Voto e Porcellum: Grillo pronto ad azzannarli se fanno i furbi

di DANIELE V. COMERO

L’affermazione è di un deputato torinese. L’argomento è il solito, la legge elettorale. Sono ben 222 gli emendamenti presentati in Senato al ddl Malan di riforma della più detestata legge elettorale italiana di sempre, il Porcellum.  “Attenti che alle porte del Parlamento c’è Grillo che come un avvoltoio è pronto ad azzannare la preda” avverte il deputato del FLI Scanderebech, dopo aver annusato aria di melina, con il pericolo di ritrovarsi a Natale, insieme con il panettone, ancora il vecchio Porcellum. “Il vero motivo per cui non si troverà la quadra sulla legge elettorale è dovuto al fatto che il PD e il PDL non possono permettersi l’inserimento della preferenza come metodo democratico ed unico per rispettare in pieno la volontà popolare in quanto subirebbero una rivolta interna dei propri parlamentari. Infatti, il PD ha la maggioranza dei parlamentari che non ritornerebbe in Parlamento in quanto sul territorio il partito dispone di eletti più radicati come i sindaci e i consiglieri regionali. Il Pdl versa in una fase di crisi sia di consenso che di leadership, i suoi parlamentari tornerebbero a casa perché assenti completamente sul territorio’‘ ,dichiara Deodato Scanderebech, in una nota riportata dalla agenzia ASCA.

Ieri nella 1° commissione Affari costituzionali hanno iniziato l’illustrazione delle 222 proposte di modifica, bisognerà attendere settimana prossima per le votazioni. Su tutto questo aleggia il fantasma del voto siciliano, con l’idea espressa dal presidente Vizzini che comunque tutto dipenderà dal tipo di risultato del voto del 28 ottobre in Sicilia. Allora, pare che a tutti i partiti non rimanga altro da fare che assumere una andatura lenta e circospetta, con i leader sotto coperta a trafficare.

Intanto, c’è Calderoli, che si agita e scrive ai senatori della Lega per spiegare i suoi 16 emendamenti che riguardano: la soglia minima per il premio di maggioranza che la Lega Nord pone a quota 40%, la riduzione della dimensione delle circoscrizioni, la preferenza unica e richiede che la coalizione depositi il programma di governo contestualmente al deposito del contrassegno.

Il PD non è certo da meno, con 60 proposte, con i tecnici che si ritrova ha sparato una serie di maxi emendamenti che solo a leggerli ci vogliono due persone, per darsi il cambio. Anche l’UDC con 30 proposte si è difesa bene, seguita a ruota dell’IDV. La parte del leone l’ha fatta il PDL.
Tra le novità più eclatanti proposte dal PDL, a firma Quagliariello e Gasparri, c’è l’introduzione della figura del “Candidato leader” di partito al quale ” è data la possibilità di essere candidato in tutte le circoscrizioni nella lista delle preferenze”.

I due esponenti PDL chiedono l’inserimento di un nuovo comma, il 4° comma-sexies, con il quale ogni lista potrebbe designare, all’atto della presentazione, un Leader, che può essere candidato in tutte le circoscrizioni, forse per fare in modo che possa raccogliere preferenze, dimenticandosi che esiste già la figura del Capo-coalizione, che non è stata soppressa. Meglio averne due o tre in una coalizione, che uno solo, visto quello che è successo a Bossi e Berlusconi nell’ultimo anno.
Grandi manovre anche sulle quote di sbarramento per l’accesso al riparto dei seggi: si distingue la Lega con Calderoli che, dopo aver visto i dati dei sondaggi, chiede di abbassare il limite nazionale dal 5% al 4%, e la quota del 7% al 6% in 5 circoscrizioni.

Diversi interventi  chiedono per il Senato di ridurre la dimensione delle circoscrizioni, che nel testo base coincidono con le regioni, ad esempio, la Lombardia da sola vale quasi 10 milioni di cittadini, dovrebbe essere divisa in 10 circoscrizioni, quella del Veneto in 5 e così via. Altre manovre riguardano le sottoscrizioni, le famose firme per presentare le liste, che tanti problemi hanno creato alle ultime regionali a Roma come a Milano. Il senatore repubblicano Del Pennino e il larussiano Milone propongono particolari regimi di esenzione. Il cuore del problema è il premio di maggioranza: il PDL e la Lega Nord propongono un tetto del 55% dei seggi complessivi. Altri emendamenti  sono per stabilire una quota minima necessaria per l’assegnazione del premio alla coalizione, con diverse proposte presentate da vari senatori, tra il 40% e il 45%. Qui si sono distinti soprattutto i senatori del PDL, con una quota minima del 42%, seguiti da Rutelli che propone il limite minimo del 45% di voti raccolti per avere diritto al premio. In pratica vuol dire che il premio del 12,5% in seggi, tanto discusso in questi ultimi sei mesi, non verrà mai assegnato, vista la consistenza dei partiti attuali.

Alla fine si potrebbe avere un proporzionale puro, complicato e appesantito da tanti arzigogoli e incerti meccanismi.

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3 Comments

  1. Carlo says:

    Grillo… Che cos’a Grillo che non va?
    Sono 30 anni che ci mette in guardia contro l’oligarchia, contro un’insensato consumismo, contro la ns. stessa incapacità di pensare in modo autonomo.
    Ma lo ha fatto in modo amichevole il piu delle volte ironico rivolgendosi a noi, virulento contro chi era autore di queste vergognose azioni e poi ancora in modo tale che poteva far ridere a chi non si sentiva coinvolto.
    Pero faceva SI riflettere a coloro che avevano la capacitá di capire.
    Risultato: É venuto preso un pó sottogamba per anni.
    É bastato che salisse al potere un governo tecnico ( che nessuno di noi votó) ed infilasse le mani nelle ns. tasche per farci capire che qualcosa non andava.
    Ora… Lo habbiamo capito si o no, che dobbiamo usare il buon senso e diventare responsabili? Che dobbiamo smettere di farci portare per il naso. Che dobbiamo esigere un referendum per ogni nuova legge o disposizione che possa venire in mente a quelli che detengono il potere… Lo riusciamo a capire questo o ci piace troppo sentirci comandare arbitrariamente e con ” grande serietà ” ?

  2. Cantone Nordovest says:

    A qs punto è meglio tenersi il Porcellum .. poi il CX nel nuovo parlamento reintrodurrà i collegi uninominali (speriamo !)

    La reintroduzione delle preferenze MULTIPLE genererà un parlamento ancora più marcio di quello attuale : al Sud il voto di lista non è quasi mai limitato all’apposizione della crocetta sul simbolo .

    Esso è invece tipicamente corredato da un complesso sistema di preferenze , a cui elettori intruppati in cordate clientelari (se va bene … o mafiose se butta male) provvedono alla ottimizzazione del migliore , cioè del peggiore , risultato elettorale possibile

    La soluzione è semplice : collegio uninominale !

    Ma la politica preferisce spartire il potere con le reti mafiose piuttosto che devolverlo alla società civile

    Ecco , questa è l’anomalia “democratica” italiana

    facebook > Cantone Nordovest

  3. Dan says:

    Io direi di accontentarli tutti: porcellum con melina in bocca.

    Quelli che stanno adesso in parlamento, restano, intanto ci aggiungiamo quelli nuovi.
    Da 900 figli di puttana mantenuti a 25000 euro al mese, ne aggiungiamo diciamo, per preservare la democrazia, altri 9100, un bel diecimila tondi tondi sempre a stipendio pieno tanto il debito non è un loro problema finchè ci siamo noi a pagarlo, zitti ed in silenzio (che rivoltarci pare brutto)

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