Guadagnini lancia l’intergruppo referendario “Parola ai Veneti”

di FREEVENETO.ORGguadagnini

Nella stessa data dell’ultima grande vittoria dei Veneti sull’Italia (Lissa 20 Luglio 1866) i Consiglieri indipendentisti Antonio Guadagnini e Stefano Valdegamberi lanciano pubblicamente l’intergruppo referendario, forte già della maggioranza nel Consiglio Veneto, avendo raccolto ben 26 sottoscrizioni!

Free Veneto ed i partner internazionali del coordinamento ICEC si metteno a disposizione di Guadagnini e Valdegamberi (entrambi collaboratori dell’associazione avendo preso parte alle conferenze all’Università Catalana e alla Delegazione degli osservatori internazionali del 9N), nonchè a disposizione dell’intergruppo PAROLA AI VENETI del Consiglio Regionale, per ogni azione che la coalizione referendaria trasversale riterrà opportuno intraprendere a livello internazionale.

Sono già 26 i consiglieri regionali che hanno aderito all’Intergruppo “Parola ai Veneti”, costituitosi per iniziativa di Antonio Guadagnini (INV), Massimiliano Barison (FI) e Stefano Valdegamberi (Lista Zaia) con l’obiettivo di riaffermare il diritto ad esprimersi sull’auto-determinazione del popolo veneto. Presentando l’iniziativa nel corso di una conferenza stampa, alla quale sono intervenuti questa mattina i consiglieri Marino Finozzi (Lega Nord-Liga Veneta) e Nicola Finco (capogruppo Lega Nord-Liga Veneta), i promotori hanno spiegato di ritenere incompatibile con il principio di autodeterminazione dei popoli, tutelato dal diritto internazionale, la bocciatura da parte della Corte Costituzionale della legge regionale, che prevede un referendum per l’indipendenza del Veneto.free

“Il percorso di costituzione della nuova Europa dei popoli”, hanno poi precisato i consiglieri promotori, “dev’essere fondato sul federalismo europeo dei territori, presupponendo il dissolvimento delle entità statali attuali, del tutto inadeguate al affrontare le sfide geo-politiche mondiali”. “L’obiettivo finale – ha spiegato Guadagnini – è arrivare a realizzare il referendum per l’indipendenza del Veneto un idea condivisa dalla gran parte dei consiglieri di maggioranza, ed anche il presidente del Consiglio e il presidente della Giunta, che hanno preferito non sottoscrivere il documento per ragioni di opportunità, sono sostanzialmente e moralmente con noi. Nostro convincimento – ha ribadito il consigliere di Indipendenza Noi Veneto – è che, nonostante la bocciatura della Corte costituzionale, il referendum si possa fare, perché il diritto di decidere la forma di governo da cui essere rappresentati rimane in capo alle persone: è un diritto inalienabile che non può essere delegato o cedibile”.

“Le tre cose che faremo come Intergruppo – ha annunciato Guadagnini – sono consultazioni della popolazione a livello locale, organizzare convegni nazionali e internazionali per portare il tema all’attenzione del Parlamento europeo e tessere relazioni con i movimenti indipendentisti, sia italiani, come quello del Sud Tirolo e della Sardegna, sia europei”. “In Veneto – ha sottolineato durante la conferenza stampa Marino Finozzi – è molto aumentato il sentimento indipendentista, ma solo una parte si è convinta su base culturale, altri lo hanno fatto mossi da un sentimento di esasperazione. Nostro intendimento è sviluppare tra i veneti una cultura dell’indipendenza, spiegandone i pro e i contro”. “Siamo convinti – ha poi ribadito Nicola Finco – che questa cultura debba partire dal basso, definendo un percorso condiviso che porti poi ad un risultato vero e concreto”. “Vogliamo promuovere questo processo – ha spiegato Stefano Valdegamberi – per giungere alla costituzione di un Europa governata su base federale, declinata nei territori e superare una comunità composta da stati nazionali in molti casi creati artificiosamente nell’800” . Concludendo, Antonio Guardagnini ha ricordato come l’Intergruppo sia una proposta “inclusiva, che punta ad accogliere adesioni ben oltre l’attuale maggioranza, in quanto siamo certi che oggi anche la cultura di sinistra è divenuta molto più aperta che nel passato verso le richieste di autonomia che vengono dai popoli. Non è un caso che le situazioni socio-politiche della Scozia e della Catalunya sono attraversate da convinte spinte autonomiste che vengono da partiti legati strettamente con le posizioni della nuova sinistra europea”.

http://www.consiglioveneto.it/crvportal/pageContainer.jsp?n=81&p=84&c=5&e=91&t=1&idEvento=7325#sthash.5NZ4GHq9.dpuf

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2 Comments

  1. Padano says:

    Non ho mai capito la “nostalgia” veneta per gli Asburgo: nei confronti di Venezia gli austriaci commisero la più spregevole delle ruberie: nel 1797 Napoleone attaccò senza motivo la Repubblica, la invase e poi col trattato di Campoformio la cedette all’Austria, la quale, ripetutamente sconfitta dal corso, era stata cacciata dalla Lombardia. Nel 1814 il Congresso di Vienna, che in linea di massima restaurò lo status quo pre-napoleonico, non ricostituì la Serenissima Repubblica di Venezia, come sarebbe stato giusto e di diritto.

    In breve, gli Austriaci parteciparono alla rapina napoleonica e poi, caduto il corso, si tennero la refurtiva.
    E quei beoti a inorgoglirsi per la vittoria a Lissa dei loro aguzzini, che se li erano comprati con quattro parole in veneto.

    Io sono piemontese, ma mia nonna era veneta. Ritengo che ipotizzare uno Stato Veneto indipendente sia utopistico: dal punto di vista storico, non sarebbe in nessun modo individuabile come erede della Serenissima (in quanto sono ovviamente irrecuperabili i domini d’oltre mare, dai quali derivava l’identità della Repubblica, sovranazionale e marittima); dal punto di vista economico, il Veneto è parte integrante del “Sistema Nord”, o Padania che dir si voglia, o altro (io preferisco la storica denominazione di Lombardia, intesa come “Longobardia”).
    Ma lo capite che aspetti come lingua, tradizioni, etnos, non significano nulla nel XXI secolo? Questi sono orpelli da nazionalismo ottocentesco! Oggi solo l’economia conta.

    E da qui discende il movimento “nordista” (padano, celto-longobardo, chissenefrega del nome): l’unità d’Italia è stata un completo fallimento, dannosa per il Nord e devastante per il Sud (alla fine chi ci ha guadagnato, paradossalmente, sono stati i Pontifici). 30 milioni di emigrati. 80 anni di guerre inutili, sanguinose, costose, ingiuste, condite da viltà e tradimenti. Fino alla disfatta senza appello del 1943. Oggi? 100 bln/€ all’anno regalati dal Nord, affinché al Sud non si muoia di fame.

    Saluti a tutti i Lombardi, Piemontesi, Veneti, con la speranza che superino i particolarismi che da 2.237 anni fanno il gioco di Roma (divide et impera).

  2. caterina says:

    erano addormentati la primavera dell’anno scorso, e non si sono accorti che i Veneti sono andati già a votare per l’indipendenza ed ora si stanno organizzando per attuarla… questi dovevano raggiungere una poltrona prima di tutto ed ora cercano di far qualcosa come se si fossero appena svegliati… atteggiamento penoso per non dire insultante nei confronti di tutti quelli che stanno lavorando alacremente da mo’ per attuare l’indipendenza che abbiamo già votato in stragrande maggioranza ma non nasce con la bacchetta magica.. sarebbe meglio che spendessero i nostri soldi con cui vengono pagati per facilitare il tutto, non per cominciare tutto d’accapo rinviando alle calende greche,,, fra l’altro sono già fra di loro in battaglia giudiziaria con gli esclusi dei concorrenti di Indipendenza Veneta che li chiama in tribunale ai primi di novembre…
    Meno male che c’è Plebiscito.eu…unica certezza per noi Veneti e indipendentisti veri che il lavoro fatto fin qui comincerà presto a dare i suoi frutti!

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