell’ambito di una inchiesta della procura scaligera. Le indagini riguarderebbero l’ipotesi di corruzione nell’ambito di accertamenti avviati alcuni mesi fa su vicende riguardanti appalti e consulenze alla moglie. Si era dimesso dall’incarico il 15 novembre scorso dopo l’inscrizione nel registro degli indagati”.

Ce lo ricordiamo. Vorremmo come sempre augurarci che le indagini siano veloci, celeri, e garantiscano la certezza del diritto, per tutti, accusati compresi.

Va bene. Di fatti di cronaca come questi ne abbiamo visti tanti, ma tanti… Ma quello che ci fa incaz… are non è più neppure questo. E’ lo stipendio del capo degli idraulici, 242mila euro l’anno. Per meriti, s’intende. 20mila al mese. Competenze con un diploma di scuola superiore? Ah beh, tantissime. Conoscenze? Di sicuro col mestiere che fa, sai quante persone conosci…

Insomma, a Verona sono chiare e fresche e dolci, ma tanto dolci acque…

E Giacino, già ex Alfano? Poveretto, sospeso ma non espulso a suo tempo per aver aderito al sogno bavaro-veronese, era entrato in squadra per dimostrare che emulare il successo del movimento cristiano sociale organico al territorio era possibile.  Se per i bavaresi la parola d’ordine è rigettare Berlino, per i veronesi-bavaresi-tosiani, non si poteva però affermare lo stesso principio, ovvero rigettare Roma. Ma pazienza, piaceva chiamarla esperienza stile Csu.

E per il metodo bavarese, a quanto ammontano gli stipendi degli idraulici? Ora l’abbiamo scoperto.

Ora però la magistratura va avanti come un carro armato. Gli studi di Giacino erano stati perquisiti il 28 ottobre scorso, erano state sequestrate le carte relative ai lavori in un suo immobile.  Giacino aveva la delega anche all’urbanistica. Le indagini erano scattate dopo una lettera anonima giunta a un consigliere comunale, che aveva quindi presentato un esposto alla procura, relativa anche a presunti casi di favori alla della moglie nelle consulenze.

Tutto pare sia partito dalla lettera di un “corvo”,  e di un dossier, citato dal defenestrato ex presidente   ex presidente di Agec (l’azienda dei servizi della città). Congetture che portano a lavori di imprese accusate di essere in odor di mafia. Cose e parole impresentabili solo a immaginarle e ipotizzarle per una città come Verona e la sua voglia di legalità e per il modello bavaro-veronese che si apprestava a voler rappresentare come una novità il bacino elettorale del Nord. Con pezzi di Forza Italia, con pezzi di Fratelli d’Italia. Con l’orizzonte della fondazione di Tosi per rinnovare la politica, “Ricostruiamo il Paese”, il Paese Italia. Viva l’Italia. Senza bavaresi.

Una cosa è certa. Meglio imparare a fare i muratori o gli idraulici, si aggiusta sempre tutto.

 

*Segretario Indipendenza Lombarda

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7 Comments

  1. Roberto Porcù says:

    Verona non è che uno schizzo di fango nel pantano italiano.
    Esistono le partecipate, ammucchiate nelle quali comuni, province e regioni comandano senza darlo a vedere.
    Vi accasano i trombati ed i non candidabili momentaneamente a riposo in attesa di uno sperato balzo più in alto.
    Di enti e partecipate ce ne sono una infinità per dar modo agli intrallazzati di rubare legalmente facendo cose che altri farebbero senza gravare sui Cittadini o non farebbero proprio perché inutili e frutto della volontà di distribuirsi quattrini.
    Una cancrena che sta portando alla morte dell’Italia.
    Qualunque tentativo di risanamento dovrà prevedere amputazioni, le medicine non servono e scorrerà sangue.
    Più si aspetta, più la cancrena procede, più sangue scorrerà e minori saranno le possibilità di guarigione.

  2. marco svel says:

    Vorrei fare notare che Vito Giacino non é veneto

  3. esposito gargiulo says:

    bene bene…fuori dai c. anche tosi e i democristiani. La lega nord purtroppo e’ diventata inutile per la causa del separatismo veneto. E poi non resta niente del movimento originario. Peccato che la meta dei veronesi siano appunto democristiani e bigotti…contenti loro…

  4. fabrizioc says:

    Bene….lultimo baluardo leghusta italiano che crolla…anche se non credo tosi sia stato cosi mona da entrare in tutto sto casino

  5. indipendentista says:

    Il famigerato “modello Verona” a cui si è voluto espressamente ispirare Bobo per la sua lista alle ultime regionali (a proposito, il 75% delle tasse sul territorio..?) tanto mitizzata dai media di regime.
    Come a dire: non tutti i maroniti sono ladroni, fra loro ci sono anche degli onestissimi naziskin.
    Comunque di bavarese in Bellerio c’è solo la birra che Gordo and company tracannano prima dei federali.
    Che poi, in realtà, sarà made in China, come i felponi con la scritta MILAN e L-ADER.

  6. Dan says:

    >> Quando si dice…. ho sbagliato mestiere, dovevo fare l’idraulico.

    Quell’idraulico perchè uno normale non capisce un tubo e al più al tubo ci si impicca.
    Quest’idraulico non solo se la spassa ma il tubo lo ha infilato nelle chiappe di un’intera città (che tanto, sotto, sotto gode stare nella posizione passiva, le bollette continueranno ad essere pagate tutte e per intero)

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