“Mandiamoli tutti a casa”, lo slogan che ha fatto vincere Grillo

di CLAUDIO ROMITI

Dato come non siamo una nazione normale – anzi, probabilmente non siamo affatto una nazione – è molto difficile che chiunque perda pesantemente una elezione politica rassegni le doverose dimissioni. Da questo punto di vista sarebbe stato più che logico che Bersani, il più grande sconfitto nelle urne, e Berlusconi, il quale grida vittoria avendo perso circa 18 punti e qualcosa come sei milioni di consensi, facessero un passo decisivo verso la pensione, se non altro nel tentativo, in verità assai arduo, di tamponare lo tsunami Grillo.

Uno tsunami che, pur essendo stato preso del tutto sottogamba da questi personaggi, di fronte a tanta miopia non può che rottamare in blocco e in poco tempo l’intera classe politica basata fino a ieri su un bipolarismo del nulla. Classe politica, ci tengo a sottolineare, assolutamente rappresentativa di un popolo che continua a chiedere a chi governa pasti gratis e che, perennemente frustrata da chi questi pasti li continua a promettere professionalmente a vuoto, sta trovando nel M5S un soggetto decisamente più credibile a tale scopo.

Ora, oltre alla sottovalutazione, i principali esponenti del citato bipolarismo del nulla, che come i polli di Renzo hanno continuato a beccarsi pure dopo la grande avanzata elettorale del loro castigamatti, hanno puntato su due elementi i quali sono stati invece del tutto ignorati da una massa imponente di elettori: il voto utilo e l’inconsistenza programmatica del movimento di Grillo. In realtà, sul primo elemento è accaduto esattamente il contrario. Molta gente, che sfuggiva ad ogni sondaggio, una volta nella cabina elettorale ha considerato utile dare un voto a chi prometteva semplicemente di rottamare in blocco la vecchia classe politica. Mentre, per ciò che concerne il programma la gran parte dei milioni di cittadini che hanno scelto il M5S lo hanno semplicemente ignorato. Per essi, e lo dico senza alcuna notazione di valore, il nodo saliente del loro sostegno a Grillo si sintetizza con questo slogan, ripetuto da sempre da quest’ultimo: ” mandiamoli tutti a casa!” Tanto è vero il consenso ottenuto dal M5S si sta sempre più configurando con forti elementi di trasversalità.

A questo proposito è ragionevole pensare che persino chi chiede meno Stato e meno tasse abbia deciso di votare per una forza non certo dai caratteri liberal-libertari, ma che comunque promette di dimissionare in blocco la politica di professione a tutti i livelli della rappresentanza democratica.  E proprio partendo dal presupposto che  “il mandiamoli tutti a casa” costituisce l’elemento cardine dell’intero tsunami grillino, unica ragione fondante della sua azione politica, chi pensa di portare il comico ligure e i suoi uomini comuni al livello di qualunque collaborazione di governo, sia pure sostenendo un esecutivo di minoranza con l’astensione, si sbaglia di grosso. Il rottamatore per antonomasia, una volta mandato allo sfascio l’usato sicuro di Bersani e tutto il teatrino del citato bipolarismo del nulla, non potrà mai suicidarsi politicamente porgendo a questi zombi una tanto agognata scialuppa di salvataggio. Soprattutto quando Grillo sa bene che al prossimo giro, il quale non tarderà molto ad arrivare, rischia di vincere con percentuali bulgare, a prescindere dal sistema elettorale che i machiavelli ancora al comando, si spera, riesciranno a mettere in campo.

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3 Comments

  1. elio says:

    e ora come fanno a mandarsi a casa loro?

  2. bellini roberto says:

    basta con i privilegi della politica ( stipendi.buona uscita.macchine blu. rimborso spese. premi prezenza.vitalizi.etc.etc. andate a lavorare politici mestieranti.

  3. Dan says:

    Purtroppo ancora troppa gente ha votato per la parte sbagliata dimostrando di non meritarlo il diritto al voto così chi non doveva s’è incassato un assurdo premio di maggioranza.
    I grillini non ci tengono ad allearsi ma anche lo facessero non riuscirebbero a cambiare le cose, con le buone s’intende… Quanto ci vorrà per entrare a passo dell’oca nella prossima fase ?

    Poco…

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