Guadagnini: “Pablo, con te Podemos!” Apertura di Iglesias sul referendum per l’indipendenza della Catalogna.

CATALOGNAriceviamo e pubblichiamo

di ANTONIO GUADAGNINI – Le cosiddette ‘forze anti-sistema’ si stanno affermando in tutta Europa. Grande preoccupazione. Ultimo, in ordine di tempo, il successo di Podemos in Spagna, seguito, tra gli altri, a quello degli indipendentisti scozzesi, di Orban, di Syriza, della Le Pen, dei nazionalisti corsi. Qualcosa non va nella vecchia Europa. In effetti… il sistema di potere che la governa ha passato gli ultimi vent’anni a discutere, cincischiare, non decidere. I leader dei grandi stati nazionali non hanno mai assunto un approccio europeo e hanno usato lo strumento Europa per fare i propri interessi nazionali; non facendo in questo modo del bene né all’Europa né a se stessi. Basti pensare all’atteggiamento assunto durante la crisi economica: ognuno pensava al proprio tornaconto e cercava di scontare il proprio interesse presso gli altri; se non ci fosse stata l’ostinata determinazione di Draghi l’Unione sarebbe già in frantumi.

La mancanza di risposte agli enormi problemi emersi in questi anni ha di fatto esaurito la pazienza e la fiducia dei cittadini europei verso le loro classi dirigenti. È chiaro che se un sistema non funziona più, chi lo critica ha buone possibilità di emergere. Quale è il limite del vecchio sistema? La logica che lo governa: l’Unione in realtà non è un’unione, ma una sommatoria di parti, litigiose. I grandi, ma obsoleti, stati ottocenteschi non sono mai riusciti a superare la logica dell’interesse nazionale, non hanno mai considerato i loro cittadini come europei, ma sempre come francesi, tedeschi, italiani, spagnoli, inglesi, ecc. Dopo tutto, tali nazioni sono nate per competere l’una contro l’altra e la genetica lascia l’impronta.

L’idea di riunirsi è venuta – quasi come riflesso condizionato – dopo lo shock della seconda guerra mondiale. La road map che doveva portare all’unificazione è stata solo una raccolta di buone intenzioni. E i nodi sono arrivati al pettine. Il principio che governa lo ‘stato nazionale sovrano’ è sostanzialmente quello partorito dal razionalismo francese e dall’idealismo tedesco, che postula la supremazia del ‘collettivo’ sull’individuale. Lo stato è superiore e comanda sulla persona. ‘L’interesse nazionale’ prevale sull’interesse individuale, quest’ultimo si deve uniformare al primo. E’  solo perseguendo l’interesse dello stato che si fa l’interesse di tutti. Lo stato esercita il ‘potere sovrano’ – un potere enorme – nell’interesse collettivo. Lo stato è un soggetto unitario completo e intangibile.

Se c’è una speranza di unire i popoli europei, essa poggia sul superamento di questo vecchio arnese ideologico.

Oggi, le ‘forze anti-sistema’ si dividono in due squadre: quelle convinte che il vecchio arnese abbia solo bisogno di una rinfrescatina, e quelle che lo vogliono portare in discarica. L’apertura di Pablo Iglesias sul referendum per l’indipendenza della Catalogna è la prima rondine di una nuova primavera. In effetti, forze politiche europee che difendono a denti stretti il LORO diritto di autodeterminarsi ce ne sono diverse; allora qual’è la differenza di Podemos? La differenza è sostanziale: Iglesias è il primo politico che si candida alla guida di uno stato nazionale a contemplare la possibilità di un referendum secessionista per una ‘regione’ dello stato stesso:  GIGANTESCO! (la concessione obtorto collo del referendum scozzese da parte di Cameron è un’altra cosa).

L’idea è: ‘che siano spagnoli tutti quelli che si sentono spagnoli; non più: ‘sono costretti ad essere spagnoli tutti quelli che sono nati dentro allo stato spagnolo’ (Il principio per il quale una persona che nasce da genitori schiavi debba continuare ad essere schiava è stato superato negli Stati Uniti tanti anni fa). L’idea è rivoluzionaria, nel senso etimologico del termine, in quanto vengono ribaltati – nei fatti e non nella teoria – i rapporti di dipendenza tra gli elementi del sistema: non più lo stato sopra l’individuo, ma l’individuo sopra lo stato. La teoria liberale diventa prassi politica.

Oltre ad essere un grande passo della comunità europea verso la civiltà, esso rappresenta il cambio di paradigma necessario per ripensare l’Unione europea e ricostruirla su basi nuove e soprattutto solide. Non c’è altro modo di riunire l’Europa se non quello di concepire il cittadino europeo, ma per ottenere ciò  bisogna superare le cittadinanze dei vecchi stati nazionali: le due cose sono incompatibili. È solo lo spagnolo che si sente spagnolo, l’italiano che si sente italiano, il Catalano, il Veneto, che può scegliere di sentirsi nel contempo europeo, proprio in virtù della possibilità di scelta che il nuovo paradigma gli fornisce. La libertà fa miracoli.

Dall’Europa degli stati e delle nazioni all’Europa delle persone e dei popoli. È meraviglioso, devo dire che quando ho letto le dichiarazioni di Iglesias – che per il resto è lontano da me anni luce – ho provato gioia e un grande senso di ammirazione.

Pablo, vai avanti con determinazione, noi siamo con te perché sappiamo che Podemos.

Antonio Guadagnini

Consigliere regionale

Indipendenza Noi Veneto

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7 Comments

  1. Giancarlo says:

    Errata corrige: pletora e non pletoria……

  2. Giancarlo says:

    Un Veneto che entra nelle istituzioni italiane lo fa solo per la carega e per i soldi.
    Di ideali in Giunta e Consiglio regionali non ce ne sono mai stati, salvo casi rari come il consigliere Ettore Baggio che ha fatto di tutto e di più, ma da solo……….
    Adesso Roma si appresta a ridurre i poteri delle regioni, dopo quelli delle Provincie e taglia i Comuni più che può. Quando ci sono scandali di tutti i generi o disastri ambientali lo stato non esiste più se non per dare dell’elemosina. ARRANGIATEVI è lo slogan non detto e taciuto.
    E’ vero quello che scrive Caterina. Il Veneto e i Veneti hanno già deciso tutto nel silenzio assordante di roma e dell’italia che come al solito non sa chi siano i Veneti se non per spremerli come limoni con tasse e sopratasse e tasse creative o assurde.
    Bene, allora la vedremo chi riderà per ultimo. La guerra delle carte e giuridica è già iniziata e prima l’italia se ne farà una ragione meglio sarà perché adesso siamo già a chiedere i danni per 600 miliardi……di cosa?
    Di tutti i soldi pagati in più rispetto ai servizi ottenuti ( si fà per dire), anzi pagati dai VENETI da che esistono avanzi fiscali Veneti nei confronti di Roma che vuole tutto e poi centellina la sempre parziale restituzione…..così non può e non potrà continuare.
    Farla finita è un imperativo ormai per i Veneti che in 2.300.000 hanno votato il referendum digitale certificato ben due volte sia in campo italiota che internazionale.
    Auguro a tutti i Veneti un 2016 meno italiano e sempre più Veneto perché come cadrà questa Europa, cadrà anche questa italia dei senza morale e dei senza etica ma solo una pletoria di persone che lavorano dentro lo stato solo per rubare ed approfittarsi di tutto e di tutti con l’aiuto di coloro che da fuori lo stato si lasciano convincere che pagando mazzette si possa lavorare e guadagnare di più !!!!
    Che Dio possa non avere tutta la sua misericordia per questi ladri incalliti che con il loro modo di vivere condannano milioni di persone a vivere male o senza speranza.
    WSM semper !!!!

  3. Padano says:

    Articolo immenso.
    Credo che dovrebbe diventare parte della Carta per gli Europei.

    Io sono un Padano che non vuol essere Italiano, ma vuol essere Europeo.

  4. Padano says:

    Io sono Piemontese, ma mia nonna era Veneta. Se il Veneto diventa indipendente posso chiedere la cittadinanza?

    • caterina says:

      A votare l’anno scorso erano ammessi gli iscritti alle liste elettorali… comunque tieniti informato perché entro l’anno prossimo arriveremo ad avere la cittadinanza veneta e però il Veneto non la rifiuterà a nessuno che avesse motivo per richiederla… verrà ovviamente tutto regolamentato ma è nella tradizione dei Veneti la massima apertura… anche di paesi limitrofi che con proprio referendum volessero ritornare a farne parte della Repubblica Veneta che nasce federale, in primis in senso interno, ma è già il senso di massima apertura…
      Tieniti informato su Plebiscito.eu

  5. Sandi Stark says:

    Non è vero che l’idea di riunirsi venne dopo la seconda guerra mondiale, già negli anni ’20 il conte Koudenhove girava il mondo per diffondere l’idea dell’europa dei popoli di concezione asburgica e più precisamente del Beato Carlo d’Austria Imperatore. Negli anni ’30 il testimone passò al figlio Otto d’Asburgo, che riuscì a convincere anche Roosvelt. Prima della guerra, diversi personaggi si erano convinti all’ideale europeista, cito il più famoso che mi viene in mente: Einstein.

    Poi fu fatta l’Europa degli Stati Nazionali, non l’Europa dei Popoli originale che avrebbe dovuto iniziare con una completa e rigida tutela di tutte le minoranze per continuare in un processo di cessione di potere, per creare gli Stati Uniti d’Europa… su base rigorosamente federalista.

    L’idealismo tedesco non c’entra niente con gli Stati Nazionali; la Germania è federale ed anche ai tempi del nazismo, alcuni sovrani dei vari Stati tedeschi (Sassonia) sedevano ancora sui loro troni. La Germania si è confederata spontaneamente; l’ultimo Stato ad aderirvi fu la Baviera dopo la guerra franco-tedesca del 1870; il sovrano bavarese rimase in carica fino al 1918.

    Anche dopo l’Indipendenza dei nuovi Stati (non confonda per piacere Stato con Nazione), il problema europeo di riunirsi, continuerà. Sulla GB non si può contare, è la voce degli USA in Europa che non desiderano uno Stato europeo che gli possa competere. Sulla Francia nemmeno… troppa tradizione giacobina. Contare sulla Spagna sarà difficile e del tutto impossibile sarà contare sull’Italia che a differenza della Spagna stessa, ha concesso pochissima autonomia con il contagocce, dove non poteva farne a meno e conta di rimangiarsela tutta.

    Bisogna fare un’altra Euopa con gli Stati e le Regioni mitteleuropee, con Austria che è già Federale e contando che qualche Stato tedesco potrebbe iniziare ad ammiccare. Nella Repubblica ceka, il partito della confederazione mitteueuropea, ha avuto il 30% di consenso elettorale. Negli altri Paesi ex asburgici c’è un forte risveglio identitario mitteleuropeo… la UE degli Stati Nazionali sta stretta specialmente ai piccoli Stati come la Slovenia e la Slovacchia.

    I Paesi scandinavi, potrebbero anche iniziare ad interessarsi a questa evoluzione perchè come cultura e come lingue, sono assai più vicini alla Mitteleuropa che agli Stati latini che a Bruxelles fanno maggioranza con la GB e se serve, con gli altri stati europei più nazionalisti, come ad esempio la Polonia.

    Anche la Germania, prima o poi potrebbe stancarsi di fare brutte figure come l’embargo alla Russia per far piacere agli USA. Potrebbe anche decidersi di cambiare schieramento perchè la UE non avrà mai un’evoluzione di “Stati Uniti d’Europa” poichè le grandi potenze non vogliono concorrenti. Ora Putin farebbe forse salti di gioia per sgravarsi dalla pressione degli USA tramite la Nato, ma domani sarebbe competizione con la nuova potenza mondiale.

    Molte voci si levano a favore di un riavvicinamento mitteleuropeo, anche dalla Galizia ora in Ucraina, dove ci sono popoli ed etnie molto diversi, che resistono a malapena all’assimilazione. Ma ce ne sono ovunque… non esiste uno Stato Nazionale Europeo che non abbia delle minoranze nazionali scontente… chi poco come gli sloveni austriaci, gli ungheresi e gli “italiani” di Slovenia e chi tanto come i tedeschi di Romania ed i romeni di Ungheria, per non parlare di tutti i popoli dell’Ucraina che non coincidono con la maggioranza di Kiev.

    L’Ucraina è proprio l’esempio di Stato Nazionale Centralista più sbagliato che possa esistere… fu disegnata dalle grandi potenze a tavolino e “caricata” ulteriormente della Crimea con tutti i suoi popoli, da Kruscev.

    Le minoranze saranno sempre un problema per tutti gli Stati Nazionali, anche per un eventuale Veneto Indipendente. Dove si legge nella Costituzione del nuovo Veneto, le tutele per le minoranze? Ad esempio per gli italiani e per i cimbri? E per gli immigrati di religione musulmana? Da che parte del mondo si desidera stare? Ancora nella Nato e con le basi USA? Dov’è la Costituzione o Carta Fondativa, dov’è il nuovo codice civile e penale, dov’è la bozza di sistema bancario e monetario? Dov’è il “governo ombra” del futuro Veneto Indipendente?

    Vale lo stesso per tutti gli altri indipendentisti… se ne parla tanto giusto per parlare e per insofferenza nei confronti dello Stato italiano. Ma senza idee chiare e senza programmi, non solo non ci sarà alcuna “Indipendenza” ma puta caso, le probabilità di avere delle ulteriori italie più piccole, è molto elevata.

  6. caterina says:

    Guadagnin che si accorge adesso che podemos lo dicono per la Catalogna e non si è accorto che i Veneti, cioè a casa sua, lo hanno già esercitato il loro diritto di decidere, l’anno scorso, e ora sono a reclamare a gran voce presso la Corte dei Diritti dell’Uomo a Strasburgo la messa in mora dell’Italia che invece ha rimarcato con la sua corte romana che i Veneti non esistono…eppure a maggioranza assoluta hanno già detto SI all’indipendenza… ma i media nostrani ovviamente lo hanno taciuto, servi come sempre di chi li finanzia…
    Guadagnin è giovane di belle speranze che ha trovato facile la strada offertagli su un piatto d’oro da Zaia per il bisogno di raccattare consensi dopo la disaffezione generale dei Veneti verso il voto…lista civetta si chiama la sua… d’altra parte bisognava darsi da fare per non lasciar spazio alla Moretti…
    Rifletta il Guadagnin sul gioco al quale si è prestato e cerchi di correggere il tiro se ne è capace… siamo a un passo dalla libertà e sembra non se ne sia accorto…

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