Guerra e pace secondo Bergoglio. In fuga dalle multinazionali d’Africa

di MARCELLO RICCIStrolling Lions Stop Traffic

Francesco  Bergoglio  ha detto, ovviamente facendo riferimento all’invasione di clandestini, che fuggono perché “cacciati dalla loro terra”. Affermazione esatta.

Sono cacciati. Fuggono da guerre e persecuzioni. Esatto, ma da chi sono fomentate? Nessuna guerra è spontanea. Omettere la ricerca delle cause, significa perpetuare l’esodo. Tutte le guerre grandi o piccole hanno un incipit legato a motivi che possono essere i più vari, a volte futili. Quando quote consistenti di persone abbandonano la propria terra con una continuità e una progressione, senza eguali nella storia recente, il fatto non può essere liquidato sic et simpliciter.

In assenza di cataclismi naturali oltre al doveroso accoglimento dei perseguitati politici, si ha il dovere di cercare le cause  e le ragioni che inducono queste persone a fare un salto verso l’ignoto, correndo rischi anche mortali. Non è Bergoglio uno sprovveduto che vede l’effetto, ma non ne cerca le cause. Semplicistico il concetto di accoglienza imperniato sull’aggiunta di qualche cucchiaio di acqua alla minestra. Forse ritiene di essere in grado di ripetere il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Si pone in dubbio anche la sua vocazione ecologica che lo ha portato a difendere l’ambiente offeso dal superaffollamento e dalla desertificazione.

Difende i clandestini, ma non pone lo stesso impegno nel porsi al fianco dei cristiani, massacrati, vilipesi e offesi nelle più svariate parti del mondo. A Bergoglio è passato mai nella mente che da un continente ricchissimo di risorse d’ogni genere e specie, i legittimi proprietari delle stesse sono cacciati dagli storici professionisti grassatori? E’ forse il ricorso storico della conquista delle Americhe e la fine della popolazione indigena? Bergoglio conosce le multinazionali, i potenti stati merceologici, i  “guardiani del mondo” che nella realtà sarebbe più corretto definire i “secondini del mondo”? C’è forse un nascosto ma tenace legame tra Londra e la Città del Vaticano? Il colonialismo, mutato in turbo-capitalismo con sede a Londra e  uffici operativi a Washington, quali convergenze ha con il Vaticano? Ma nessuna, ovviamente… E allora si parli a voce alta….

Bergoglio, anche se gesuita,  di fronte al grande pubblico di fedeli, turisti e curiosi che ogni domenica affolla piazza S. Pietro, lanci l’idea semplice è risolutiva di tutti i problemi che attanagliano il Continente Nero  “Tutto quello che è estratto, coltivato o pescato in Africa  può essere esportato solo come prodotto lavorato. “E’ un’idea semplice, ma non banale, capace di porre fine alla miseria dove c’è ricchezza e può ridare la dignità umana alle persone a cui è stata tolta. A qualcuno non piacerà , certamente  a quel suo cardinale che vive in un lussuoso appartamento di 600 mq con affaccio su Piazza s. Pietro e alla Caritas, ma ricordi che ogni azione produce una reazione eguale e contraria e chi tira troppo la corda la rompe.

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2 Comments

  1. Padano says:

    La rabbia e il Bergoglio.

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