Canarie, los Guanches orientavano con le stelle i luoghi di culto

di REDAZIONE

Nelle Canarie gli antichi abitanti mettevano in relazione il tramontare del sole, della luna e dei pianeti e delle stelle con elementi del paesaggio delle isole e del loro profilo orografico sull’oceano. Per questo motivo, alcuni siti archeologici sono sorti guidati e allineati astronomicamente, per organizzare calendari, attività di produzione alimentare, pratiche sociali e credenze. Nel “paesaggio delle credenze” c’è chi sostiene che le società native dell’arcipelago hanno avuto una sorta di “porta aperta con le stelle” che gli permetteva, osservando il cielo, di mettere in relazione elementi astrali con punti terrestri. In questi luoghi hanno costruito templi e punti di osservazione, santuari e persino cimiteri, e li mettevano in relazione con le stelle, evidenziando elementi del territorio, montagne, scogliere, vulcani, rocce e anche alcune delle isole vicine.

Come indicato dall’archeologo José Juan Jiménez, secondo la visione che coinvolge etno-astronomia e archeo-topogra a è ora più evidente che il nativo condizionava il suo divenire attraverso l’osservazione astrale, al  ne di organizzare la propria esistenza ai  ni produttivi, riproduttivi, sociali e ideologici. Non venivano utilizzati solo il Sole e La luna, ma anche pianeti come Venere e stelle come Sirio, Canopo e Fomalhaut. Gli elementi astronomici servivano per organizzare il calendario, dato che alba e tramonto si ripetono ciclicamente e, quindi, aiutano a contare il tempo, ad organizzare il processo produttivo e riproduttivo delle persone, degli animali e delle piante. Dallo sviluppo del modello di calendario si può capire il tipo di attività produttiva delle società antiche,per quando gli edifici o altri elementi strutturali sono orientate al solstizio d’inverno di solito predomina la coltivazione, mentre se si combinano l’equinozio di primavera e il solstizio d’estate, va pensata un’organizzazione basata sull’agro-pastorizia, cosa che deve necessariamente poi essere confermata dai ritrovamenti archeologici disponibili. Si può dire, quindi, che la base religiosa delle società stesse si è organizzata basandosi sull’osservazione astrale, perché, in ogni caso, le divinità erano legate a specifici elementi astronomici. Pertanto, i primi Dei sono stati idealizzati e posti nel  firmamento, confermandosi poi l’esistenza attraverso la luce che emanavano.

Esempi di questo legame tra etno-astronomia e archeo-topografía possono essere soprattutto alcuni antichi insediamenti come El Julan a El Hierro, il sito rupestre di Masca a Tenerife, l’Almogaren di Bentayga a Gran Canaria, il sito di La Fortaleza a La Gomera, il Lomo di Lajitas a La Palma e ovviamente Esmeralda a Fuerteventura. Per quanto riguarda le necropoli, il grande tumulo di La Guancha a Gáldar in Gran Canaria, un monumento con 42 fosse di sepoltura a forma circolare, è orientato al sorgere del sole nel solstizio d’inverno, mentre alla Gomera i siti archeologici di Garajonay e delle Toscas del Guirre sono orientati in direzione del tramonto del sole nel solstizio d’inverno.

Tratto da LEGGO TENERIFE

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One Comment

  1. Alberto Pento says:

    Gràsie.

    Dansa e spasio sagri de li etruski e de li shamani

    https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnRLQEo4YXgtNnNXbDYxekU/edit?usp=drive_web

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