CAMICIE VERDI, POSSIBILE RIAPERTURA DEL PROCESSO

di REDAZIONE

Il processo ai componenti della Guardia nazionale padana dopo 16 anni non è ancora finito: ieri il Tribunale di Verona ha disposto l’ invio degli atti alla Corte costituzionale. I giudici hanno infatti sollevato dubbi di legittimità sui due decreti con cui nel 2010 il governo Berlusconi aveva cancellato altrettanti articoli della legge Scelba che in pratica sterilizzavano il reato di associazione militare con fini politici. Vale a dire il reato di cui erano accusati i 36 leghisti che a metà degli anni 90 si «arruolarono» nelle Camicie verdi. Nel ‘ 96 un blitz dell’ allora procuratore di Verona Papalia (che ordinò anche una movimentata perquisizione nella sede di via Bellerio della Lega, durante la quale rimase ferito in uno scontro con la polizia il futuro ministro dell’ Interno Maroni) portò all’ incriminazione di tutti i componenti della Guardia nazionale padana. Ieri sembrava si stesse per compiere l’ ultimo atto giudiziario.

E invece 16 anni non sono stati ancora sufficienti ad arrivare nemmeno a un pronunciamento di primo grado.

L’ accusa ha sollevato dubbi sulla costituzionalità dei decreti che stavano per decretare il «liberi tutti» alle Camicie verdi e il Tribunale le ha dato ragione.

Sconcerto è stato espresso da Attilio Fontana, sindaco leghista di Varese e avvocato di alcuni imputati: «Siamo sconcertati: la Corte costituzionale si è già espressa in modo favorevole su almeno uno dei due decreti contestati. Non capiamo questo accanimento e riteniamo abnorme la durata del processo. Durata che non dipende certo da una tattica degli avvocati difensori».

di Claudio Del Frate 

FONTE ORIGINALE: http://archiviostorico.corriere.it/2012/febbraio/26/Guardia_padana_dopo_anni_processo_co_8_120226022.shtml

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