Guerra delle valute: l’Euro che si apprezza preoccupa tutti

di REDAZIONE

Questa volta non e’ la debolezza dell’euro a preoccupare l’Eurozona, ma la sua forza: l’euro ‘forte’ spaventa gli europei perche’ rende molto piu’ difficile gli export e quindi allontana crescita e ripresa. Tanto che i Paesi del G7, in vista della riunione del G20 di Mosca del fine settimana, starebbero preparando un comunicato per riaffermare l’impegno a tassi di cambio ”determinati dal mercato” in risposta ai timori di ‘guerra delle valute’. La Francia e’ in prima linea nella battaglia, e si spinge fino a chiedere una politica dei cambi, mentre la Germania e’ piu’ cauta ma oggi il ministro delle finanze Wolfgang Schaeuble apre ad una soluzione comune al G20 per contrastare una ”flessibilita” dei cambi che riconosce ”sempre negativa”.

L’euro ha guadagnato piu’ del 10% in sei mesi, portandosi ad 1,37 sul dollaro. Ed e’ stato il presidente francese Francois Hollande a chiedere per primo una politica dei cambi perche’ ”la moneta unica non puo’ fluttuare secondo gli umori del mercato”. All’eurogruppo e’ stato il suo ministro dell’economia, Pierre Moscovici, a sollevare la questione in vista del G20, dove l’Europa arrivera’ con una posizione comune. ”I movimenti erratici dei cambi hanno conseguenze negative sulla crescita e quindi siamo d’accordo nell’Eurogruppo che la questione vada sollevata al G20”, ha detto al termine della riunione. Secondo il ministro, l’euro ‘forte’ provoca enormi danni alla ripresa: un apprezzamento del 6% ha un effetto depressivo sulla crescita dello 0,3%, e in un momento di recessione per la zona euro significa aggravare gli sforzi di risanamento dei Paesi. ”Non serve la guerra delle valute – ha spiegato Moscovici – ma serve un approccio comune per stabilizzare i cambi”. E la posizione comune sara’ presentata al G20, mentre anche il G7 prepara un comunicato che riaffermerebbe l’impegno a ”non utilizzare politiche tese ad orientare i cambi”.

Le distorsioni presenti sul mercato dei cambi rappresentano ”una preoccupazione”, ha detto il ministro dell’Economia Vittorio Grilli in un’intervista al Wall Street Journal. Grilli insiste perche’ anche altre valute, oltre all’euro, seguano le quotazioni di mercato. Ma c’e’ anche chi soprattutto in Germania, Paese il cui export non e’ toccato dall’apprezzamento dell’euro, nega il problema: ”Gli ultimi indicatori non segnalano una seria sopravvalutazione dell’euro nonostante il suo recente apprezzamento”, ha detto Jens Weidmann, presidente della Bundesbank tedesca e membro del consiglio Bce. ”Il corso dei cambi deve essere basato sul mercato”, ha ribadito il membro tedesco del board della Bce Joerg Asmussen. L’eurogruppo ha comunque deciso di riportare tutto ”nel luogo piu’ giusto”, cioe’ il G20, mentre la riunione di oggi si e’ concentrata su altre questioni in sospeso della zona euro: Cipro, ma una decisione sugli aiuti e’ attesa solo a marzo, e la ricapitalizzazione diretta delle banche da parte dell’Esm: da oggi si discute anche l’ipotesi di mettere un ‘tetto’ alla capacita’ dell’Esm, perche’ il timore e’ che le banche prosciughino le sue casse rendendolo inutilizzabile per le emergenze degli Stati.

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One Comment

  1. fabio says:

    l’euro precipita meno velocemente di altre valute sconvolgendo l’economia che lo deve sopportare in minor misura di altre aree valutarie, ma questo non vuol dire che l’euro si apprezza o che l’economia ‘vada bene’ o addirittura un fantomatico guadagno.
    Invece di fornire al drogato 40 dosi d’eroina al giorno gliene danno 30 mentre altri ne assumono 45… e dove sarebbe il guadagno o il vantaggio??

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