CHI GUADAGNA E FA PROFITTO UN SOVVERSIVO E’!

di REDAZIONE

Il termine ‘eversione’ evoca trame, organizzazioni che agiscono nell’ombra, attentati, rapimenti, stillicidio di omicidi mirati. A chi ha attraversato gli anni piombo (all’epoca ero uno studente liceale), tornano alla mente i titoloni sulle ‘trame eversive’ rosse o nere e sui servizi deviati.

‘Sovvertire’ lo stato viene inteso da tutti come l’atto di abbattere violentemente le istituzioni esistenti. In realtà se ci pensiamo bene non si tratta di abbattere le istituzioni quanto di sostituire coloro i quali ne sono alla guida con lo scopo di orientare in maniera diversa il rapporto stato/individuo.

Oggi a nessuno verrebbe in mente di sostenere che lo stato italiano sia soggetto ad una minaccia eversiva paragonabile a quelle che abbiamo dovuto affrontare nel recente passato. Pur nel malcontento diffuso e nella credibilità delle istituzioni repubblicane ridotte ai minimi termini, non si avverte quell’aria di rivoluzione e di violenza dei cupi anni 70. Soprattutto non si vedono folle di epigoni di questa o quella ideologia predicare nelle scuole, sui giornali sulle strade la necessità di ribaltare la forma dello stato.

Esiste oggi un messaggio eversivo anche solo lontanamente paragonabile ai disegni di ‘quei formidabili anni’?

Credo di sì, e ha una carica eversiva dirompente, MENO TASSE! Semplice semplice, MENO TASSE. Niente massimi sistemi, niente sociologia, niente filosofia, nessun bisogno di dotte disquisizioni o sedicente kultura a base di tomi incomprensibili e barbosi. Niente che un ortolano, un benzinaio o un imbianchino non possa capire. MENO TASSE.

Ma perchè queste due semplici paroline dovrebbero rappresentare una bomba eversiva? Che c’entra il gretto desiderio di avere più soldi in tasca con la sovversione dell’ordine dello stato? Per capirlo bisogna rispondere a questa domanda. Qual è il vero carburante dei mille mazzettari, dei mille e mille burocraticchi con potere di firma messi in quel posto per gestire le mille e mille leggine e regolamenti a cui i cittadini devono richiedere il permesso pure per cambiare le piastrelle del bagno?

Gendarmi, finanzieri, funzionari, messi comunali, incaricati di questo o quell’ufficio che bisogna saper dribblare per vivere. Commercialisti, tributaristi, fiscalisti, consulenti, unici depositari della capacità di interpretare, applicare, aggirare centinaia e migliaia di disposizioni di legge che fanno di un cittadino un ‘colpevole’ a prescindere. Che cosa nutre questo allucinante stato leviatano obeso e ottuso sotto il quale bisogna evitare a tutti costi di finire stritolato? LE TASSE! Più si riducono più la bestia soffre e più è obbligata a dimagrire.

Ovviamente il mostro è ottuso e scoordinato nei movimenti ma ha un enorme istinto di conservazione e riesce a mettere in atto efficaci strategie perchè non venga mai diminuito l’apporto calorico che fa di lui quel che è. Quindi elabora una serie di concetti e comportamenti con cui assicurarsi il pasto. Concetti quali il senso civico, l’orgoglio patrio, il bene comune (buono, contro l’interesse del singolo che è egoistico), l’obbedienza alle leggi spacciata per giustizia, il prelievo di enormi quantità di ricchezza nel nome della tutela delle fasce deboli, per mantenere invece intere regioni e culture nello stato di pigrizia mentale e fornendogli il necessario per vivere in cambio di consenso politico.

E ancora, il mito della democrazia, spacciata come fine invece che essere solo un mezzo al servizio della Libertà. Democrazia che viene ossequiata e celebrata a oltranza (ma solo fino a pagina due, chè non sia mai che si abusi dei referendum i quali van bene solo per la caccia al fringuello, non certo per l’ingresso in Europa o l’entrata in guerra, ops!, nelle missioni di pace). O anche, il mito dell’evasore che ‘se tutti pagassero pagheremmo meno’ (ma quando mai s’è visto). La liturgia dell’unità d’Italia, che ha sloggiato il vecchio messale della resistenza e dell’antifascismo (buono per la spranga di Capanna ma ormai obsoleto).

Tutto questo solo per e con le TASSE.

Trovo perciò ‘MENO TASSE’ sommamente eversivo.

Si spiega quindi che lo stato si adoperi al massimo delle sue forze con leggi e controlli sempre più serrati e soffocanti perchè questo non accada. Che non si faccia alcun problema a fare carne di porco dei più elementari principi del diritto per cui è l’accusato che deve provare la sua innocenza e non il contrario. Che sia arrivato a cooptare un consiglio di amministrazione di banca a decidere delle nostre vite.

Tutto ciò forse l’imbianchino, il mobiliere e i suoi operai o il padroncino camionista non lo immaginano. Vorrebbero solo qualche soldo di più in tasca e che diminuissero le accise sul gasolio. Sono sovversivi senza kalashnikov, e sono molti di più dei pazzi assassini ubriachi di Marx o dei nostalgici del mascellone. Ora dopo quarant’anni posso dirlo, sono sovversivo anche io.

di Mauro Gargaglione

FONTE ORIGINALE: http://riecho-economiaeliberta.blogspot.it/2012/04/chi-guadagna-sovversivo-e.html

 

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2 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Sovvertire ma chi mo..?

    Noi cittadini e componenti lo stato cerchiamo di sovvertire noi stessi..??

    Ma sti briganti e mantenuti le trovano proprio tutte per metterci in stato di inferiorita’ ma soprattutto di colpa.

    Fortuna che sono intellighenti, perche’ se fossero analfabeti come i bassi sarebbero anche da perdonare per poi prenderli a peae in tel kul..!! (a calci in kulo)

    Ma come siamo presi mo in questo stato di “diritto”..?

    O RUSPE O MORTE..!!

    VIA LA MURAGLIA E AL PIU’ PRESTO..!

    Doveva farlo il ministro delle semplificazioni o delle riforme…

    Invece si segno’ e abbondantemente il passo..!!

    Salam

  2. Diego Tagliabue says:

    In tutti gli Stati seri esistono i controlli fiscali senza eccezioni geografiche o sanatorie.
    In tutti gli Stati seri, lo sperpero di denaro pubblico, per finanziare favoritismi e affari privati dei politici (per tacere della criminalità organizzata), è un reato gravissimo: Veruntreuung öffentlicher Gelder, traducibile con malversazione di denaro pubblico, ma con il significato intrinseco di tradimento, di non fedeltà e punibile fino a 10 anni di reclusione, a seconda della somma.

    Domanda: quanti politici italioti sono colpevoli di questo reato dal dopoguerra fino a oggi? Quanti di loro sono (stati) in galera per questo reato?

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