La “giustizia sociale” genera ingiustizia. Pagata a suon di tasse

di MATTEO CORSINI

Nel consueto sermone domenicale ospitato in prima pagina dal Sole 24 Ore (che sembra sempre più il quotidiano dell’Internazionale socialista), Guido Rossi sentenzia su ciò che “non vi è dubbio” interessi alla popolazione. Che dice? Ecco qua: “Non vi è dubbio che ormai, più che l’aumento del reddito, ciò che interessa alla popolazione è il diritto al lavoro, all’istruzione, alla salute e soprattutto il diritto a una giustizia sociale che, anche nelle varie forme partecipazione dei cittadini, renda la democrazia un valore universale e non uno strumento indiretto di disuguaglianze”. Ovviamente a non avere dubbi è lui, perché io qualche dubbio l’avrei.

Per esempio, non credo che esista il diritto al lavoro se inteso, come spesso accade, come diritto ad avere un lavoro. Ognuno, in quanto proprietario di se stesso, ha il diritto di offrire ad altri il proprio lavoro, tipicamente in cambio di denaro, ma non ha il diritto di imporre ad altri di entrare in tale scambio. Altrimenti il diritto di uno diventerebbe la violazione del diritto di un altro (o di altri). Argomentazioni simili possono essere estese all’istruzione e alla salute, nel qual caso, tra l’altro, voglio concedere a Rossi il beneficio di considerare il diritto alla salute come diritto a ricevere cure mediche, perché nulla al mondo (neppure il più redistributivo dei sistemi) può garantire un diritto a godere di buona salute.

Anche la giustizia sociale, concetto che Rossi associa a una idea che definirei generalmente rawlsiana che considera la redistribuzione necessaria al perseguimento, appunto, di una società “giusta”, finisce per generare ingiustizia nei confronti di chi si vede costretto a subire una compressione del diritto di proprietà. In fin dei conti, a non convincermi da un punto di vista etico è l’idea che l’onere di ciò che è ritenuto “giusto” da qualcuno debba essere imposto ad altri, anche qualora ne condividano il fine. La solidarietà verso gli altri è autenticamente tale solo se volontaria, altrimenti diventa schiavitù.

La stessa democrazia, che secondo Rossi non dovrebbe essere “uno strumento indiretto di disuguaglianze”, lo è per definizione, dato che ogni governo democratico crea una suddivisione più o meno marcata tra pagatori di tasse e consumatori di tasse, con i primi chiamati a sostenere l’onere dell’esercizio dei “diritti” da parte dei secondi. Non è disuguaglianza questa?

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14 Comments

  1. Proprietario says:

    Sono tutti una massa di socialisti che tramano alle spalle dei proprietari privati : li pagano sappiamo chi i socialisti per rubare la nostar proprietà , porci socialisti sono dapertutto , ci manovrano e ci rubano la proprietà e vogliono rubarci il pensiero . I loro agenti mercenari giornalisti usano la disinformazione . La proprietà privata e un dirito naturale e deve esserre diffesa con le armi dai parassitti socialisti che vivvono alle nostre spale e tramano contro di noi ! Sono tutti contro di noi , i porci socialisti ci spiano , ci oservvano , ci monittorniano il pensiero e poi rubbano le nostre aziende e la nostra proprietà per dare i nostri soldi ai parassiti , agli zingari , agli handiccapati e ai negri immigrati e questi vivvono nel lusso con i nostri soldi fati dal nostro saccrificio e dal nostro lavoro ! La giustizia sociale è un furto , la disegugalianza e la discriminazione è libertta ! Socialisti parassiti fuori dai coglioni ! Lasciate stare i proprietari , la propiretà privata è un diritto naturale ! E voi sporchi socialisti bastardi democratici egualitaristi pacifisti di merda fuori a calci e culo dalla mia proprietà e andate coi vistri compari barboni ma non rompete i coglioni con le elemosine , e andate as lavorare parassiti ! e smettetela di progrettare furti contro la mia nostra proprietà , e di controllarci le menti a distanza tramite le makkine di controllo nazicomuniste e Internnet , o controllarci tramite il furto dei nostri dati ! Sono dei pazzi che ci controllano , da tutte le parti è pieno di socialisti , poi tramite le tasse ci rubano il prodotto del nostro lavoro , oppure usano i loro agenti barboni e zingari o malati di mente , ovvero nullafacenti che vivono alle spalle degli altri e ti chiedono i tuoi soldi in modo coercitivo e poi invece di lavorare continuano a vivere alle spalle degli altri , per non parlare delle associazioni parassitarie che li difendono : sindacati , Caritas tutta merda socialista e nemica di noi ! …

    Ottimo questo articolo , Corsini 6 uno di noi , partigiano della resistenza ai parassiti e ai loro servi ! Poveri , parassiti , zingari , immigrati , matti , handiccapati e altri parassiti fora de ball e andate a lavorare invece di magnà con i miei soldi ! Se ci fosse veramente più povertà e i produttori avessero ciò che meritano , saremmo in una società giusta , ovvero basata sulla più radicale ingiustizia sociale , discriminazione e diseguaglianza !

  2. Albert Nextein says:

    Questo rossi non conta un tubo.
    Inutile controbattere.
    E’ solo un trombone sfiatato.

    Basta soffermarsi su personaggi di ultimo piano, senza prospettiva e neppure sostanza.

  3. Dan says:

    Quanti mal di pancia si fa l’autore del commento, basta guardare il giornale di cui si parla ovvero il sole 24 ore, ovvero il faldone di carta preferito da chi intende con “lavoro” lo sfruttamento e la speculazione con i soldi degli altri.

  4. Tito Livio says:

    “”Ognuno, in quanto proprietario di se stesso, ha il diritto di offrire ad altri il proprio lavoro, tipicamente in cambio di denaro, ma non ha il diritto di imporre ad altri di entrare in tale scambio. ” Quindi chi non è abbastanza bravo ad offrire il suo lavoro che vada a farsi benedire e crepi in silenzio, questa è giustizia sociale, God bless freemarket.

    • Luigi says:

      Hai mai visto qualcuno ottenere un lavoro forzatamente, solo perché abbia invocato il suo “diritto al lavoro”? E’ mai successo che anziché presentare un curriculum, qualcuno abbia presentato la costituzione?
      Il diritto al lavoro è più che altro da intendersi come libertà di lavorare, cioè come libertà ad essere un potenziale lavoratore; allo stesso modo, il diritto alla proprietà non è da intendersi come diritto ad avere per forza una casa, ma come diritto ad esserne un potenziale possessore. Entrambi i diritti, però, non hanno motivo d’esistere dal momento stesso in cui una costituzione statuisca la libertà dell’individuo.

      • Tito Livio says:

        Il diritto al lavoro non corrisponde assolutamente alla pretesa di lavorare per legge (Stato mi trova il lavoro).
        Devono esservi le condizioni affinchè i soggetti possano lavorare e tale posizione deve essere tutelata per evitare discriminazioni sul posto di lavoro inoltre tutti hanno diritto
        ad un salario che permetta loro di vivere ovvio non deve essere tutto dovuto a prescindere ma il tutto deve essere inserito in un sistema intelligente (che in Italia non c’è).
        Avere un esercito di disoccupati non conviene, nemmeno avere una moltitudine di persone che vivono con due spiccioli al mese anche se lo dice il Dio mercato libero (da che? ).

        • Luigi says:

          Hai detto giusto, “non conviene”. A chi? Si parla sempre con forme impersonali per riferirsi forse alla ricchezza nazionale o persino al c.d. bene comune, ma a chi deve convenire sono gli individui.
          Il libero mercato non è un’entità a sé stante che vuole qualcosa. Possiamo chiamare libero mercato la libera interazione tra individui, tutto qui. La disoccupazione attuale è stata causata anche da politiche che impongono un certo tipo di rapporto tra lavoratore e datore di lavoro, che impedisce al lavoratore di offrire la propria forza lavoro per un salario anche di 1 euro più basso al consentito per legge.
          L’esistenza di un mercato nero del lavoro è la testimonianza vivente che la legge sul lavoro è sbagliata, perché gli individui, arrivando a creare un mercato nero che nel suo insieme vale circa 1/3 del PIL nazionale, hanno dimostrato che lo Stato non sa cosa sia conveniente o meno. In altre parole, quel mercato nero altro non è che il frutto della vera e libera interazione tra individui, e funziona benissimo perché cresce ogni anno di più senza i lacci dello Stato a rubare ricchezza.
          E’ vero che la disoccupazione cresce, ma quanti dei presunti disoccupati sono davvero senza lavoro? Se la disoccupazione fosse effettivamente su certi valori, metà della popolazione starebbe davvero morendo per fame.

          http://saint-jacobus.blogspot.com/2013/05/leffetto-benefico-delleconomia-sommersa.html

    • Aquele Abraço says:

      La sinistra, se rimane ancorata all’ideale del solidarismo integralista imposto per legge (concetto cui persino il cristianesimo è contrario, lasciando agli uomini il libero arbitrio) renderà il consorzio umano simile a quelli degli insetti sociali, organismi privi di coscienza, per quanto ammirevoli e laboriosi.

  5. Unione Cisalpina says:

    makkè socialista … è roba dimafia pelsgika gestito da levantini …

  6. michela verdi says:

    La tragica realtà è che il 65% di tassazione non serve affatto ai servizi per chi ne ha realmente bisogno! Facciamola finita con questa favola. C’è gente che assiste anziani gravemente malati in casa, che paga medicine costosissime, che è alla disperazione. Che lo Stato si tolga dai piedi. Va riorganizzata tutta la società civile. Su basi volontarie e comunali.

  7. Mauro Cella says:

    Friederich Hayek aveva già previsto agli inizi degli anni ’70 che “L’ossessione del mondo occidentale per la cosidetta giustizia sociale ne provocherà la scomparsa”.

    Piacerebbe a tutti vivere in un mondo in cui si ha “diritto” ad un buon stipendio, a cure mediche gratuite, ad una pensione generosa etc ma, onestamente, chi ci crede davvero? Sappiamo bene che, dal momento che ogni risorsa è limitata e quindi intrisecamente scarsa, non è assolutamente possibile.

    Purtroppo l’Italia è tuttora vittima di una certa mentalità contorta che fa venire alla mente la vecchia barzeletta russa sulla disoccupazione (“Grandi notizie, compagni! Il Partito ha finalmente risolto il problema della disoccupazione!” “E come è possibile, Alexei Dimitrovich?” “Pagano un gruppo di uomini per scavare una fossa ed un altro per riempirlo”), ovvero sia che lo Stato possa magicamente creare posti di lavoro, magari ben retribuiti, semplicemente producendo un pezzo di carta.
    Giancarlo Pagliarini lo fece astutamente notare anni fa, commentando sul Primo Articolo della Costituzione, che sosteneva essere nato col solo scopo di tenersi buono il PCI con una frase assai fumosa.
    Il PCI non c’è più da un pezzo ma quella frase fumosa continua ad avere una nefasta influenza, specie tra chi vuole ottenere facili consensi cavalcando il dramma attuale della disoccupazione.
    Che non si risolverà facendo appello ai diritti o scavando e riempiendo fosse.

    • luigi bandiera says:

      Mauro,

      c’e’ anche questa: operaio, tu lavora che io magno.

      Va detto subito che la ricchezza e’ distribuita molto male.

      Il divario tra il primo e l’ultimo e’ troppo grande e genera insurrezione. Il malcontento passa solitamente, ma non il senso di trovarsi SFRUTTATO..!

      E come mi capita spesso devo dire che io scrissi:

      se tra i datori di lavoro e i loro operai non vi sara’ un collegamento, tipo famigliare, NON si andra’ da nessuna parte..!!

      Invece, tra kaste e o kategorie c’e’ una sorta di accordo, ma tra queste e gli altri (I BASSI), trattati da servi o da schiavetti, NIET..!

      E QUESTO E’ IL MALE..!

      L’EGOISMO GENERA DIVERSE MALATTIE SOCIALI…

      QUALI..??

      LE VEDIAMO SE VOGLIAMO VEDERLE, altrimenti: ALLA VIA COSI’, VERSO IL BARATRO PER LA SOCIETA’..!!

      SALAM

      PS:
      lo so, parole al vento…
      Ma le doppie sono apposto..??
      No, quello conta molto per risolvere i problemi, specie talibani…

      MERRRDDD..!!!!

  8. luigi bandiera says:

    Tutti i tririnkoglioniti specie se mantenuti dal sistema, cercano di difenderlo sto stato seminando humus passato per cultura e altre balle varie.

    Bisogna stare attenti…

    BISOGNA abiurare la pseudo cultura taliana.

    E il mio pensiero corre ad Algeri…

    Si puo’ fare un bel paragone, non Gianluigi, con la repubblica italiana con, prima del 1954, la repubblica francese..!

    VENETHO = ALGERIA

    ALGERIA e FRANCIA (REPUBBLICA FRANCESE)
    VENETHO e ITALIA (REPUBBLICA ITALIANA).

    Non dovrebbero servire altre stronx per spiegarci su come agire.

    La strada e’ IDENTICA…

    O si seguono le vie pacifiche, come la Cecoslovacchia, o le vie algerine.

    Star qua a disquisire sulle doppie e triple fa solo perdere tempo. Sono azioni di disturbo e basta sebben misere.

    I trattati vari che sembrano a pro popolo, invece, sono sempre li’ per tutelare i POTENTI..! Infatti, il POPOLO NON E’ MAI STATO SOVRANO..!

    Quindi bisogna prima pensare a noi nel senso di dare la sveglia, poi ai talibani che seminano menzogne ad ogni loro pie’ sospinto.

    OCIO A TUTTO QUEL CHE PASSA PER CULTURA e AFFINI..!

    I MESSAGGI SUBLIMINALI SONO SEMPRE IN AGGUATO..!

    AUGURI e, PREGHIAMO..!

    NEANCHE DIECI ANNI E L’ALGERIA FU INDIPENDENTE PERCHE’ E’ VALSO IL DETTO: VOLERE E’ POTERE..!

    SALAM

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