Guerra continua alla Devolution. Dal Po ai Baschi, alla Catalogna, con la magistratura

di GIULIO ARRIGHINIPAESI BASCHI

Il vizio di reprimere le rivendicazioni di libertà è un fatto storico, il potere usa tutti gli strumenti in suo possesso per non cedere un pezzo della sovranità conquistata con tutti i mezzi. Inutile ricordare l’unità d’Italia come archetipo di questo processo. Ma mentre attendiamo di sapere come procederà la conquista dell’autodeterminazione in Catalogna, come riuscirà Mas a mettere insieme i pezzi delle realtà indipendentiste per un solo cartello da portare al voto, ricordiamo i fatti più recenti proprio in Catalogna.

I magistrati spagnoli promuoveranno un’azione legale contro il presidente della Catalogna. Il procuratore generale della Spagna, Eduardo Torres Dulce, – come avevamo già scritto a suo tempo – ha ipotizzato i reati di disobbedienza, abuso d’ufficio, usurpazione di funzioni e malversazione di fondi pubblici nell’ambito delle indagini sulla consultazione non vincolante, alternativa al referendum sull’indipendenza, del 9 novembre scorso.

Ma è l’unico episodio?

Le camicie verdi

Ma certo che no. All’indomani della simbolica dichiarazione di indipendenza della Padania a Venezia, sul Po, arrivarono gli uomini della Digos in via Bellerio a Milano, sede della Lega Nord. Il processo alle camicie verdi, 35 indagati, sta per iniziare proprio ora a Bergamo, sede dove territorialmente è stato spostato il processo. Dopo 18 anni, si è ancora lì a discuterne e a non sapere come finirà.

La Catalogna, la Lombardia, il Veneto

Il premier spagnolo Rajoy si è detto pronto a “dialogare” sulla questione catalana, ma non a mettere in discussione la sovranità nazionale o a trattare sul diritto all’autodeterminazione, non previsto costituzionalmente. Niente di diverso da quanto fatto fino ad oggi dai governi italiani. Il premier Renzi non si è tirato indietro nel respingere e quindi rinviare alla Consulta, il referendum consultivo veneto sull’indipendenza. L’altro giorno il nostro quotidiano ha ricordato proprio la nuova presa di posizione del governatore Zaia, per percorrere anche la strada della specialità regionale, richiesta che nella forma verrà proposta dalla giunta Maroni attraverso un altro referendum consultivo. (Vedi anche qui: http://www.lindipendenzanuova.com/zaia-come-maroni-dallindipendenza-alla-regione-a-statuto-speciale/).

La guerra di Zapatero ai Baschi

Ve la ricordate la svolta socialista con Zapatero? Che fece il premier socialista spagnolo? Ricordate quando il tribunale supremo spagnolo cancellò dalle liste elettorali la formazione indipendentista Aukera Guztiak perchè considerata prosecuzione del disciolto partito secessionista  Batasuna? La questione non era se venisse o meno confermata la presenza della formazione politica alle elezioni, contava che il governo socialista si Josè Luis Rodriguez Zapatero aveva respinto le richieste di autonomia che provenivano dai baschi. Zapatero era stato il primo a erigere delle barricate e la via giudiziaria era la più efficace per mettere fuori legge un partito politico indipendentista e impedire che in Euskadi si potesse formare un governo e una maggioranza con sole forze politiche basche.

Un progetto,una decina di anni fa, per una sorta di “secessione istituzionale”, fu tentato tra i partiti ma la Cortes bocciò il cammino. Ci fu un tentativo di dialogo, Zapaterò invitò ad un tavolo il collega basco per una revisione dello Statuto di Guernica del 1979, che regolava il sistema delle autonomie…

Nel maggio del 2003, alla tornata di elezioni amministrative, gli indipendentisti radicali, dopo la messa al bando di Batasuna, provarono a dar vita ad un “portale” politico, Autodeterminaziorako bilgunea o Aub, (Forum per l’autodeterminazione) con 90 mila firme certificate raccolte in breve tempo.

Ebbene, il tribunale annullò le candidature di AuB ma il movimento invitò comunque gli elettori la scheda del partito nell’urna anche se il voto sarebbe stato nullo. Aderirono in 160mila che, fatte le debite proporzioni, in Italia avrebbe voluto dire 4 milioni di schede, quanto il partito avrebbe raccolto se il voto fosse stato comunque considerato valido.

Anche a noi serve quel coraggio. Ma oggi esiste ancora la possibilità di un fronte comune indipendentista?

Segretario Indipendenza Lombarda

 

 

Rajoy ha risposto in Parlamento alle richieste avanzate dal Partito Socialista di una riforma costituzionale in senso federalista, invitando il Psoe a “lasciar perdere gli slogan”; il premier ha poi confermato la visita in Catalogna fissata per il 29 novembre prossimo, senza tuttavia precisare l’agenda. Non è infatti chiaro se Rajoy incontrerà o meno il presidente regionale catalano, Artur Mas: al momento è infatti prevista unicamente la partecipazione ad un comizio del suo partito, il conservatore Partido Popular.

 

Cresce il fronte indipendentista

Nei giorni scorsi Rajoy aveva minimizzato l’esito del “processo di partecipazione popolare” sull’indipendenza catalana del 9 novembre scorso, insistendo sul fatto che due catalani su tre non sono andati alle urne. D’altra parte – non considerando un astensionismo tradizionalmente piuttosto elevato – il fatto che 2,3 milioni di persone siano andate a votare malgrado la consultazione fosse solo simbolica, in parte illegale e in condizioni logistiche non facili non è un dato trascurabile, così come il fatto che l’80% degli elettori si sia espressa a favore di uno Stato catalano indipendente. La tattica attendista di Rajoy non ha fatto altro che aumentare l’insoddisfazione dei catalani e rafforzare il fronte indipendentista, prima nettamente minoritario rispetto ai nazionalisti: di fatto l’opzione di uno Stato catalano proprio (anche se non necessariamente indipendente dalla Spagna) appare oggi maggioritaria.

E’ muro contro muro

A un anno dalle elezioni politiche e con i conservatori in forte calo nei sondaggi, tuttavia, difficilmente Rajoy potrà permettersi di mostrarsi debole o troppo conciliante agli occhi del suo partito e dei suoi elettori, eredi della destra franchista e ideologicamente fautori del centralismo. Questo renderà difficile lo sbocco più sensato della crisi, ovvero un negoziato che porti ad aumentare – soprattutto dal punto di vista fiscale – l’autonomia catalana pur senza arrivare all’indipendenza. Mas da parte sua cercherà di trasformare la questione da spagnola ad europea, ma può anche minacciare il ricorso anticipato alle urne per un voto plebiscitario, elezioni regionali dalle quali verosimilmente uscirebbe una maggioranza non solo nazionalista ma indipendentista: il che complicherebbe ancora di più la situazione per Madrid, esacerbando il muro contro muro e chiudendo la porta ad una soluzione di compromesso come ad esempio la riforma costituzionale proposta dal Psoe.

– See more at: http://www.lindipendenzanuova.com/la-magistratura-spagnola-ha-denunciato-mas-processo-alla-catalogna/#sthash.JoJVnXrK.dpuf

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9 Comments

  1. Castagno 12 says:

    Rispondo a LUIGI BANDIERA – 19.1.15 at 1:01 am

    Il rifiuto di chi non vuole più ricevere i miei scritti, non cosituisce un problema per me, non tocca la mia persona: un disturbo di meno.
    Ma per le nostre speranze di salvezza, è una botta negativa, anche se prevedibile.
    Ovviamente, mi riferisco agli scritti che informano, non agli sfoghi personali.
    Il rifiuto alla informazione – CHE CONTA – genera poi strategie e azioni inevitabilmente sbagliate.
    Gli individui che non vogliono sapere confermano la validità di ciò che ho scritto l’altro giorno:
    “IL POPOLO E’ SORDO PERCHE’ NON VUOLE SENTIRE”.
    I “bimbi” rifiutano le notizie sgardevoli che impongono azioni decise e preferiscono sognare e aspettano ciò che hanno chiesto E CHE NON ARRIVERA’
    Intanto, nell’attesa del nulla, STIAMO AFFONDANDO !

    • luigi bandiera says:

      Castagno…
      avere solo lodi non fa progredire.
      L’avere, invece, delle critiche fa da stimolo e fa far meglio, da sempre.
      Purtroppo gli italiani, detti talibani, hanno quel vizio: la CENSURA DEMOKRATIKA. (tutto e’ demokratiko in italia).
      E’ come nell’edilizia no: ce’ o no il “bastian contrario”? (ASSISTENTE CONTRARIO, un geometra o un ARCH o un ING.).
      Senza di quello i lavori potrebbero risentirne: non sarebbero fatti “ad opera d’arte”..!
      Ma siamo nel mondo dei trikoloriti e spesso usano la ghigliottina sugli interventi. Le scuse sono varie ed eventuali… cioe’ prese alla bisogna.
      A noi non fanno ne caldo e ne freddo, ma a loro si che fanno. Infatti, verranno PESATI e GIUDICATI per poi essere pagati o rimborsati con la loro stessa moneta.
      Non invento mai nulla…
      Sim sala bim

      PS:
      quando si trova la parola DEMOCRAZIA, in questo stato, bisogna intendere per cui leggere DITTATURA o TIRANNIA..!
      Lo vuole la ANORMA corrente..!

  2. luigi bandiera says:

    I poteri dello stato si sa quali sono e tra i piu’ POTENTI vi e’ quello della magistratura con le sue varie corti.

    Ora, pensare che essa sia sorda e cieca mi sembra un po’ troppo da distratti. Per non dire altro.

    Lei e’ molto vigile e attenta a che lo stato e STATUS non subisca colpi mortali.

    Se non capiamo questo possiamo pure starnazzare in omni direzione che non succedera’ NULLA..! Anzi, subiremo e basta..!

    Negli imperi la magistratura era al servizio del RE. In democrazia (il popolo e’ RE) non e’ al servizio del popolo ma dello stato e STATUS e quindi andra’ anche contro il volere del popolo (il RE) se questi mira alla disgregazione dello stato e STATUS.

    Alla corte suprema non si comanda..! E’, in effetti il VERO SOVRANO..!

    Il popolo puo’ approvare leggi a iosa ma se alle corti non vanno giu’ si fermano lì..!

    AMEN

  3. Castagno 12 says:

    Purtroppo, da parte di chi dovrebbe utilizzare al meglio l’enorme mole di lavoro che svolge la Redazione di questo Quotidiano, troppo spesso arrivano danni e incomprensioni.
    In molti casi chi dovrebbe collaborare e diffondere i vostri scritti e le informazioni, nei fatti, rema contro: per ignoranza o perchè, fermamente convinto (nel suo delirio) che sia imminente il raggiungimento di ciò che ha chiesto (A CHI ?): LA SOVRANITA’.
    Ogni tanto io mando (via e-mail) alcuni dei miei commenti qui postati.
    Mi hanno detto che non vogliono più riceverli:
    1) Un esponente della LIFE di Padova
    2) La Segreteria e due militanti di “Indipendenza Veneta”
    3) Tre iscritti alla Associazione “Imprese che Resistono”:
    Se a questi aggiungiamo quelli che non leggono e buttano, e quelli che non capiscono, EVVIVA !
    Prendiamo atto che la maggioranza delle persone che potrebbe e dovrebbe REAGIRE AL SISTEMA (Movimenti, Associazioni e popolazione) HA UN COMPORTAMENTO INADEGUATO E SCADENTE.

  4. loris54 says:

    “qui ce bisogno di una rivoluzione ma mancano i rivoluzionari”,non è farina del mio sacco ma condivido.

    • Castagno 12 says:

      Guardi che la “Scuola di Pensiero” che lei condivide, è completamente fuori strada.
      Bastava leggere e capire anche ciò che ho scritto recentemente.
      La rivoluzione, non è realizzabile e, comunque, farebbe altri danni non portando soluzioni radicali.
      Si può e si dovrebbe agire nel rispetto della Legge, ma con determinazione, con costanza e dovremmo raggiungere un numero consistente di persone disponibili a cambiare le loro BALORDE abitudini, anche quotidiane
      L’ipotetica percentuale delle persone “UTILI” sarebbe inferiore al 50% della popolazione attiva.
      Un 50% è costituito dai mantenuti e da quelli che sopravvivono perchè legati AL SISTEMA.
      Se dell’altra metà togliamo gl’incapaci, gl’indolenti e quelli che non capiscono, restiamo veramente in un numero esiguo.
      Se la SVEGLIA e le DISPOSIZIONI non arrivano dai gestori dei Movimenti Indipendentisti, BUONANOTTE !
      Purtroppo il suo commento non porta novità e ripesca una SOLUZIONE DA DISCARICA !

  5. Castagno 12 says:

    Ancora tanta, tanta cronaca, avvenimenti, storia e critiche.
    Però i soli articoli di questo tenore sono ininfluenti su ciò che si dovrebbe fare, anche nel quotidiano, A NOSTRA DIFESA.
    Ma all’informato articolista, GIULIO ARRIGHINI, non scappa qualche doveroso suggerimento a beneficio degli indipendentisti ?
    Perchè non indica loro ciò che si deve fare per NON fornire aiuto ne sostegno al Sistema ?
    Ormai anche i sonnolenti hanno capito il riprovevole comportamento di Lorsignori.
    Ed i convegni, le riunioni, le analisi hanno solo la funzione di intrattenimento e nulla più.
    Io ho ripetutamente fornito indicazioni comportamentali.
    Arrighini non poteva attaccarsi a qualche commento, prendere posizione e dire qualcosa ?
    Sono cose giuste oppure sbagliate, quindi fate dell’altro.
    NO ! Silenzio. Arrighini, come Bernardelli, riguardo a ciò che si deve fare e anche riguardo ad alcune cose che dovrebbe dire, è riservato, taciturno, impenetrabile …..

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