antonio-guadagnini-veneto“E’ assurdo spendere 12 milioni di euro per avere una risposta ovvia dai Veneti attraverso il referendum per l’autonomia della Regione: sarebbe come chiedere a un bambino se vuole bene alla sua mamma”: lo afferma il capogruppo di Indipendenza Noi Veneto in Consiglio regionale, Antonio Guadagnini, in risposta alla provocazione del gruppo dei tosiani che hanno presentato un emendamento la settimana scorsa in sede di assestamento di bilancio per finanziare la consultazione popolare sull’autonomia: emendamento bocciato dalla maggioranza e non solo.

“I quattrini non crescono sugli alberi del campo dei miracoli”, prosegue Guadagnini, “se n’è accorto anche Pinocchio che è stato truffato dal Gatto e dalla Volpe. Se avessimo detto sì allo stanziamento per il referendum per l’autonomia avremmo di fatto tagliato i fondi per il sociale”, prosegue il segretario di presidenza: “quindi avremmo tolto ad esempio soldi per l’assistenza ai disabili sensoriali, e anche alle politiche contro la violenza alle donne”. “La polemica dei tosiani sulla questione referendum per l’autonomia”, prosegue Guadagnini, “è del tutto strumentale e un po’ grossolana. Speriamo che i colleghi col tempo affinino la loro capacità critica e riescano a individuare temi più pregnanti”.

“L’intergruppo referendario è nato per difendere il diritto di autodeterminazione dei Veneti”, spiega Guadagnini, “che comprende anche e soprattutto il diritto di esprimersi sull’indipendenza, unica vera soluzione dei nostri problemi”. “Come è stato dimostrato in Catalogna”, conclude Guadagnini, “il tema del referendum si risolverà, comunque, agganciando la consultazione ad un’altra votazione per abbattere i costi, senza privarci di risorse preziose che, a causa dei continui tagli del governo Renzi, che pare ai tosiani non dispiaccia, ci sta costringendo a tagliare servizi essenziali”.