Guadagnini a Zaia: difendi le banche di credito cooperativo dall’assalto del governo

guadagninidi Antonio Guadagnini – Premesso che nella nostra Terra veneta nasce su impulso di Leone Wollemborg la prima Cassa Rurale italiana nel lontano 1883, nell’intento di aiutare fittavoli, piccoli proprietari e in generale tutto il mondo agricolo, espressione di quella dimensione mutualista che ha sempre caratterizzato il nostro mondo veneto;

– ancor oggi il tessuto delle Banche di Credito Cooperativo rappresenta un patrimonio della nostra Regione, espressione di quel pluralismo e di quella vivacità imprenditoriale che ha consentito alla nostra regione di crescere e di rendere diffusa la ricchezza

– negli ultimi decenni le principali banche venete sono state assorbite da istituti con centri decisionali situati fuori della nostra regione, con risultati che hanno penalizzato il nostro tessuto economico, sociale e culturale veneto;

– negli ultimi mesi due importanti banche popolari venete sono state protagoniste di vicende che hanno provocato fortissime preoccupazioni nei nostri risparmiatori, vicende che sono ancora in itinere e che suscitano un pesante clima di incertezze per quanto riguarda il credito nel Veneto;

– il mondo del Credito Cooperativo continua ad essere in attesa di una riforma che dia importanti input per quanto riguarda i concetti di autonomia e di garanzia per il risparmiatore;

– recentemente si è svolto un seminario istituzionale alla Commissione Finanze della Camera proprio per sviscerare i contenuti della riforma, riforma che potrebbe portare alla creazione di un’unica grande banca nazionale che di cooperativo e di territoriale non avrebbe assolutamente nulla, e che potrebbe portare a forme di controllo centralizzato che minerebbe il principio di indipendenza e di sovranità proprio di questi istituti;

– proprio durante il seminario è intervenuto il dott. Carmelo Barbagallo, capo dipartimento Vigilanza Bancaria e Finanziaria della Banca d’Italia, che ha sottolineato come sia fondamentale il “pieno recupero del tradizionale ruolo di sostegno alle economie locali che ha contraddistinto l’operatività delle BCC nei passati decenni” ed ha altresì evidenziato che “l’obiettivo della riforma dev’essere quello di mantenere le peculiarità storiche di questa categoria affinché non sia messa in pericolo la funzione finora svolta di sano sostegno delle economie locali”

tutto ciò premesso, il sottoscritto consigliere regionale interpella il Presidente del Governo Veneto

per sapere quali iniziative intenda intraprendere a tutela delle BCC, la cui proposta di riforma è attualmente in discussione al parlamento; in particolare bisogna evitare che i requisiti patrimoniali richiesti alla capogruppo non siano così elevati da costringere tutte le BCC ad aderire ad un unico soggetto nazionale.

Si chiede altresì se non intenda coinvolgere i parlamentari veneti al fine di concretizzare una linea comune in questo senso.

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One Comment

  1. renato says:

    Buon intervento, concreto e diretto.

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