Hanno voluto portare Alitalia da Malpensa a Roma? Ecco il conto. Falliti.

ALITALIA

di ROBERTO BERNARDELLI E GIULIO ARRIGHINI – Ma ve lo ricordate il bel gesto? Trasferirono Alitalia dal Nord strategico  di Malpensa, a Roma. Roma è la capitale e tutto risucchia. Bene. Risultato: il commissario ai Trasporti dell’Ue, Tajani, dopo aver dato ordine di congelare gli slot, spinse per declassare il nostro hub terminato il capolavoro del trasloco di Alitalia nella città eterna.

Annotava mesi fa il nostro direttore, Stefania Piazzo, proprio quando si consumò l’elezione di Tajani a presidente del Parlamento europeo, un “cimelio politico, scovato tra gli archivi: “L’abbandono di Malpensa è una sconfitta per la Lega”, annunciava nel  relativamente lontano 13 maggio 2009, Marco Reguzzoni, allora vicepresidente dei deputati del Carroccio. E anche Stefano Candiani, da segretario della Lega in provincia di Varese, spiegava: “Quelli che si sono fatti prendere in giro sono semmai Formigoni, il Pdl lombardo e le organizzazioni imprenditoriali locali”.

Oggi forse Alitalia, con un’altra visione, non sarebbe come è messa. Salvini, che non voleva Tajani, aveva dimenticato questo dettaglio. Eppure sarebbe bastato poco per “seppellirlo” politicamente, avendo voltato le spalle al Nord. Ma la domanda che si poneva il giornale allora è la stessa di oggi:   ma il Nord è ancora la mission della Lega?

Print Friendly

Related Posts

2 Comments

  1. Alessandro Guaschino says:

    Ogni tanto si discute ancora per la faccenda dello spostamento dell’hub da MIlano a Roma.
    I romani dicono che il fallimento è dovuto esclusivamente alla mancata chiusura di Linate (almeno per certi voli). In realtà già all’epoca ci fu chi pronosticò un fallimento essenzialmente perché il 70% dei biglietti business (quelli redditizi) vengono venduti al nord. Quindi un tempo chi vive al nord poteva andare comodamente alla Malpensa e raggiungere molte destinazioni, dopo invece doveva perdere un ora di volo per andare a Roma (e pagare il relativo biglietto aggiuntivo) con rischio di scioperi, perdita o furto bagaglio o ritardi (le italiche e mediterranee abitudini…). Quindi molti optarono per andare direttamente a Francoforte, Amsterdam, Parigi, ecc. Da notare che lo spostamento a Roma dell’hub, ingiustificato dal punto di vista economico venne fatto solo per ragioni “di rosicamento”, Roma vorrebbe essere una capitale come Parigi invece che una capitale del terzo mondo, quindi da tempo prova a rubare al nord e a Milano in particolare un po’ tutto, la moda, la formula uno, ecc. Come sta andando lo si vede, l’Alitalia fallisce nuovamente, Sky e Mediaset spostano la redazione a Milano e così via. Quanto ci è costato a noi padani il “rosicamento” dei romani e degli italiani in genere?

  2. Riccardo Pozzi says:

    In onore a quest’ultima domanda, propongo un nuovo quesito referendario su cui potremmo iniziare una raccolta firme.
    “Volete voi, nel quadro dell’unità nazionale, pagare a Roma i vostri residui fiscali attivi fiscali in euro o in lire? Ovvero preferite darci 100MLD di euro o 200.000 MLD di lire?”

Leave a Comment